GameStop chiude centinaia di negozi negli USA e scatena il panico tra gamer e investitori

Indice dei Contenuti:
Chiusure dei negozi negli Stati Uniti
GameStop sta procedendo alla chiusura di oltre 400 punti vendita negli Stati Uniti, un ridimensionamento confermato da un blog di monitoraggio che ha censito 410 negozi chiusi o in via di chiusura, con ulteriori 11 segnalati come prossimi alla serrata al 10 gennaio.
▷ Lo sai che da oggi puoi MONETIZZARE FACILMENTE I TUOI ASSET TOKENIZZANDOLI SUBITO? Contatto per approfondire: CLICCA QUI
La notizia, riportata inizialmente da Polygon, rientra in una strategia di taglio dei costi che colpisce la rete fisica in modo esteso, incidendo su diverse aree metropolitane e periferiche.
Le chiusure interessano esclusivamente il territorio USA per il conteggio pubblico, mentre l’azienda prepara interventi anche oltre confine.
Strategia aziendale e riduzione dei costi
La strategia di GameStop privilegia il contenimento dei costi tramite una drastica razionalizzazione della rete fisica, coerente con le indicazioni presenti nella documentazione SEC di dicembre 2025.
L’azienda ha dichiarato di “anticipare la chiusura di un numero significativo di ulteriori negozi nel fiscale 2025”, che si conclude il 31 gennaio 2026, segnalando un piano plurifase di ristrutturazione.
Contestualmente, è prevista la riduzione della presenza in mercati chiave fuori dagli Stati Uniti, tra cui diversi Paesi europei e il Canada, per concentrare risorse su canali più redditizi.
Il piano include un forte focus su efficienza operativa, riduzione di affitti e spese di gestione e riallocazione verso attività a margini superiori.
Nel filing è inoltre delineato un pacchetto di opzioni per il CEO Ryan Cohen fino a 35 miliardi di dollari, subordinato al raggiungimento di una capitalizzazione di 100 miliardi: un obiettivo che lega la governance a metriche di valore di mercato.
Le iniziative seguono il ridimensionamento di progetti non core, come il crypto locker e il marketplace NFT, ritenuti non allineati alla traiettoria finanziaria attuale.
Impatto sul mercato e prospettive future
La contrazione della rete fisica di GameStop segnala al mercato un riposizionamento difensivo, orientato alla salvaguardia dei margini e alla disciplina del capitale, dopo l’exploit speculativo del 2021.
Gli investitori valuteranno la sostenibilità del modello post-chiusure sulla base della capacità di ridurre costi fissi, stabilizzare i ricavi e migliorare il cash flow operativo.
Il target di capitalizzazione legato alle opzioni di Ryan Cohen impone metriche di crescita aggressive, difficili senza un’accelerazione dell’e-commerce e una maggiore efficienza dell’inventario.
La riduzione della presenza in Europa e in Canada potrebbe mitigare l’erosione dei margini, ma limita l’esposizione internazionale e accentua la dipendenza dal mercato USA.
L’uscita da iniziative non core come crypto locker e marketplace NFT elimina dispersioni, ma richiede una chiara roadmap omnicanale per fidelizzare l’utenza e competere su assortimento, prezzo e servizi.
Nell’immediato, è plausibile una volatilità del titolo legata all’esecuzione del piano; nel medio termine, la traiettoria dipenderà dall’integrazione digitale, dalla rotazione del catalogo e dalla capacità di negoziare condizioni più favorevoli con publisher e landlord.
FAQ
- Quanti negozi stanno chiudendo negli USA?
Oltre 400, con 410 confermati e altri 11 segnalati in chiusura. - Qual è l’obiettivo principale del piano?
Ridurre i costi fissi e riorientare risorse verso attività a maggiore margine. - Quali mercati esteri sono interessati?
Diversi Paesi europei e il Canada sono indicati per una riduzione della presenza. - Come incide il pacchetto per il CEO Ryan Cohen?
Le opzioni sono legate a una capitalizzazione di 100 miliardi, allineando incentivi e performance. - Quali progetti non core sono stati ridimensionati?
Crypto locker e marketplace NFT sono stati accantonati. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Polygon ha riportato per primo la notizia delle chiusure. - Quali rischi principali restano?
Esecuzione del piano, transizione digitale e dipendenza dal mercato USA.




