Francesca Brambilla rompe il silenzio: denuncia l’ex compagno, scatta il codice rosso per violenze

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Denuncia e attivazione del codice rosso
Francesca Brambilla, ex “Bona” di Avanti un altro, ha presentato denuncia contro l’ex compagno per violenze psicologiche e minacce. L’esposto è scattato dopo un grave episodio avvenuto il 6 gennaio, che ha attivato immediatamente il codice rosso, il protocollo prioritario per i reati di violenza domestica e di genere. Le autorità hanno preso in carico il caso con procedura accelerata, garantendo ascolto tempestivo e misure di protezione.
La showgirl ha riferito un contesto di vessazioni prolungate, culminato nella decisione di rivolgersi ai carabinieri per tutelare sé stessa e le figlie. L’intervento delle forze dell’ordine ha consentito l’allontanamento immediato dell’uomo dall’abitazione, dopo una notte di tensione e paura.
In seguito alla denuncia, sono state valutate misure di salvaguardia, tra cui la proposta di trasferimento in struttura protetta. Brambilla ha scelto di restare in casa per non compromettere la routine delle bambine, confidando nell’azione giudiziaria e nelle tutele previste dalla legge.
Anni di controllo, minacce e l’episodio del 6 gennaio
Francesca Brambilla ha descritto un quadro di controllo sistematico: verifiche costanti del telefono, isolamento dalle amicizie e ostacoli sul lavoro, con pressioni che non si sono fermate neppure in gravidanza. Ha raccontato periodi di assenza prolungata del compagno, alternati alla pretesa di completa disponibilità.
Durante la gestazione, le umiliazioni sarebbero proseguite, alimentando ansia e dipendenza. La dinamica, secondo il suo racconto, puntava a limitarne autonomia e contatti sociali, incidendo su equilibrio personale e professionale.
La notte del 6 gennaio segna la svolta: l’uomo avrebbe sottratto il passaporto di una delle figlie, insinuando il timore di una fuga. Nonostante l’invito a non rientrare, sarebbe tornato, ha minacciato e forzato una finestra dell’abitazione, alla presenza della figlia maggiore, terrorizzata e in lacrime.
A quel punto, la chiamata ai carabinieri e l’intervento immediato hanno consentito l’allontanamento dell’uomo. Il giorno dopo, la decisione di formalizzare la denuncia per proteggere sé stessa e le bambine, mettendo fine a una sequenza di intimidazioni e condotte invasive.
Tutela legale e appello alle donne a denunciare
Attivato il codice rosso, i carabinieri hanno proposto il trasferimento in una struttura protetta. Francesca Brambilla ha rifiutato per preservare la routine delle figlie, scegliendo di restare nell’abitazione e affidarsi agli strumenti cautelari previsti.
La difesa è seguita dall’avvocata Raffaella Pini, che valuterà azioni anche in sede civile per la tutela delle minori e la regolazione dei rapporti genitoriali. Priorità: protezione delle bambine, limitazione dei contatti e monitoraggio delle condotte dell’ex compagno.
Brambilla ribadisce la centralità della denuncia come strumento di salvaguardia personale e familiare, sottolineando la necessità di rivolgersi subito alle forze dell’ordine e ai centri antiviolenza.
Il messaggio pubblico è diretto: interrompere il ciclo di minacce e umiliazioni, chiedere assistenza legale e psicologica, attivare le misure di protezione disponibili per prevenire esiti irreparabili.
FAQ
- Quando è scattato il codice rosso?
Dopo l’episodio della notte del 6 gennaio. - Chi segue l’assistenza legale?
L’avvocata Raffaella Pini. - Brambilla ha accettato la struttura protetta?
No, ha deciso di restare a casa per le figlie. - Quali misure sono state attivate?
Procedura accelerata, intervento dei carabinieri e tutele cautelari. - Qual è l’obiettivo in sede civile?
Protezione delle minori e regolazione dei rapporti genitoriali. - Qual è l’appello rivolto alle donne?
Denunciare subito e affidarsi ai servizi di supporto per mettersi in sicurezza.




