Garlasco, il racconto choc dei primi carabinieri sulla scena del delitto

Garlasco, il racconto tecnico dei carabinieri sulla scena del delitto
Chi parla sono il fotografo dell’Arma Roberto Pennini e il colonnello Cassese, protagonisti dei primi rilievi nella villetta di via Pascoli a Garlasco.
Che cosa descrivono? La scena del crimine, le modalità di ingresso e il comportamento di Alberto Stasi nelle fasi iniziali delle indagini.
Dove? All’interno e davanti all’abitazione teatro dell’omicidio.
Quando? Nel giorno del ritrovamento del corpo e nelle ore immediatamente successive, ora ricostruite in aula.
Perché è rilevante? Perché i dettagli tecnici su sangue, percorsi, calzari e porta a soffietto incidono sulla valutazione delle tracce e sulla credibilità delle versioni rese dall’imputato.
In sintesi:
- Roberto Pennini entra nella villetta con due macchine fotografiche, scena descritta come “orribile”.
- Alberto Stasi viene visto fuori dalla casa, appoggiato al muretto, apparente calma.
- I calzari dei carabinieri risultano visibilmente imbrattati di sangue all’uscita dalla villetta.
- Cassese segnala macchie e possibili “striature di capelli” sulla porta a soffietto.
I rilievi di Pennini e Cassese nella villetta di via Pascoli
Roberto Pennini, fotografo dell’Arma, viene chiamato mentre è a riposo e si reca prima in caserma, dove prende due macchine fotografiche, una analogica e una digitale, per documentare ogni dettaglio senza margine di errore.
Arrivato in via Pascoli, nota Alberto Stasi appoggiato al muretto fuori dalla villetta. Precisa di non averlo osservato a lungo, ma lo ricorda come “normale” nel portamento. Pennini chiede al 118 i calzari e accede all’interno con il collega Serra.
La descrizione della scena è netta: la definisce “orribile”, con sangue ovunque, che aumenta man mano che ci si addentra nel soggiorno, fino a raggiungere persino la parete del telefono. I carabinieri cercano di muoversi “in punta di piedi”, ma – riferisce – è impossibile evitare di calpestare il sangue.
All’uscita, sottolinea, i calzari azzurri risultano imbrattati di sangue, dettaglio per lui visivamente inconfondibile. Questo elemento viene evidenziato proprio per confrontarlo con le dichiarazioni rese da Alberto Stasi sulla presunta assenza di tracce sulle sue calzature.
Il colonnello Cassese ribadisce che le immagini televisive non restituiscono la reale dimensione degli ambienti, da lui descritti come “piccoli”, e insiste sull’abbondanza di macchie ematiche su pavimento e pareti. Aggiunge però un particolare cruciale: nota una macchia sul lato destro della porta a soffietto, con “striature” che “sembravano capelli”, ipotizzando che il corpo possa essere stato appoggiato a quel punto per aprire la porta e poi “farla scivolare” lungo le scale.
Infine, riferisce di aver visto di nuovo Stasi seduto davanti al cancello, descritto come “abbastanza calmo”, e smentisce che l’uomo gli abbia mai chiesto di rientrare nella villetta.
Impatti investigativi e domande ancora aperte sul caso Garlasco
Le testimonianze di Roberto Pennini e del colonnello Cassese rafforzano la centralità delle tracce ematiche nella ricostruzione del delitto di Garlasco.
Se i calzari dei militari risultano inevitabilmente sporchi di sangue, il contrasto con la presunta pulizia delle scarpe di Alberto Stasi continua a rappresentare un nodo interpretativo decisivo. Le possibili “striature di capelli” sulla porta a soffietto aprono ulteriori scenari sulla dinamica del trascinamento o spostamento del corpo lungo le scale, sollevando dubbi sulle prime versioni circolate.
Questo nuovo approfondimento giudiziario, basato su rilievi tecnici e memoria diretta degli operatori, alimenta il dibattito processuale e mantiene aperta l’attenzione pubblica su un caso che continua a interrogare ricostruzioni, perizie e responsabilità.
FAQ
Chi è Roberto Pennini e quale ruolo ha avuto a Garlasco?
Roberto Pennini è il fotografo dell’Arma intervenuto nella villetta di via Pascoli, incaricato di documentare con due macchine fotografiche ogni dettaglio della scena del crimine.
Perché i calzari insanguinati dei carabinieri sono così importanti?
I calzari imbrattati di sangue dimostrano quanto fosse contaminato l’ambiente e incidono sul confronto con le scarpe di Alberto Stasi, elemento cruciale nelle valutazioni peritali.
Cosa rappresentano le “striature che sembravano capelli” sulla porta a soffietto?
Secondo Cassese, le “striature” sulla porta a soffietto suggeriscono un possibile contatto del corpo con quella superficie durante spostamenti o trascinamenti.
Come viene descritto il comportamento di Alberto Stasi davanti alla villetta?
Alberto Stasi viene ricordato prima appoggiato al muretto, poi seduto davanti al cancello, con un atteggiamento definito “abbastanza calmo” dal colonnello Cassese.
Qual è la fonte delle informazioni riportate su Pennini e Cassese?
Le informazioni provengono dalle dichiarazioni rese in aula da Roberto Pennini e dal colonnello Cassese, come riportate dall’articolo originale di Affaritaliani.it.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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