Garante infanzia critica gestione famiglia nel bosco, valutato trasferimento di Nathan e ispettori al Tribunale dell’Aquila

Famiglia nel bosco, nuova casa e scontro sui servizi sociali
La vicenda della «famiglia nel bosco», con tre figli tuttora separati dai genitori, vive oggi, 12 marzo 2026, un passaggio decisivo tra soluzioni abitative e tensioni istituzionali.
Al centro del caso ci sono i coniugi Nathan e Catherine Trevallion, il Tribunale per i minorenni dell’Aquila e i servizi sociali coinvolti nella presa in carico.
Il trasferimento dei minori tra strutture protette, il ricorso alla Corte d’Appello e le critiche della Garante per l’infanzia Marina Terragni sollevano interrogativi sul perché dell’allontanamento e sulla proporzionalità delle misure adottate.
In sintesi:
- Tre figli dei Trevallion restano in comunità, ancora separati da entrambi i genitori.
- Nathan Trevallion visita una nuova casa comunale, isolata ma fuori dal bosco.
- La Garante Marina Terragni definisce “sproporzionato” l’intervento dei servizi sociali.
- In arrivo ricorso alla Corte d’Appello dell’Aquila contro l’ultimo provvedimento.
Lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito della famiglia, chiarisce che uno dei tre bambini, inizialmente in sciopero della fame nel centro di accoglienza di Vasto (Chieti), *«ora sembra che stia mangiando regolarmente e di questo siamo tutti contenti»*.
La madre è stata allontanata dalla casa famiglia di Vasto per decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha disposto anche il trasferimento dei minori in un’altra struttura.
*«Pronto il ricorso alla Corte d’Appello dell’Aquila. Gli avvocati lo stanno depositando in queste ore»*, afferma Cantelmi, annunciando l’impugnazione del provvedimento che mantiene la separazione forzata tra madre e figli e ridisegna l’assetto delle relazioni familiari in un quadro già fortemente conflittuale.
Nuova sistemazione per i genitori e rilievi della Garante
Nella mattinata del 12 marzo, Nathan Trevallion ha effettuato un sopralluogo in una nuova abitazione messa a disposizione dal Comune, accompagnato dal sindaco e da Armando Carusi, il ristoratore che finora ha ospitato la coppia nel proprio B&B.
Secondo Carusi, si tratta di una casa nuova, in zona isolata a ridosso del bosco e distante circa dieci minuti dal vecchio casolare, elemento cruciale perché l’ospitalità nel B&B scadrà a fine mese.
Nel frattempo, Catherine Trevallion è già rientrata nella casa nel bosco dopo l’allontanamento disposto dalla struttura protetta di Vasto, dove restano collocati i figli in attesa delle prossime decisioni giudiziarie.
All’uscita dalla casa famiglia dove i bambini vivono dal 20 novembre 2025, la Garante per l’infanzia Marina Terragni ha parlato di un intervento dei servizi sociali viziato da un *«difetto nel manico»*.
Secondo Terragni, la presa in carico iniziale avrebbe seguito fin dall’inizio un’impostazione errata, mai corretta nel tempo, sfociando in misure finali ritenute eccessive rispetto alle criticità reali.
La Garante ha espresso rammarico per l’impossibilità di confrontarsi con l’assistente sociale titolare del caso, nonostante un appuntamento telefonico concordato, evidenziando così anche un problema di trasparenza procedurale e coordinamento tra istituzioni.
Nella sua analisi, Terragni descrive i tre minori come bambini molto intelligenti, ma provati da un percorso giudiziario logorante, alternando fasi di iperattività a momenti di profonda malinconia.
Pur riconoscendo la formazione non convenzionale impartita dai genitori, la Garante sottolinea che lo sviluppo cognitivo dei minori non risulta compromesso, circostanza che rafforza, a suo giudizio, la percezione di sproporzione tra la vita precedente nel bosco e la durezza delle misure adottate.
Il nodo centrale diventa così la capacità del sistema di tutela minorile di calibrare gli interventi, distinguendo tra reale pericolo e stili di vita atipici, per evitare traumi aggiuntivi a carico dei bambini.
Conseguenze future sul caso e sul sistema di tutela minorile
L’evoluzione giudiziaria del dossier Trevallion potrebbe avere ricadute ben oltre il singolo nucleo familiare, incidendo sull’impianto nazionale di tutela dei minori.
La causa, infatti, si intreccia con il dibattito politico su un ddl di maggioranza che punta a rafforzare controlli e garanzie prima di procedere alla separazione dei figli dai genitori.
L’esito del ricorso in Corte d’Appello dell’Aquila, unito alle valutazioni della Garante Terragni, rischia di diventare un banco di prova per verificare se il sistema sappia conciliare protezione effettiva dell’infanzia e rispetto dei legami familiari in contesti educativi non standard.
FAQ
Chi sono i genitori della cosiddetta famiglia nel bosco?
I genitori sono Nathan e Catherine Trevallion, coppia che viveva con i tre figli in un casolare vicino al bosco.
Dove si trovano attualmente i tre figli dei Trevallion?
Attualmente i tre figli risultano collocati in una struttura protetta, dopo il periodo trascorso nella casa famiglia di Vasto.
Qual è il contenuto principale del ricorso alla Corte d’Appello?
Il ricorso, annunciato dal perito Tonino Cantelmi, contesta l’allontanamento della madre e il trasferimento dei minori in altra struttura.
Perché la Garante Marina Terragni parla di intervento sproporzionato?
Marina Terragni ritiene che la presa in carico iniziale sia stata mal impostata, producendo misure finali eccessive rispetto alle criticità riscontrate.
Da quali fonti è stata ricostruita questa vicenda giudiziaria?
La ricostruzione deriva da un’elaborazione giornalistica su fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it rielaborate dalla Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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