Garlasco, il legale di Stasi rompe il silenzio: perché Chiara Poggi era un ostacolo scomodo VIDEO

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Svolta sul movente e ombre di revenge porn
Garlasco torna al centro del dibattito con una possibile chiave sul movente dell’omicidio di Chiara Poggi, evocata a Ore 14 Sera da Milo Infante con l’espressione: “ombra del revenge porn”. Gli inquirenti riaprono il perimetro investigativo su contesti relazionali, dinamiche digitali e materiali sensibili, cercando riscontri oggettivi su contenuti intimi potenzialmente circolati o minacciati. L’ipotesi investigativa non è un verdetto, ma orienta verifiche su tempi, accessi ai dispositivi e possibili pressioni attorno alla vittima.
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Il quadro si intreccia con la ricostruzione della personalità e delle frequentazioni di figure già emerse, nel tentativo di capire se un elemento sottovalutato abbia innescato un’escalation recente. Il focus operativo è sul nesso tra gestione dei file e rischi di diffusione non consensuale, scenario che indurrebbe un movente maturato “negli ultimi tempi”.
La pista resta da provare con atti e perizie, ma la cornice è chiara: contenuti privati, possibili violazioni dell’intimità e un eventuale ricatto o conflitto che avrebbe reso Chiara Poggi “scomoda” per qualcuno. Una direttrice che sposta l’attenzione dall’alibi al perché, riaccendendo l’interrogativo su chi potesse trarre vantaggio dal suo silenzio.
La cartella protetta e i video scomparsi
L’attenzione converge sui file privati custoditi nel pc di Chiara Poggi, che pochi mesi prima della morte avrebbe protetto con password, scelta che fa ipotizzare timori per intrusioni o copie non autorizzate. Il punto critico riguarda l’esistenza di contenuti intimi e la loro gestione: una cartella blindata, accessi da verificare, eventuali duplicazioni o cancellazioni non tracciate.
Nel 2008 Marco Poggi riferì di una chat con Alberto Stasi in cui si citava lo scambio di un filmato denominato “Parte 2”, mai rinvenuto nelle perizie successive sul computer. La domanda è se quel file sia stato spostato, eliminato o sottratto prima degli accertamenti.
L’ex comandante dei RIS Luciano Garofano collega il dettaglio temporale: la cartella protetta risalirebbe a maggio, quando potrebbero essere arrivate “le parti mancanti” dei video, potenzialmente più compromettenti. Questo spiegherebbe il rafforzamento delle misure di tutela sui contenuti sensibili e apre al tema di chi abbia potuto conoscere, visionare o tentare di diffondere quei materiali.
Le domande dell’avvocato De Rensis
Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, contesta la fragilità del movente emerso in sentenza e indica una matrice recente: “il movente è maturato negli ultimi tempi”. Sostiene che Chiara Poggi potesse essere diventata “scomoda” o motivo di attrito per qualcuno, in un contesto legato alla gestione di contenuti sensibili e a dinamiche relazionali degradate.
Il penalista solleva un punto metodologico: perché nelle prime 24 ore l’attenzione investigativa si concentra sul computer della vittima, quando non era ancora pubblico l’elemento di foto e filmati? L’interrogativo mira a evidenziare una possibile anticipazione conoscitiva o un bias di indagine che avrebbe indirizzato in fretta gli accertamenti digitali.
De Rensis chiede verifiche su catena di custodia, accessi ai dispositivi e tempestività delle perizie, cercando di capire chi sapesse dell’esistenza dei file e quando. L’obiettivo è circoscrivere tempi, soggetti e moventi compatibili con un’escalation finale, distinguendo ipotesi mediatiche da riscontri forensi documentati.
FAQ
- Qual è il focus dell’intervento di Antonio De Rensis?
Contesta il movente in sentenza e indica una maturazione recente del motivo del delitto. - Perché il computer di Chiara è centrale nelle domande della difesa?
Per chiarire perché nelle prime 24 ore l’indagine si sia indirizzata subito sui file. - Che cosa intende la difesa per “Chiara scomoda”?
Una possibile pressione o conflitto legato a contenuti sensibili e rapporti deteriorati. - Quali verifiche sollecita la difesa?
Controlli su catena di custodia, accessi ai dispositivi e cronologia delle perizie. - La tesi della difesa è una prova?
No, è un’ipotesi che richiede riscontri oggettivi e documentali. - Qual è l’obiettivo delle domande della difesa?
Ricostruire tempi, soggetti e possibili moventi compatibili con l’ultima fase degli eventi.
Il nodo Sempio e le posizioni contrapposte
Il focus torna su Andrea Sempio, oggi indagato per concorso in omicidio, e sul legame indiretto con Chiara Poggi attraverso un video che lo ritrae mentre compie atti vandalici a scuola, tra gli ultimi file visionati dalla vittima il 10 agosto. Il dettaglio riapre il tema delle frequentazioni e delle possibili pressioni, elemento inizialmente scartato nelle prime indagini.
L’eventuale presenza di quel contenuto nel pc di Chiara suggerisce un perimetro relazionale più ampio e potenzialmente conflittuale, in cui la gestione dei file e l’accesso ai dispositivi assumono rilievo. Gli inquirenti riascoltano ex compagni di scuola per delineare la personalità di Sempio all’epoca dei fatti e valutare contesti finora marginali.
Luciano Garofano mantiene la propria linea: “Resto convinto che Alberto Stasi c’entri”, respingendo ipotesi di pressioni dei pm sui RIS e denunciando la diffusione di notizie fuorvianti. Una posizione che si contrappone alla strategia difensiva di Antonio De Rensis, incentrata su movente recente e su chi potesse ritenere Chiara “scomoda”. L’asse del confronto resta quindi tra chi focalizza l’attenzione su Stasi e chi chiede di allargare il raggio a contatti e contenuti digitali legati a Sempio.
FAQ
- Chi è Andrea Sempio nel quadro dell’indagine?
È indagato per concorso in omicidio e viene riesaminato per i rapporti con Chiara. - Perché il video di Sempio è rilevante?
Era tra gli ultimi file aperti da Chiara e lega indirettamente i due. - Qual è la posizione di Luciano Garofano?
Ribadisce il coinvolgimento di Alberto Stasi e smentisce pressioni sui RIS. - Che cosa sostiene l’avvocato De Rensis?
Movente maturato di recente e possibile “scomodità” di Chiara per qualcuno. - Quali verifiche sono in corso su Sempio?
Riascolto di ex compagni e ricostruzione della personalità e delle frequentazioni. - Qual è il nodo centrale del contrasto?
Focalizzazione su Stasi contro l’ampliamento verso contatti e contenuti legati a Sempio.




