Garlasco, Infante svela indifferenza di Stasi e nuovi dettagli su giacca sparita e guanti misteriosi

Delitto di Garlasco, nuovi dubbi su Sempio e sull’indagine originaria
Nel programma di Rai2 “Ore 14”, andato in onda martedì 24 marzo 2026, il conduttore Milo Infante ha dedicato ampio spazio al delitto di Garlasco, l’omicidio di Chiara Poggi (13 agosto 2007).
L’attenzione si concentra sulla posizione di Andrea Sempio, oggi indagato, e sugli errori della prima inchiesta che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi.
La nuova consulenza dell’anatomopatologa professoressa Cristina Cattaneo, appena depositata in Procura, apre scenari inediti sulla dinamica dell’aggressione e sulle possibili difese opposte dalla vittima.
Secondo quanto emerso in trasmissione, avrebbero pesato per anni un presunto alibi fondato su uno scontrino di parcheggio, l’uso delle celle telefoniche e valutazioni medico-legali oggi ritenute non più attuali.
L’obiettivo della nuova indagine è verificare se la ricostruzione iniziale sia stata condizionata dal “bersaglio” Stasi, trascurando altri elementi rilevanti legati a Sempio e al suo entourage.
In sintesi:
- La consulenza di Cristina Cattaneo mette in discussione l’interpretazione originaria del delitto di Garlasco.
- Il presunto alibi di Andrea Sempio, basato su uno scontrino di parcheggio, viene definito fragile.
- Emergono dubbi sulla completezza delle indagini iniziali, giudicate non svolte “a 360 gradi”.
- Si rafforza l’ipotesi che Chiara Poggi abbia tentato di difendersi dall’aggressore.
Nuova consulenza Cattaneo e criticità dell’alibi di Andrea Sempio
Elemento centrale della puntata è la consulenza di Cristina Cattaneo, che – secondo indiscrezioni – ipotizza segni di difesa sul corpo di Chiara Poggi e possibili tracce dell’aggressore sotto le unghie.
“Sul corpo ci sono tanti lividi… non possono essere spiegati solo con la discesa dalle scale… ci sono delle abrasioni strane sotto le ascelle, segno che l’assassino possa averla sollevata con dei guanti ruvidi”, ha riportato Milo Infante illustrando la possibile dinamica dell’omicidio.
Il focus si sposta poi su Andrea Sempio. Il suo alibi storico è legato a uno scontrino di un parcheggio a Vigevano, presentato un anno dopo il delitto. Il giornalista Luca Fazzo ha evidenziato come quello scontrino non riporti nome, targa né elementi che lo colleghino in modo univoco all’indagato: “Lo scontrino non è un alibi… non c’è il suo nome, non aggancia le celle telefoniche, non dice che libro ha preso, e questo è un alibi?”.
In trasmissione viene dato spazio anche alla testimonianza di un pompiere, collega del vigile del fuoco amico della madre di Sempio. L’uomo descrive il collega come “schivo e discreto” e sottolinea l’impossibilità di assenze arbitrarie dal servizio: “Se io non ci sono… la squadra non esce… non può succedere che qualcuno si assenti“. I messaggi tra la madre di Sempio e questo pompiere, la sera prima e la mattina del delitto, vengono letti come potenziale indizio di un incontro da chiarire.
Errori del passato e nodi ancora aperti per la nuova indagine
Milo Infante ha criticato apertamente l’approccio della prima inchiesta: “Non indagavano per niente a 360 gradi… agli inquirenti non interessava, sapevano che fosse stato Stasi“. Secondo il conduttore, l’immediata focalizzazione su Alberto Stasi, che aveva trovato il corpo di Chiara Poggi, avrebbe impedito verifiche più sistematiche sulle attività di Sempio il 13 agosto 2007.
Nel dibattito televisivo è stato citato anche il tema dei vestiti: Stasi al funerale della fidanzata indossava una giacca, interpretata come segno di rispetto; Sempio, il pomeriggio del delitto, sarebbe invece rientrato a casa con una maglietta a maniche lunghe. La direttrice di LaPresse, Alessia Lautone, ha però ridimensionato questo dettaglio: “Non vuol dire niente, non sono questi i dettagli di un assassino”, invitando a non scivolare su considerazioni suggestive ma poco probatorie.
Per Luca Fazzo, il lavoro della Cattaneo si inserisce in un quadro investigativo già arricchito da nuovi atti: “Il lavoro della Cattaneo arriva a valle di qualcosa che gli inquirenti hanno già in mano anche sulla dinamica del delitto”. Uno dei punti chiave riguarda l’ora della morte, inizialmente allineata – secondo quanto riferito – alle esigenze della vecchia Procura, e la convinzione, oggi ritenuta superabile, che Chiara non si fosse difesa.
FAQ
Chi è Andrea Sempio e perché è indagato nel caso Garlasco?
Andrea Sempio è un conoscente di Chiara Poggi. È oggi indagato perché il suo presunto alibi, basato su uno scontrino di parcheggio, risulta considerato fragile e privo di riscontri univoci.
Cosa sostiene la nuova consulenza medico-legale di Cristina Cattaneo?
La consulenza di Cristina Cattaneo indica verosimilmente segni di difesa sul corpo di Chiara Poggi e possibili tracce dell’aggressore, anche sotto le unghie, mettendo in discussione l’ipotesi di una vittima completamente passiva.
Perché lo scontrino di parcheggio non viene considerato un alibi solido?
Lo scontrino non riporta nome, targa né prove di utilizzo da parte di Sempio. Non si associa alle celle telefoniche, né documenta l’orario esatto in relazione al momento dell’omicidio.
Quali errori vengono contestati alla prima indagine sul delitto di Garlasco?
Vengono contestati un focus precoce su Alberto Stasi, verifiche incomplete sulle attività di altri soggetti, valutazioni medico-legali oggi ritenute datate e un approccio non pienamente “a 360 gradi”.
Qual è la fonte delle informazioni riportate su delitto di Garlasco e Ore 14?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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