Funerali di Carlomagno, il gesto inatteso delle sorelle Torzullo sconvolge tutti
Un lutto che scuote una comunità
Un silenzio irreale, poi il lungo applauso che ha attraversato la chiesa di Regina Pacis ad Anguillara Sabazia, nel giorno del lutto cittadino proclamato dal sindaco Angelo Pizzigallo. Centinaia di persone, quasi un migliaio secondo le stime, hanno voluto salutare per l’ultima volta Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, genitori di Claudio, reo confesso del femminicidio di Federica Torzullo. Un dolore collettivo che si intreccia con quello privato del figlio minore, Davide, presente in chiesa, a cui i genitori hanno lasciato una lettera in cui provano a spiegare un gesto estremo maturato nei giorni successivi all’omicidio.
Nel testo, secondo quanto trapelato, i coniugi fanno riferimento alla pressione insostenibile della gogna “social” subita dopo l’arresto del figlio, tra insulti, sospetti e accuse di complicità. Una narrazione parallela e implacabile, costruita in poche ore sui social network e amplificata da commenti, condivisioni e giudizi sommari, capace di travolgere due persone che non risultano indagate per il delitto. Alla funzione erano presenti anche le sorelle della vittima, segno di un lutto che avvolge due famiglie e un intero territorio, costretto a fare i conti con la violenza di genere e con gli effetti collaterali di un’esposizione pubblica senza filtri.
Fuori dalla chiesa, le serrande abbassate e le bandiere a mezz’asta ricordavano il provvedimento del Comune: una comunità chiamata a fermarsi, almeno per un giorno, per guardare in faccia il proprio dolore e interrogarsi sul peso delle proprie parole, online e offline.
Parole che pesano come macigni
Nell’omelia, il parroco don Paolo Quattrini ha scelto di non cercare scorciatoie retoriche, parlando apertamente di responsabilità individuale e collettiva. «Dio non fa mai mancare la delicatezza del suo amore, anche quando si arriva a compiere gesti che sembrano non lasciare più via d’uscita», ha detto dal pulpito, invitando la comunità a non cedere alla tentazione di ridurre tutto a una semplice cronaca nera. Il sacerdote ha richiamato con forza il tema delle parole, «sia quelle che pronunciamo che quelle che scriviamo», capaci di trasformarsi in «macigni duri, pieni di giudizio e di livore».
Un messaggio che parla direttamente all’ecosistema digitale, dove commenti impulsivi, post aggressivi e condivisioni acritiche possono alimentare vere e proprie campagne di delegittimazione e odio. Il caso riapre il dibattito sull’etica dell’informazione e sulla responsabilità di chi scrive sui social, ma anche di chi consuma e rilancia contenuti senza verificarli, in un cortocircuito emotivo che spesso anticipa e distorce la verità giudiziaria.
Nel contesto di un femminicidio già di per sé devastante per l’opinione pubblica, la ricerca di colpevoli “aggiuntivi” ha spostato il mirino sui genitori dell’assassino, trasformandoli in bersaglio di un odio diffuso. Un clima che, secondo gli inquirenti, potrebbe aver inciso sul loro stato psicologico, fino a contribuire alla scelta estrema del suicidio, compiuta nella villetta di famiglia il 24 gennaio 2026.
Indagini tra gogna social e responsabilità penali
La Procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, un passaggio che segna un cambio di passo nella lettura di questa vicenda. Gli inquirenti stanno acquisendo post, commenti e conversazioni pubbliche apparse nei giorni successivi alla scomparsa di Federica Torzullo, per individuare eventuali soggetti che, con accuse reiterate e contenuti diffamatori, avrebbero potuto contribuire a un contesto persecutorio. Non si tratta solo di stabilire se siano stati superati i limiti della libertà di espressione, ma di verificare se qualche condotta online possa aver avuto un ruolo causale, anche indiretto, nella decisione di Maria Messenio e Pasquale Carlomagno di togliersi la vita.
L’attenzione degli investigatori si concentra in particolare su profili che, nelle ore più concitate, hanno insinuato un presunto coinvolgimento dei due nel femminicidio, nonostante l’assenza di elementi giudiziari in tal senso. Parallelamente, gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire con precisione lo stato psicologico della coppia, incrociando testimonianze, documentazione sanitaria e contenuti digitali.
La vicenda potrebbe diventare un caso di studio sul rapporto tra cronaca giudiziaria, social network e responsabilità penale, mettendo in discussione la percezione diffusa di impunità dietro lo schermo. Un tema cruciale anche per piattaforme, giornali online e creator, chiamati a rivedere policy editoriali e meccanismi di moderazione in presenza di casi di femminicidio e di cronaca sensibile.
FAQ
D: Perché i funerali di Maria Messenio e Pasquale Carlomagno hanno avuto tanta partecipazione?
R: La comunità di Anguillara Sabazia si è stretta intorno alla famiglia, colpita da un duplice dramma: il femminicidio commesso dal figlio e il suicidio dei genitori.
D: Chi era Federica Torzullo?
R: Federica Torzullo era l’ex moglie di Claudio Carlomagno, uccisa con 23 coltellate in un femminicidio che ha profondamente scosso l’area metropolitana di Roma.
D: Quale ruolo hanno avuto i social in questa vicenda?
R: Dopo l’omicidio, sui social sono circolate accuse e sospetti verso i genitori dell’assassino, generando una gogna mediatica ritenuta da molti insostenibile.
D: Perché è stato proclamato il lutto cittadino?
R: Il sindaco Angelo Pizzigallo ha disposto il lutto cittadino per onorare la memoria di Maria Messenio, già assessore alla Sicurezza, e di suo marito Pasquale.
D: Che cosa ha sottolineato il parroco nell’omelia?
R: Don Paolo Quattrini ha richiamato la responsabilità delle parole, ricordando che ciò che scriviamo e diciamo può diventare un peso insopportabile per chi lo subisce.
D: Di cosa si sta occupando la Procura di Civitavecchia?
R: La Procura ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, analizzando anche i contenuti pubblicati sui social dopo il femminicidio.
D: Cosa cambia per l’uso dei social in casi di cronaca nera?
R: Il caso evidenzia la necessità di maggiore prudenza, verifica delle informazioni e rispetto per le persone coinvolte, anche quando non sono indagate.
D: Qual è la fonte principale delle informazioni su questa vicenda?
R: Le informazioni provengono da cronache locali e nazionali aggiornate al 31 gennaio 2026, con riferimento alle ricostruzioni su Anguillara Sabazia, alla Procura di Civitavecchia e alle dichiarazioni ufficiali delle autorità.




