Fisco intensifica i controlli sul superbonus e chiarisce verifiche dettagliate
Superbonus, dal 2026 controlli fiscali a tappeto su cantieri e crediti
Dal 2026 l’Agenzia delle Entrate avvia la «fase 2» dei controlli sul superbonus 110%, nonostante l’incentivo sia terminato. I verificatori fiscali useranno incroci massivi di dati su tutto il territorio nazionale per individuare irregolarità di imprese, tecnici, condomini e proprietari. L’attenzione si concentra sui cantieri mai conclusi o chiusi in ritardo ma con crediti già utilizzati. L’obiettivo è recuperare le somme indebitamente fruite, reprimere le frodi e ripristinare la coerenza tra lavori eseguiti, spese dichiarate e miglioramenti energetici effettivi. I controlli proseguiranno per anni, con scadenze differenziate in base alla modalità di fruizione del beneficio (detrazione, sconto in fattura o cessione del credito).
In sintesi:
- Dal 2026 parte la fase 2 dei controlli fiscali sul superbonus 110%.
- Nel mirino cantieri incompiuti, spese gonfiate, crediti inesistenti e lavori non conclusi.
- I dati sono incrociati tra piattaforma crediti, Enea, fatture e bonifici parlanti.
- Rischi: revoca del beneficio, restituzione somme, sanzioni fino al 200% dell’importo.
Dove si concentrano i controlli e quali sono i tempi di accertamento
La campagna di verifiche utilizza algoritmi che integrano la piattaforma Cessione dei Crediti, i dati Enea, le fatture elettroniche e i bonifici parlanti. Nel mirino i cantieri che hanno raggiunto solo il 30–40% di avanzamento per ottenere la prima quota di credito, senza proseguire i lavori, e quelli che hanno terminato oltre i termini mantenendo l’agevolazione.
L’Agenzia delle Entrate controlla: mancato salto di due classi energetiche, crediti su materiali consegnati ma non installati, cantieri fermi da anni, crediti per interventi mai realizzati. Dal 2025 al 2027 si affianca anche la verifica della nuova rendita catastale degli immobili ristrutturati con superbonus.
Sui tempi: per la detrazione in dichiarazione l’accertamento può arrivare entro il 31 dicembre del quinto anno successivo alla dichiarazione con cui si utilizza l’ultima quota. Per cessione del credito o sconto in fattura il termine è il 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di utilizzo in compensazione.
Sanzioni, responsabilità e documenti da conservare per difendersi
Se il Fisco rileva irregolarità, il beneficio viene revocato: il contribuente perde le quote future e deve restituire quelle già fruite o cedute, con interessi dalla data di utilizzo. Le sanzioni sono pari al 30% per crediti non spettanti e dal 100% al 200% per lavori mai eseguiti.
La responsabilità primaria resta in capo al beneficiario, quindi al proprietario o al condominio, anche in presenza di imprese o tecnici scorretti. Per difendersi è essenziale una documentazione completa del cantiere: bolle di consegna, giornale dei lavori, fotografie degli stati di avanzamento.
Occorre conservare Ape iniziale e finale, pratiche edilizie, asseverazioni tecniche, relazioni di conformità, fatture, ricevute dei pagamenti, bonifici parlanti, contratti di appalto, preventivi firmati e certificati di conformità degli impianti. Una tracciabilità accurata è oggi l’unica vera assicurazione in caso di accertamento.
FAQ
Chi rischia maggiormente i controlli sul superbonus 110 per il 2026?
Rischiano soprattutto proprietari e condomìni con cantieri incompiuti, avanzamento lavori fermo al 30–40% e crediti utilizzati senza miglioramento energetico effettivo documentato.
Quali documenti servono per dimostrare la regolarità dei lavori superbonus?
Servono Ape iniziale e finale, pratiche edilizie, asseverazioni tecniche, fatture, bonifici parlanti, contratti d’appalto, bolle, giornale di cantiere e certificati di conformità impianti.
Cosa succede se l’Agenzia delle Entrate revoca il superbonus?
Succede che il contribuente deve restituire tutte le somme agevolate, con interessi, e pagare sanzioni dal 30% fino al 200% per lavori inesistenti.
La responsabilità delle frodi superbonus è del tecnico o del proprietario?
È principalmente del beneficiario dell’agevolazione, quindi proprietario o condominio, che resta obbligato verso il Fisco anche in presenza di errori altrui.
Quali sono le fonti ufficiali utilizzate per queste informazioni sul superbonus?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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