Omicidio Garlasco: il criminologo Lovati chiede l’archiviazione di Sempio e rilancia dubbi sulla scena del delitto
Indice dei Contenuti:
Nuove ombre sul caso Garlasco: cosa emerge da Mattino Cinque
Nel talk di cronaca di Canale 5 “Mattino Cinque”, andato in onda venerdì 3 aprile 2026 da Milano, il caso di Garlasco è tornato al centro dell’attenzione.
La trasmissione ha analizzato lo stato attuale dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, con particolare focus sulla posizione di Andrea Sempio e sulle presunte lacune investigative del passato.
Attraverso collegamenti con l’inviato Emanuele Canta e il confronto tra legali, consulenti e opinionisti, si è discusso delle nuove consulenze tecniche, dei profili di DNA sotto le unghie della vittima, dell’ipotesi di più armi e di più persone sulla scena del delitto.
L’obiettivo dichiarato della Procura sarebbe chiudere la nuova indagine entro fine maggio, ma gli esperti in studio mettono in dubbio tempi e solidità del quadro accusatorio attuale.
In sintesi:
- La Procura punta a chiudere entro fine maggio la nuova inchiesta su Garlasco.
- L’attenzione si concentra su Andrea Sempio e sui profili di DNA sotto le unghie.
- Le consulenze di Cattaneo e BPA suggeriscono più armi e forse più persone presenti.
- Restano forti dubbi su prove, scena del crimine e posizione di Alberto Stasi.
Nuove consulenze, DNA e ipotesi di più aggressori
L’inviato Emanuele Canta riferisce che il Procuratore punta alla chiusura dell’indagine entro fine maggio, mentre il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Milano sta redigendo l’informativa finale.
Le nuove carte sono imponenti: oltre 600 pagine tra relazione della professoressa Cristina Cattaneo e analisi BPA (Bloodstain Pattern Analysis), più circa 300 pagine della consulenza informatica del professor Dal Checco sui computer di Chiara e Alberto Stasi.
Secondo le indiscrezioni, la Procura sarebbe orientata a chiedere il rinvio a giudizio per Andrea Sempio, con possibile coinvolgimento di ignoti. La professoressa Cattaneo avrebbe evidenziato una colluttazione tra la vittima e il suo aggressore, o più aggressori, rendendo decisivo il recupero del DNA sotto le unghie di Chiara Poggi.
I DNA rilevati sono due, parziali: “Ignoto 1”, che per il perito Albani mostrerebbe compatibilità con la linea paterna di Sempio, e “Ignoto 2”, rimasto sconosciuto e non compatibile con i nominativi a disposizione degli esperti.
L’avvocato Massimo Lovati, fino a poco tempo fa legale di Sempio, frena su una chiusura imminente: *“Mi spiace deludervi, non siamo all’ultimo miglio, sarà richiesta sicuramente una proroga”*.
Sottolinea inoltre che il capo di incolpazione dovrebbe essere modificato, ricordando che Sempio era già stato archiviato nel 2017.
La penalista Elisabetta Aldrovandi, ora nel team difensivo di Alberto Stasi, chiarisce però il profilo giuridico: *“Sempio era stato archiviato nel 2017, ma senza un processo a suo carico, il processo del ‘ne bis in idem’ per lui non può valere”*.
Per la legale, l’archiviazione precedente non impedisce una nuova indagine in presenza di elementi sopravvenuti, soprattutto in un quadro che ipotizza un concorso con altri soggetti.
Federica Panicucci approfondisce poi il tema delle armi usate per uccidere Chiara Poggi. Secondo le indiscrezioni, la professoressa Cattaneo avrebbe rilevato compatibilità con almeno due armi diverse, rafforzando la tesi di più persone coinvolte, coerente con l’ipotesi di concorso contestata a Sempio.
Già l’autopsia del 2007, firmata dal medico legale Marco Ballardini, descriveva colpi inferti da uno strumento non identificato, con superficie battente stretta, spigoli netti e punte, caratteristiche difficilmente riconducibili a un solo oggetto.
All’epoca era stata esaminata una roncola di proprietà di Stasi, risultata però negativa al combur test per tracce di sangue.
Aldrovandi collega l’uso di più armi alla presenza di almeno due persone, evidenziando che lo spostamento del corpo di Chiara sarebbe più verosimile con due soggetti: non sono visibili segni di trascinamento, e non fu mai eseguito un esperimento giudiziale sulla capacità di Stasi di sollevare da solo un corpo inerme di circa 50 chili.
La conduttrice osserva che la quantità di sangue nella casa suggerisce un’aggressione prolungata, non consumata in pochi istanti. Il genetista Matteo Fabbri, consulente di Stasi, ribadisce la tesi dello spostamento a opera di due persone, richiamando l’assenza di “pennellate” dei capelli insanguinati sul pavimento: *“Perché non vedo sul pavimento l’impronta a stampo, pennellata dei capelli? Perché il corpo era sollevato”*.
Per Panicucci, anche le impronte dei polpastrelli sul pigiama e quella palmare sarebbero compatibili con un’azione di sollevamento più che di trascinamento.
Il giornalista Stefano Zurlo resta scettico sulla seconda persona, citando la BPA che parlerebbe di una sola arma e un solo soggetto, temendo letture divergenti tra consulenze tecniche.
Aldrovandi avverte che la teoria di più autori non può basarsi solo sulle impronte, ricordando l’inquinamento della scena e la presenza di numerosi accessi senza calzari; le cosiddette “impronte a pallini” in uscita, ad esempio, non risultano.
Fabbri aggiunge un ulteriore elemento tecnico: *“Il produttore di quelle suole le produce per più marche di calzature”*, indicando la difficoltà di univoca attribuzione.
La discussione si sposta poi sul sacchetto con vestiti e scarpe rinvenuto a Zinasco, lungo un canale che attraversa i campi per circa 14 chilometri, potenzialmente collegabile al canale dietro la casa dei Poggi.
Secondo la verifica di Emanuele Canta e il parere di un esperto, le variazioni del livello dell’acqua non escludono che gli oggetti possano provenire dalla zona dell’abitazione. Il punto del ritrovamento è privo di ostacoli significativi.
La borsa era stata notata da un agricoltore, che aveva visto tracce rosse ipotizzate come sangue, ma per timore, a causa di precedenti, non aveva avvertito subito le forze dell’ordine. Solo dopo averne parlato con conoscenti, era scattata la segnalazione a Polizia e Carabinieri, intervenuti nella notte.
Sulle canottiere erano emerse due piccole aree positive al Luminol, ma il combur test era risultato negativo.
Interrogato da Panicucci, il genetista Fabbri spiega la procedura: *“Per avere la certezza che sia sangue serve l’emoglobina umana, se quella traccia fosse stata sangue avremmo visto un profilo DNA riconducibile a Chiara Poggi. L’acqua lava le tracce, ma se il punto rosso è visibile vuol dire che sono sostanze non biologiche, possono esserci falsi positivi”*.
Sul piano processuale, la conduttrice affronta la posizione di Alberto Stasi. L’avvocato Lovati è netto: alla domanda se oggi sia ancora riconducibile all’omicidio risponde: *“Assolutamente sì”* non lo è, sostenendo che manchi una ragionevole previsione di condanna, requisito per il rinvio a giudizio, e che gli indizi contro Sempio siano ancora “flebili”.
Per Lovati, in simili condizioni il PM avrebbe il dovere di chiedere l’archiviazione.
L’opinionista Turchese Baracchi accenna a presunte dichiarazioni di Biasibetti che potrebbero incidere sull’indagine, ma Panicucci la interrompe, evitando riferimenti non ancora verificati: *“Evitiamo di parlare di cose che non sono ancora confermate”*.
Aldrovandi suggerisce che a carico di Sempio possano emergere indizi rilevanti anche sul movente, profilo ritenuto centrale nella ricostruzione.
L’avvocato Gallo, legale di Lovati in altri procedimenti, offre però una lettura opposta: *“La chiusura delle indagini preliminari prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, altrimenti non la chiudi”*.
Lovati ribadisce che, prima ancora della richiesta di rinvio, esiste sempre la possibilità – e in certi casi l’obbligo – di chiedere l’archiviazione, quando manchi una ragionevole previsione di condanna; Gallo replica: *“Sai che non sarà così”*.
In coda, Panicucci chiede a Lovati del suo futuro professionale: l’avvocato conferma: *“Per il momento non lascio assolutamente l’avvocatura”*.
Quali scenari futuri per l’indagine su Garlasco
Le informazioni emerse a Mattino Cinque mostrano un’inchiesta ancora aperta su più fronti: nuovi accertamenti tecnici, rivalutazione di vecchi reperti, possibili nuovi testimoni, valutazione di concorso tra più persone.
La Procura dovrà bilanciare la pressione mediatica con la solidità probatoria: richieste di rinvio a giudizio senza una base tecnica coerente rischierebbero di produrre nuovi processi fragili e verdetti contestati.
La discussione tra esperti su DNA, BPA, compatibilità delle armi, dinamica dello spostamento del corpo e interpretazione delle impronte indica che la verità giudiziaria potrebbe ancora evolvere, ma pone anche un tema cruciale: come correggere in modo credibile gli errori investigativi e gli inquinamenti della scena del crimine emersi nel corso degli anni.
FAQ
Chi è Andrea Sempio e perché è di nuovo indagato?
Andrea Sempio è un conoscente dei Poggi. Era stato archiviato nel 2017, ma nuove analisi di DNA parziale sulle unghie di Chiara hanno riacceso l’interesse investigativo sulla sua posizione.
Perché il DNA sotto le unghie di Chiara è così importante?
È importante perché indica possibile contatto diretto con l’aggressore durante la colluttazione. Due profili parziali, Ignoto 1 e Ignoto 2, potrebbero collegare soggetti specifici alla scena del delitto.
Cosa sostiene la professoressa Cattaneo sulla dinamica dell’omicidio?
Cattaneo sostiene che vi sia stata colluttazione e compatibilità con almeno due armi diverse, scenario che rende plausibile la presenza di più aggressori e uno spostamento del corpo, non un semplice trascinamento.
La posizione di Alberto Stasi può essere ancora rivista?
Formalmente Alberto Stasi è stato condannato in via definitiva. Tuttavia, alcune nuove consulenze tecniche e ricostruzioni difensive alimentano nel dibattito pubblico il tema di possibili errori giudiziari.
Da quali fonti provengono le informazioni su Mattino Cinque e Garlasco?
Le informazioni derivano da una elaborazione giornalistica della nostra Redazione su base congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate.

