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Nuova governance per Europa Donna Italia, svolta nell’advocacy sul tumore al seno
Chi: Europa Donna Italia, movimento per i diritti delle pazienti con tumore al seno, guidato da Rosanna D’Antona. Cosa: rinnovo della governance nazionale con nuova vicepresidente, consiglio allargato e quattro comitati strategici. Dove: sede del voto a Milano, attività su tutto il territorio italiano. Quando: assemblea elettiva svolta nei giorni scorsi, comunicata il 15 aprile. Perché: rafforzare advocacy, equità di accesso alle cure e ruolo politico delle associazioni nel sistema sanitario.
In sintesi:
- Confermata Rosanna D’Antona presidente, entra Alessandra Carra vicepresidente e un nuovo consiglio direttivo.
- Quattro comitati per politiche regionali, istituzionali, comunicazione e indirizzo tecnico-scientifico strutturano l’azione nazionale.
- I dati Iqvia mostrano associazioni sempre più centrali nei tavoli sanitari nazionali e regionali.
- Priorità: equità di accesso, Breast Unit uniformi, diagnosi precoce e tutela del lavoro dopo la diagnosi.
Il rinnovo della governance di Europa Donna Italia consolida il ruolo dell’associazionismo delle pazienti come interlocutore stabile di istituzioni nazionali e regionali. Confermata alla presidenza Rosanna D’Antona, affiancata dalla nuova vicepresidente Alessandra Carra, da 11 consiglieri e 3 probiviri, in rappresentanza di associazionismo, medicina, cultura, comunicazione e impresa.
A supporto del Consiglio di amministrazione opereranno quattro comitati: politiche regionali, tecnico-scientifico, politiche istituzionali e comunicazione. Questa architettura punta a presidiare i nodi critici del percorso di diagnosi, cura e reinserimento lavorativo delle donne con tumore al seno, rafforzando la capacità di incidere sulle decisioni di politica sanitaria.
Il nuovo ruolo politico delle associazioni di pazienti nel sistema salute
L’evoluzione del ruolo delle associazioni è confermata dalla ricerca Iqvia Survey Patient Voice 2026, presentata da Isabella Cecchini e Paola Vezzola. Lo studio mostra come quasi la metà delle associazioni (46%) partecipi a commissioni parlamentari o tavoli ministeriali nazionali, mentre circa il 70% è attiva in tavoli tecnici e reti civiche regionali.
Questo rafforza una funzione di advocacy sempre più strutturata. Le priorità per il futuro, secondo le associazioni, sono: equità di accesso alle cure (66%), miglioramento dei Pdta e dei percorsi paziente (65%), diagnosi precoce più efficace (56%). Parallelamente, rimane centrale la divulgazione: nel 2026 il 71% delle associazioni la considera attività prioritaria, contro il 55% del 2025, insieme al supporto diretto a pazienti e caregiver (59%).
D’Antona sottolinea che le associazioni sono ormai un “soggetto politico ed economico”, non solo sociale, e afferma che il volontariato è chiamato a competenze sempre più professionali. L’obiettivo è garantire Breast Unit organizzate in modo uniforme in tutte le regioni, accesso alle terapie innovative e tutela del lavoro dopo la diagnosi.
A dare profondità storica al dibattito è intervenuta la giornalista e saggista Daniela Minerva, autrice di “Medicina femminile plurale” (Bollati Boringhieri, 2026). Minerva ha ricordato come, *“attraverso i secoli le donne sono state portatrici di cura e innovazione”*, costruendo un sapere diffuso che oggi vive nelle associazioni: luoghi in cui le donne informano, sostengono e traducono i bisogni di pazienti e caregiver in proposte per i decisori pubblici.
In questo scenario si inserisce la nuova squadra di Europa Donna Italia: le consigliere Gabriella Berardi, Rosa Blasi, Paola Boldrini, Concita De Gregorio, Rossana De Palma, Alexia Giugni, Giovanna Maggioni, Alessandra Minghetti, Loredana Pau, Antonella Moreo e il chirurgo senologo Corrado Tinterri. Un mix di competenze cliniche, culturali, manageriali e comunicative pensato per presidiare la complessità del sistema salute.
Le prospettive future per pazienti, istituzioni e mondo del lavoro
La nuova governance di Europa Donna Italia arriva in una fase in cui le politiche sul tumore al seno si giocano sempre più sulla capacità di integrare prevenzione, qualità delle cure, diritti sociali e sostenibilità economica.
La sfida sarà trasformare i tavoli di confronto in decisioni operative su tre fronti: rafforzare i programmi di screening e diagnosi precoce; rendere omogenei standard e funzionamento delle Breast Unit sul territorio; garantire a chi ha ricevuto una diagnosi di tumore al seno il mantenimento o il recupero di un’occupazione dignitosa e sicura.
Per raggiungere questi obiettivi, D’Antona richiama la necessità di una rete coesa tra associazioni, istituzioni e professionisti sanitari, con un approccio basato su dati, valutazione degli esiti e centralità reale dell’esperienza delle pazienti.
FAQ
Che cos’è Europa Donna Italia e cosa fa per le pazienti?
Europa Donna Italia è un movimento nato nel 1994 che tutela diritti, qualità delle cure e percorsi di vita delle donne con tumore al seno.
Quali sono le priorità di advocacy dopo il rinnovo della governance?
Le priorità riguardano equità di accesso alle cure innovative, Breast Unit uniformi in tutte le regioni e tutela del lavoro dopo la diagnosi oncologica.
Come partecipano le associazioni di pazienti alle decisioni sanitarie?
Le associazioni partecipano attivamente a commissioni parlamentari, tavoli ministeriali nazionali e tavoli tecnici regionali, contribuendo alla definizione di politiche più eque e basate sui bisogni reali.
Perché la diagnosi precoce del tumore al seno resta cruciale?
La diagnosi precoce permette trattamenti meno invasivi, maggiori probabilità di guarigione e riduzione dei costi complessivi per il sistema sanitario nazionale.
Da quali fonti è stata elaborata questa notizia su Europa Donna Italia?
La notizia è stata elaborata congiuntamente da fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.

