Garlasco, incidente probatorio sui pc riapre il caso e divide gli esperti

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Garlasco, chiesto l?incidente probatorio sui pc di Alberto Stasi e Chiara Poggi. Cos?è e perché la richiesta ha acceso lo scontro anche in tv
Nuove analisi digitali
Nel procedimento sul delitto di Garlasco, i difensori di Andrea Sempio hanno depositato al gip di Pavia un’istanza per eseguire un accertamento tecnico sui computer in uso a Alberto Stasi e a Chiara Poggi. La richiesta punta a una nuova analisi forense dei dispositivi informatici già sequestrati all’epoca delle prime indagini, utilizzando strumenti oggi più avanzati rispetto a quelli disponibili oltre quindici anni fa. Secondo la difesa, le tecniche odierne di data recovery e ricostruzione delle attività digitali potrebbero restituire tracce cancellate, file corrotti o cronologie parziali non pienamente leggibili nelle perizie originarie.
Gli avvocati di Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, sostengono che l’obiettivo non è riaprire in modo surrettizio il processo già definito a carico di Stasi, ma verificare in modo puntuale la posizione del loro assistito, indagato per omicidio in concorso. In questa prospettiva, un eventuale quadro informatico che delineasse un movente, una pianificazione o un agire esclusivamente riferibili all’ex fidanzato di Chiara Poggi costituirebbe, sul piano difensivo, un elemento a favore di Sempio e della sua estraneità ai fatti.
La Procura di Pavia dovrà ora esprimersi sulla necessità tecnico-giuridica dell’accertamento, valutando l’interesse probatorio residuo dei dispositivi, i rischi di ulteriore deterioramento dei dati e la compatibilità della richiesta con i limiti posti dal giudicato nei confronti di Stasi.
Cos’è l’incidente probatorio
L’istituto dell’incidente probatorio, previsto dal codice di procedura penale, consente di cristallizzare una prova in fase di indagine quando si teme che, più avanti, possa essere irripetibile o gravemente alterata. L’atto viene disposto dal giudice su richiesta del pubblico ministero o dell’indagato, in contraddittorio con tutte le parti, e assume un valore probatorio utilizzabile nel dibattimento come se fosse stato formato in aula. Nel caso in esame, la natura delicata dei supporti digitali — soggetti a usura, obsolescenza hardware e rischio di sovrascrittura — è uno degli argomenti principali per chiedere il ricorso a questo strumento eccezionale.
La difesa di Stasi contesta la necessità di un nuovo intervento, richiamando le numerose perizie informatiche già svolte nei processi che hanno portato alla condanna definitiva. I legali sottolineano che il sistema giudiziario non può trasformarsi in un laboratorio permanente di controlli ripetuti sul medesimo reperto, salvo emergano elementi tecnici realmente nuovi e non indagini meramente esplorative. Diversa la posizione dei legali della famiglia Poggi, che chiedono massima trasparenza su ogni dato residuo, anche in vista di possibili iniziative di revisione.
Particolare attenzione viene riservata al dispositivo in uso a Chiara Poggi, sul quale una parte consistente delle memorie risulterebbe compromessa a causa delle primissime operazioni investigative. La valutazione del gip dovrà tenere insieme l’esigenza di verità, la tutela del giudicato e il diritto alla difesa di chi oggi è sottoposto a indagine.
Il caso nei talk show
La nuova mossa difensiva ha avuto un’eco immediata nel dibattito televisivo, rianimando un caso che da anni occupa cronache e programmi di approfondimento. In studio, nel contenitore mattutino di Canale 5 Mattino Cinque, si sono fronteggiate posizioni opposte: da un lato chi ritiene doveroso sfruttare le tecnologie digitali avanzate per ogni ulteriore chiarimento, dall’altro chi vede nel ricorso all’incidente probatorio un artificio mediatico che rischia di destabilizzare un accertamento giudiziario già consolidato. L’attrito è emerso soprattutto sui confini tra diritto alla difesa e rispetto della sentenza definitiva nei confronti di Stasi.
Nei talk show è stata più volte evocata la questione del movente: se le nuove indagini informatiche dovessero rafforzare una lettura centrata esclusivamente sull’ex fidanzato di Chiara, questo elemento potrebbe pesare sulla posizione di Sempio e, al tempo stesso, alimentare il dibattito pubblico sull’operato degli inquirenti nelle prime fasi dell’indagine. La narrazione televisiva, concentrata su ricostruzioni, timeline digitali e profili psicologici, contribuisce a mantenere il caso in primo piano nell’opinione pubblica.
In prospettiva, la scelta del giudice sullo svolgimento o meno dell’incidente probatorio sui computer potrebbe avere ricadute non solo processuali, ma anche mediatiche: una decisione favorevole aprirebbe la strada a nuove perizie e a un ulteriore ciclo di confronto tra esperti di informatica forense, penalisti e criminologi, destinato a rilanciare ancora il delitto di Garlasco nei palinsesti generalisti.
FAQ
D: Che cosa è stato chiesto al giudice nella nuova inchiesta?
R: È stata avanzata un’istanza di incidente probatorio per riesaminare i computer in uso a Alberto Stasi e a Chiara Poggi con moderne tecniche forensi.
D: Chi ha presentato la richiesta di incidente probatorio?
R: La richiesta proviene dai difensori di Andrea Sempio, gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia.
D: Perché si vuole analizzare di nuovo il materiale informatico?
R: Per sfruttare strumenti tecnologici più evoluti, potenzialmente in grado di recuperare o leggere dati che le prime perizie non avevano messo completamente in luce.
D: L’obiettivo è riaprire il processo a carico di Alberto Stasi?
R: No, formalmente lo scopo dichiarato è chiarire la posizione di Andrea Sempio, oggi indagato, e rafforzare il suo impianto difensivo.
D: Perché la difesa di Stasi è contraria alla nuova perizia?
R: Perché ritiene che i dispositivi siano già stati esaminati a fondo e che l’incidente probatorio debba restare uno strumento eccezionale, non un mezzo per ripetere all’infinito gli stessi accertamenti.
D: Qual è il ruolo dei familiari di Chiara Poggi in questa fase?
R: I legali della famiglia Poggi sollecitano ulteriori approfondimenti, ritenendoli necessari anche in prospettiva di eventuali iniziative di revisione.
D: Come viene raccontato il caso nei programmi televisivi?
R: I talk show, tra cui Mattino Cinque, ospitano dibattiti accesi su prove digitali, limiti del giudicato e diritto alla difesa, contribuendo a mantenere alta la pressione mediatica.
D: Qual è la fonte giornalistica originaria di riferimento?
R: Le informazioni qui rielaborate derivano da ricostruzioni di cronaca giudiziaria pubblicate dalla stampa nazionale e da servizi televisivi su Garlasco, con particolare riferimento alle notizie diffuse il 26 gennaio 2026.




