Fiorello svela pronostico sul finale di Sanremo e promette prove

Fiorello trasforma “La Pennicanza” nel laboratorio satirico di Sanremo 2026
Martedì 17 febbraio, dagli studi Rai, Fiorello e Fabrizio Biggio hanno riportato in onda La Pennicanza, trasformandola in una vera “prova generale” del Festival di Sanremo 2026. Nel mirino: pronostici sui vincitori, finta conferenza stampa per l’arrivo impossibile di Adriano Celentano, incursioni nel regolamento sanremese e parodie sull’uso dell’intelligenza artificiale nella musica pop. Il tutto va in scena a una settimana dall’avvio ufficiale del Festival, con Carlo Conti protagonista indiretto di più di una gag. L’obiettivo dichiarato di Fiorello è chiaro: usare l’arma della satira per raccontare, e al tempo stesso stressare, le dinamiche mediatiche attorno alla kermesse canora più seguita d’Italia.
In sintesi:
- Fiorello trasforma La Pennicanza in un osservatorio satirico su Sanremo 2026.
- Pronostici ironici: vincono Fedez e Marco Masini, Ditonellapiaga e Serena Brancale sul podio.
- Finta conferenza stampa su Adriano Celentano e battute sul ruolo di Carlo Conti.
- IA usata per generare una canzone, tra critica e parodia dell’industria musicale.
La puntata ha mescolato attualità televisiva, memoria storica del Festival e provocazioni sul futuro dell’intrattenimento pubblico. Fiorello ha messo in scena finte breaking news, annunci impossibili, telefonate istituzionali grottesche e perfino un “virus del vampiro”, evidenziando come la macchina sanremese alimenti aspettative, smentite e iperboli mediatiche.
Il risultato è un racconto meta-televisivo: il Festival come grande dispositivo narrativo dove ospiti, regolamento, intelligenza artificiale e revival di storici format Rai diventano materiale comico, ma anche lente di lettura dei cambiamenti nella tv generalista italiana. In questo quadro, Celentano, Canzonissima e l’IA non sono solo gag: rappresentano nodi simbolici di memoria, innovazione e rischio.
Pronostici, finta conferenza stampa e il “caso” Adriano Celentano
Al centro della puntata, Fiorello rilancia La Pennicanza come controcanto informale a Sanremo: “Io so già come andrà a finire. Vinceranno Fedez e Masini. Ditonellapiaga 2°, Serena Brancale 3°. Se succede, qua ci arrestano tutti! Ma io… ‘ho le prove!!’”, dice imitando Fabrizio Corona. Il pronostico è volutamente sopra le righe, ma intercetta un tema concreto: il peso dei duetti e delle collaborazioni “intergenerazionali” nella competizione sanremese.
Sul fronte ospiti, Fiorello ironizza sulle indiscrezioni riguardanti Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni, accusando bonariamente Carlo Conti di aver minimizzato il loro coinvolgimento in una precedente videochiamata.
Il caso più delicato resta però Adriano Celentano. Dopo l’appello del 16 febbraio, la voce di un suo possibile ritorno a Sanremo si è amplificata ovunque. Fiorello inscena allora una finta conferenza stampa per sganciare la propria figura dalle trattative reali: “La storia di Celentano è legata solo a lui”, chiarisce, arrivando a proporre la star perfino “per la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi” se la pista sanremese dovesse sfumare. Il messaggio di fondo è duplice: l’appeal di Celentano resta fortissimo, ma la gestione pubblica delle indiscrezioni è ormai parte integrante dello show.
Regolamento, IA e revival tv: cosa racconta davvero “La Pennicanza”


Nella sezione “Sanremo Story”, Fiorello lega la cronaca al mito: ricordando i Queen del 1984, confessa che ogni volta che mette piede sul palco dell’Ariston pensa “qui ci ha camminato Freddie”. È una dichiarazione d’esperienza diretta, che rafforza la credibilità di Fiorello come testimone privilegiato della storia del Festival.
La trasmissione viene “interrotta” da un finto annuncio del TG1, con un Carlo Conti di fantasia che proclama: il vincitore assoluto di Sanremo sarà comunicato solo nell’ultima serata di sabato. “Stravolgere il regolamento è un rischio”, afferma la caricatura di Conti, legando ogni scelta alla ricerca di suspense e ascolti. La gag mette a nudo una questione reale: fino a che punto la macchina sanremese può esasperare il meccanismo competitivo per tenere incollato il pubblico?
Ancora più significativa, sul piano culturale, è la parodia dell’uso dell’IA: partendo dal testo di Elettra Lamborghini, Fiorello fa generare a una macchina una canzone completa e la manda in onda. È comicità, ma anche commento diretto sull’ingresso dell’intelligenza artificiale nella creatività musicale e sul rischio di standardizzazione dei linguaggi pop.
Ritorno dei grandi format e satira politica “soft” sul Quirinale
La puntata guarda anche ai palinsesti futuri: Fiorello annuncia il ritorno di Canzonissima, simbolo potente della tv di massa italiana, e ironizza su un’industria che si “rinnova” ripescando format storici. Accanto a Canzonissima, vengono evocati Stranamore, Il Gioco delle Coppie e Ok, il prezzo è giusto, in probabile collocazione su Mediaset. Il messaggio è chiaro: la televisione generalista vive di cicli, e il revival è ormai strategia strutturale per presidiare pubblico e memoria collettiva.
Puntuale arriva la telefonata caricaturale del Presidente Sergio Mattarella, che si definisce grande fan di Raffaella Carrà, ricorda il “Tuca Tuca” e scherza sulla propria giovinezza da “Enzo Paolo Turchi di Palermo”. È satira istituzionale soft, che usa il Quirinale come controcampo comico senza mai scadere nella scorrettezza esplicita.
In chiusura, il surreale: il “superbatterio” di Transilvania resistente a 10 antibiotici diventa, nelle parole di Fiorello, “il virus del vampiro”. Una battuta, ma anche un modo per interrogare – in chiave paradossale – la comunicazione allarmistica su scienza e salute.
Sanremo, IA e revival: perché il laboratorio di Fiorello conta davvero
Al di là della superficie comica, la puntata di La Pennicanza mette in fila alcuni snodi chiave per capire la tv italiana dei prossimi mesi: centralità del Festival di Sanremo 2026 come evento-cerniera, ritorno di icone come Adriano Celentano e Canzonissima, tensione tra innovazione tecnologica (IA) e nostalgia dei format storici.
Fiorello, che il Festival lo ha attraversato nove volte, usa la satira come strumento di analisi: esagera i rumors, estremizza i regolamenti, ridicolizza le dinamiche social e i cortocircuiti tra istituzioni, scienza e intrattenimento. Proprio questo sguardo interno ma distaccato, maturato in decenni di esperienza sul palco e in tv, rende il suo “laboratorio sanremese” un osservatorio privilegiato su come cambierà, davvero, la televisione generalista italiana nell’era dell’ibridazione tra palco, algoritmi e nostalgia.
FAQ
Chi è Fabrizio Biggio e che ruolo ha in “La Pennicanza”?
Fabrizio Biggio è un comico e conduttore televisivo italiano, noto per “I soliti idioti”. In La Pennicanza affianca Fiorello come spalla principale, contribuendo a ritmo, sketch e controcanto ironico, soprattutto nelle parti dedicate a Sanremo e alla satira televisiva.
Quando va in onda La Pennicanza e come si può seguirla?
La Pennicanza va in onda in fascia pomeridiana nei giorni feriali, su Rai con orario variabile secondo palinsesto. È possibile seguirla in diretta tv, in streaming su RaiPlay e rivedere clip selezionate on demand, incluse le parti con satira su Sanremo 2026.
Adriano Celentano sarà davvero ospite al Festival di Sanremo 2026?
Al momento l’eventuale presenza di Adriano Celentano a Sanremo 2026 non è confermata ufficialmente. Fiorello ha lanciato un appello pubblico e ironizzato sull’ipotesi, ma la decisione spetta esclusivamente alla direzione artistica guidata da Carlo Conti e al diretto interessato.
Che cosa significa la canzone generata con l’intelligenza artificiale?
La canzone creata partendo dal testo di Elettra Lamborghini e generata dall’IA è una parodia, ma solleva un tema reale: l’ingresso dell’intelligenza artificiale nella produzione musicale. Evidenzia rischi di omologazione creativa e apre un confronto su diritti, autorialità e uso responsabile delle nuove tecnologie.
Qual è la fonte originale delle dichiarazioni di Fiorello su Sanremo?
Le dichiarazioni di Fiorello sui pronostici di Sanremo 2026, su Adriano Celentano, sull’IA e sui format televisivi provengono dalla puntata de La Pennicanza del 17 febbraio, riportata e sintetizzata dall’articolo pubblicato da DiLei, disponibile sul relativo sito d’informazione online.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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