Fisco potenziato dall’intelligenza artificiale: nuovi controlli mirati su redditi e evasione

Indice dei Contenuti:
Il fisco aggiusta la mira: i controlli su redditi e tasse non versate con l’aiuto dell’AI
Controlli mirati e numeri in crescita
L’uso dell’AI nei controlli fiscali entra a regime con il nuovo piano triennale dell’Agenzia delle Entrate, che punta ad aumentare quantità e qualità delle verifiche sui contribuenti. Entro il 2026 l’obiettivo è raggiungere 530mila controlli sostanziali, cioè accertamenti approfonditi su redditi, imposte e coerenza dei versamenti, con estensione a Iva, Irap, imposte di registro, successioni, crediti d’imposta e compensazioni tramite modello F24.
Nel 2024 i controlli sostanziali sono stati 438.579, secondo una relazione della Camera dei deputati, mentre per il 2025 il target programmato era almeno 320mila verifiche, presumibilmente superato in assenza di dati definitivi. Il piano proietta 550mila controlli nel 2027 e 560mila nel 2028, segnando un continuo rafforzamento dell’attività di contrasto all’evasione e alle frodi.
Parallelamente, i controlli formali – verifiche “a tavolino” sulla coerenza dei versamenti rispetto alle banche dati – dovrebbero attestarsi a 600mila nel 2024, con un tasso di positività intorno al 90%, e salire a 620mila nel 2028. L’obiettivo è ridurre le verifiche inutili, concentrare le risorse sui contribuenti a rischio e migliorare la capacità di recupero del gettito, con un approccio fondato su dati, algoritmi e integrazione tra archivi digitali.
Algoritmi, dati e cooperazione investigativa
Il documento di programmazione triennale annuncia un forte investimento su digitalizzazione, strumenti di analisi avanzata e tecniche di intelligenza artificiale, tra cui machine learning, text mining e network analysis. L’obiettivo è ridurre le attività ripetitive a basso valore aggiunto e concentrare l’azione ispettiva sui casi a più alta probabilità di evasione, trasformando i grandi database del Fisco in un sistema di allerta preventiva.
Le tecnologie di text mining consentono di passare al setaccio una mole enorme di documenti, dichiarazioni, fatture elettroniche, comunicazioni e atti, evidenziando anomalie, incoerenze e pattern sospetti. Il machine learning permette ai modelli di “imparare” dalle verifiche passate quali profili di rischio portano con maggiore frequenza a recuperi effettivi, affinando in modo continuo i criteri di selezione.
La network analysis ricostruisce le relazioni tra persone fisiche, imprese, intermediari e flussi di denaro, individuando reti opache, operazioni circolari e schemi tipici delle frodi carosello. In parallelo si rafforza la collaborazione con la Guardia di Finanza, con analisi congiunta del rischio e coordinamento operativo per colpire in modo mirato i fenomeni più insidiosi, dalle frodi su crediti d’imposta alle indebite compensazioni su F24.
Compliance collaborativa e focus sugli immobili
Accanto alla spinta investigativa, il piano punta a una strategia di “compliance collaborativa”, orientata a prevenire il contenzioso e favorire l’adempimento spontaneo. L’Agenzia delle Entrate prevede di intensificare l’uso delle lettere di compliance, uno strumento che segnala al contribuente possibili irregolarità riscontrate dai sistemi informatici, invitandolo a regolarizzare posizione e versamenti prima dell’avvio di un accertamento vero e proprio.
Questo approccio è pensato soprattutto per i casi in cui l’anomalia deriva da errori, dimenticanze o incertezze interpretative, più che da frode organizzata. In questo modo si riducono i costi per contribuenti e amministrazione, si abbreviano i tempi di recupero del gettito e si mantiene un rapporto meno conflittuale tra Fisco e cittadini, pur mantenendo alta l’attenzione sui comportamenti più a rischio.
Un capitolo specifico riguarda gli immobili e i dati catastali: sono in corso migliaia di comunicazioni ai proprietari che hanno beneficiato di agevolazioni fiscali senza aggiornare la rendita in catasto a seguito di interventi che aumentano il valore dell’immobile. Il piano prevede di passare da 20mila controlli l’anno nel settore a 40mila nel 2027 e 60mila nel 2028, rafforzando l’allineamento tra stato di fatto, imponibile e agevolazioni richieste.
FAQ
D: Perché vengono potenziati i controlli fiscali?
R: Per aumentare il recupero di imposte evase, ridurre le verifiche inutili e concentrare le risorse sui contribuenti con maggior rischio di irregolarità.
D: Che cosa si intende per controlli sostanziali?
R: Sono verifiche approfondite su redditi, base imponibile e imposte versate, con analisi completa della posizione fiscale del contribuente.
D: Come viene usata l’intelligenza artificiale nelle verifiche?
R: Attraverso algoritmi che incrociano fatture elettroniche, dichiarazioni, catasto, movimenti e dati dei modelli F24 per individuare profili anomali.
D: Che ruolo hanno machine learning, text mining e network analysis?
R: Servono rispettivamente a imparare dai casi passati, analizzare grandi quantità di documenti e ricostruire le relazioni tra soggetti e flussi di denaro.
D: Cosa sono le lettere di compliance?
R: Comunicazioni preventive con cui il Fisco segnala anomalie e offre al contribuente la possibilità di mettersi in regola senza subire da subito un accertamento pieno.
D: Come cambieranno i controlli sugli immobili?
R: Aumenteranno le verifiche su rendite catastali non aggiornate dopo lavori che incrementano il valore, soprattutto quando sono state richieste agevolazioni fiscali.
D: Quali sono gli obiettivi numerici per i prossimi anni?
R: Il piano prevede circa 530mila controlli sostanziali nel 2026, 550mila nel 2027 e 560mila nel 2028, con crescita parallela delle verifiche formali.
D: Qual è la fonte delle informazioni sui nuovi piani di controllo?
R: I dati derivano dal “piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio” pubblicato dall’Agenzia delle Entrate e dalle analisi riportate in una relazione della Camera dei deputati.




