Garante europeo privacy segnala boom di reclami sul GDPR spinti dall’intelligenza artificiale
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Aumento record dei reclami privacy UE legati all’intelligenza artificiale
Il Garante europeo della protezione dei dati (EDPS), guidato da Wojciech Wiewiórowski, prevede entro il 2025 un forte incremento dei reclami sul trattamento dei dati personali nell’Unione europea, soprattutto connessi all’uso crescente di strumenti automatizzati e sistemi di intelligenza artificiale.
La relazione annuale 2025, presentata alla Commissione LIBE del Parlamento europeo a Bruxelles, documenta un balzo quasi quintuplicato delle denunce rispetto al 2024, con un’ampia quota però dichiarata inammissibile perché fuori competenza EDPS.
Il fenomeno è alimentato anche da reclami standardizzati generati dall’AI generativa, che rischiano di sovraccaricare la capacità di controllo dell’autorità e di rallentare la tutela effettiva dei diritti fondamentali alla protezione dei dati in tutta l’Unione.
In sintesi:
- Reclami al Garante europeo in crescita di quasi il 500% rispetto al 2024.
- Molte denunce inammissibili, spesso redatte con modelli generati da AI generativa.
- Aumentano i reclami ammissibili su accesso, informazione e sicurezza dei dati.
- L’EDPS rafforza vigilanza su cyber-sicurezza, GDPR e identità digitale europea.
L’EDPS ha ricevuto 2.725 reclami nel 2025, contro i 555 del 2024, con un incremento vicino al 500%.
Nonostante l’exploit numerico, solo una piccola parte rientra nel perimetro di competenza dell’autorità europea e la maggioranza dei casi viene dichiarata inammissibile.
I reclami ammissibili sono comunque in aumento: 133 nel 2025, +23% rispetto all’anno precedente, pari al 5% del totale, e mirano a contestare il trattamento dei dati personali da parte di istituzioni, organi e agenzie dell’Unione.
Reclami generati dall’AI e ruolo delle istituzioni europee
La maggioranza dei reclami ammissibili riguarda il diritto di accesso ai dati, il diritto a essere informati sulle attività di trattamento, nonché la sicurezza e la riservatezza delle informazioni personali.
Come negli anni precedenti, la principale destinataria dei reclami resta la Commissione europea, confermando il peso centrale dell’esecutivo comunitario nella gestione di grandi banche dati e infrastrutture digitali critiche.
Parallelamente, si registra un boom di esposti basati su format standardizzati, generati da strumenti di AI generativa, che in molti casi danno origine a denunce seriali prive di fondamento giuridico.
Questa dinamica alimenta il rischio di “ingorgo regolatorio”: il Garante europeo della protezione dei dati può essere sommerso da reclami costruiti dall’algoritmo, ma privi dei requisiti minimi di ammissibilità.
Ciononostante, tali strumenti hanno contribuito a far sentire numerosi cittadini legittimati a esercitare i propri diritti, grazie alla facilità con cui si può strutturare un reclamo in pochi minuti.
Per l’EDPS la sfida è bilanciare l’accesso semplificato alla giustizia digitale con la necessità di filtrare efficacemente gli abusi per concentrare le risorse sui casi realmente lesivi dei diritti fondamentali.
Minacce cyber senza precedenti e impatto sulle future regole UE
Nel corso dell’audizione alla Commissione LIBE, Wojciech Wiewiórowski ha parlato di un livello “senza precedenti” delle minacce in materia di sicurezza informatica e protezione dei dati.
Pur riconoscendo che “nessun parametro di sicurezza è perfetto”, il Garante ha insistito sull’urgenza di “contenere” con rigore i casi di violazione, segnalando che “abbiamo riscontrato alcuni problemi con le istituzioni europee che non hanno reagito tempestivamente agli incidenti verificatisi”.
Il messaggio è chiaro: anche le istituzioni UE devono innalzare gli standard operativi, dalla gestione degli incidenti cyber alla notifica delle violazioni, per preservare la fiducia di cittadini e imprese.
Nel 2025 il GEPD ha partecipato a 145 consultazioni legislative, incidendo su dossier sensibili come il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi, il mandato per un accordo quadro con gli Stati Uniti sullo scambio di informazioni per il controllo delle frontiere, il Portafoglio europeo di identità digitale e le modifiche al Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR).
L’obiettivo dichiarato è garantire norme “giuridicamente valide”, effettivamente “applicabili” e capaci di assicurare “un elevato livello di protezione dei dati personali”.
In parallelo, il GEPD ha effettuato sei audit dei dati, uno in più del previsto, e gestito un numero record di 72 richieste di accesso ai documenti, segnale di crescente attenzione pubblica alla trasparenza delle istituzioni europee.
Verso una governance dei dati più selettiva nell’era dell’AI
L’esplosione dei reclami e delle minacce cyber costringerà l’Unione europea a rafforzare ulteriormente gli strumenti di governance dei dati e i meccanismi di filtraggio delle denunce generate dall’AI.
L’EDPS dovrà investire in tecnologie e metodologie capaci di distinguere rapidamente tra reclami infondati e violazioni sostanziali, concentrando le risorse sui casi più gravi e sistemici.
Per cittadini, aziende e istituzioni, la prossima fase sarà segnata da un equilibrio delicato: sfruttare la potenza dell’AI nei processi amministrativi e di controllo, evitando però che diventi un moltiplicatore di rumore procedurale e di vulnerabilità per la protezione dei dati personali.
FAQ
Perché aumentano così tanto i reclami al Garante europeo dei dati?
Aumentano perché i cittadini usano più spesso strumenti digitali e modelli generati da AI per presentare reclami standardizzati, spesso anche senza una reale base giuridica solida.
Cosa distingue un reclamo ammissibile all’EDPS da uno inammissibile?
È ammissibile solo il reclamo che riguarda il trattamento di dati da parte di istituzioni, organi o agenzie dell’Unione europea, rientrando chiaramente nella competenza dell’EDPS.
Quali diritti dei cittadini sono più spesso al centro dei reclami?
I reclami riguardano soprattutto diritto di accesso ai dati, obbligo di informazione sul trattamento, misure di sicurezza, riservatezza e gestione delle violazioni di dati personali.
Come incide l’intelligenza artificiale sui procedimenti del Garante europeo?
L’AI facilita la redazione rapida di reclami, ma moltiplica quelli infondati, rischiando di saturare le capacità istruttorie e rallentare l’esame dei casi realmente critici.
Quali sono le principali fonti informative utilizzate per questo articolo?
L’articolo deriva da un’elaborazione redazionale basata congiuntamente su contenuti di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborati.



