Francia verso lo stop ai social per minori, svolta che farà discutere

Divieto dei social ai minori di 15 anni in Francia
La scelta della Francia di vietare l’accesso ai social network ai minori di 15 anni segna una svolta nelle politiche europee di tutela dei minori online. Il testo approvato dall’Assemblea nazionale punta a ridisegnare il rapporto tra under 15, piattaforme digitali e genitori, inserendosi nel solco delle nuove normative Ue sulla sicurezza digitale e aprendo un fronte diretto con le Big Tech.
Contenuti principali della proposta di legge francese
Il disegno di legge vieta ai minori di 15 anni di aprire nuovi account sui social senza un sistema di blocco effettivo, imponendo alle piattaforme di impedire l’accesso tramite verifiche d’età robuste. Sono coinvolti servizi come Facebook, Instagram, TikTok e Snapchat, ma anche app emergenti con funzionalità social. Per i profili già esistenti sono previsti percorsi di regolarizzazione, con possibile sospensione o chiusura degli account in mancanza di requisiti e autorizzazioni parentali verificabili.
La norma si inserisce in un più ampio disegno di regolazione che comprende limiti all’uso degli algoritmi per la profilazione dei minori e obblighi di trasparenza sui contenuti raccomandati.
Iter parlamentare e margini di modifica al Senato
Dopo il via libera dell’Assemblea nazionale con larga maggioranza, il testo passa al Senato francese, dove potrebbero essere introdotti emendamenti tecnici su verifiche d’età, ruolo dei genitori e sanzioni. Il calendario politico prevede un esame accelerato per permettere l’entrata in vigore dal 1° settembre, in coincidenza con il nuovo anno scolastico.
L’Eliseo esercita una forte pressione per evitare rinvii o annacquamenti, ma i senatori chiedono chiarimenti su impatto economico, interoperabilità con le norme Ue e rischi per la privacy dei minori, soprattutto in relazione ai dati di identità digitale.
Verifica dell’età, privacy e responsabilità delle Big Tech
Il nodo centrale della riforma francese è la fattibilità tecnica del divieto: come certificare l’età reale degli utenti senza trasformare le piattaforme in archivi sensibili di documenti e dati biometrici? La sfida coinvolge direttamente le Big Tech, chiamate a sviluppare sistemi affidabili, rispettosi del GDPR e sostenibili per milioni di account, in un quadro regolatorio europeo in rapida evoluzione.
Modelli di verifica dell’età e rischi per i dati personali
Tra le soluzioni discusse figurano verifiche documentali tramite provider terzi, sistemi di riconoscimento facciale per stimare l’età, controlli incrociati con identità digitali statali e certificazioni affidate agli operatori telefonici.
Ogni modello presenta criticità: accumulo di dati ultrasensibili, possibili violazioni, cyberattacchi e utilizzi secondari da parte delle piattaforme. Le autorità francesi valutano il principio di “minimizzazione”, limitando i dati alla sola conferma dell’età senza archiviare copie dei documenti, con audit periodici affidati al garante privacy nazionale CNIL.
Sanzioni, obblighi di trasparenza e impatto su Meta, TikTok, Snap
Il disegno di legge prevede multe significative e, nei casi più gravi, restrizioni operative per le piattaforme che non adottano controlli efficaci o eludono gli obblighi.
Meta, ByteDance e Snap dovranno integrare procedure di verifica più stringenti già in fase di registrazione, rivedendo interfacce, flussi di onboarding e parametri pubblicitari sui minori. Sono previsti anche report pubblici annuali con dati su account bloccati, tentativi di aggiramento e misure di sicurezza aggiuntive adottate per l’utenza adolescenziale francese.
Precedente australiano, rischi di aggiramento e ricadute educative
Il caso dell’Australia, che ha vietato i social agli under 16, è il laboratorio osservato da Parigi per evitare errori già emersi: VPN, identità false e migrazione verso piattaforme meno regolamentate hanno mostrato i limiti di un approccio solo repressivo. La Francia punta a combinare divieti, educazione digitale e responsabilizzazione dei genitori per costruire un ecosistema più sicuro, riducendo l’esposizione a cyberbullismo, contenuti tossici e dipendenza da schermo.
Lezioni dal modello australiano e rischi di mercato grigio
In Australia i controlli d’età sono stati spesso aggirati con dati falsi, account condivisi o servizi di nicchia ospitati all’estero. Ciò ha spinto alcuni adolescenti verso app meno note, prive di moderazione e con maggiore presenza di contenuti estremi.
La Francia vuole prevenire un analogo “mercato grigio” digitale, coordinando l’azione con altri Paesi Ue e spingendo le piattaforme a bloccare in modo sistematico gli strumenti tecnici più usati per eludere i divieti, senza criminalizzare i minori ma intervenendo sui gestori dei servizi.
Educazione digitale e ruolo delle famiglie e delle scuole
Accanto al divieto, il governo francese punta su programmi di alfabetizzazione digitale nelle scuole, con moduli obbligatori su rischio di dipendenza, uso degli algoritmi, reputazione online e sicurezza dei dati.
Le famiglie vengono coinvolte tramite campagne informative nazionali, linee guida per il controllo parentale e sportelli di supporto psicologico. L’obiettivo dichiarato è spostare il focus dall’uso compulsivo e passivo dei social a un rapporto critico e consapevole con il mondo digitale fin dalla preadolescenza.
FAQ
Da che età i minori non potranno più usare i social in Francia?
La proposta vieta l’accesso ai social network ai minori di 15 anni, con obbligo per le piattaforme di bloccare nuove iscrizioni sotto questa soglia e di regolarizzare gli account già esistenti.
Quali piattaforme sono interessate dal divieto francese?
Il provvedimento si applica ai principali social come Facebook, Instagram, TikTok, Snapchat e, in generale, a tutti i servizi che permettono condivisione pubblica di contenuti e interazione sociale tra utenti.
Come sarà verificata l’età degli utenti minorenni?
La verifica d’età sarà affidata alle piattaforme tramite soluzioni tecniche certificate da autorità indipendenti, con il coinvolgimento del garante privacy CNIL per definire criteri, audit e limiti alla raccolta dei dati.
Quali rischi comporta il divieto dei social per gli adolescenti?
Gli esperti segnalano il pericolo di spostare i minori verso piattaforme non regolamentate, l’uso di VPN e identità false e un possibile isolamento sociale se le misure non saranno accompagnate da educazione digitale e dialogo familiare.
Quando potrebbe entrare in vigore la nuova normativa francese?
Se il Senato francese approverà il testo senza ritardi significativi, l’entrata in vigore è prevista per il 1° settembre, in concomitanza con l’inizio del nuovo anno scolastico.
Quali fonti ufficiali hanno analizzato la riforma sui social in Francia?
Il dibattito e i dettagli del provvedimento sono stati approfonditi da testate economiche come Il Sole 24 Ore e dall’emittente pubblica Rai News, che hanno esaminato sia il testo di legge sia le sue implicazioni pratiche.




