Fiorello sorprende il pubblico imitando Corona e scatena un caso clamoroso

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Fiorello, Corona e il caso Mediaset
“Ma che casino sta succedendo? Io non ne parlo… Sta succedendo un casino…”. Con queste parole, Fiorello ha aperto uno dei momenti più commentati dell’ultima puntata de La Pennicanza, andata in onda il 28 gennaio. Nel mirino, il format “Falsissimo” di Fabrizio Corona e il duro comunicato ufficiale di Mediaset, che ha richiamato al rispetto delle regole del giornalismo e dei limiti della libertà di espressione. Secondo l’azienda del Biscione, “la libertà di espressione non è libertà d’insulto, ogni cosa deve essere controllata”.
Fiorello, fedele al suo stile, non entra nel merito giudiziario o deontologico, ma gioca con i numeri e con l’effetto virale: “Noi siamo solo spettatori, e posso dirti la verità? Da spettatori è meraviglioso… 3,6 milioni di views ragazzi, non lo so, sono otto puntate di BellaMa’”. L’osservazione, ironica ma lucidissima, fotografa il cortocircuito tra indignazione pubblica e successo digitale, dove ogni polemica raddoppia l’attenzione e moltiplica le visualizzazioni.
Il climax arriva con l’imitazione di Fabrizio Corona: occhiali scuri, voce impostata, passo sicuro. “Avete paura eh? Tu hai paura, sai di cosa hai paura…?”. Una parodia che, dietro la caricatura, rimanda al tema centrale: quanto può spingersi l’ex “re dei paparazzi” nel nuovo ecosistema mediatico, e dove finisce la satira e comincia la diffamazione, soprattutto nell’era delle dirette social e dei format ibridi tra intrattenimento e presunto scoop.
La Pennicanza tra satira, attualità e responsabilità
La puntata del 28 gennaio conferma La Pennicanza come uno dei contenitori più fluidi e contemporanei dell’offerta italiana: un mix di satira, cronaca, imitazioni e riferimenti continui all’ecosistema digitale. Fiorello, affiancato da Biggio e dalla sua squadra, intercetta i temi che infiammano social e tv e li rielabora in chiave comica, mantenendo però una chiara consapevolezza del contesto mediatico. Non è un caso che il caso Corona–Mediaset venga trattato con ironia ma anche con un passo indietro: “Io non ne parlo…”, dice lo showman, segnando un confine tra parodia e commento diretto.
Questa postura si inserisce nel più ampio dibattito su come la tv generalista e i grandi brand editoriali possano convivere con i linguaggi radicali dei creator digitali. I numeri citati da Fiorello – 3,6 milioni di views – dimostrano che l’attenzione si sposta sempre più sulle piattaforme on demand, dove le regole deontologiche sono spesso percepite come più lasche, ma tornano improvvisamente centrali quando esplode un caso mediatico.
La Pennicanza si muove su questo crinale: sfrutta la viralità come gancio narrativo, ma richiama implicitamente alla necessità di distinguere tra intrattenimento, informazione e gogna pubblica. In questo equilibrio, il ruolo di trasmissioni ad alta esposizione come quella di Fiorello diventa strategico nel determinare ciò che entra o meno nel mainstream.
Sicilia, maltempo e musica: l’altra faccia dello show
Non c’è solo il “caso Corona” nella puntata del 28 gennaio. In apertura, Fiorello dedica spazio e parole alla situazione drammatica in Sicilia, colpita duramente dal maltempo. “Non molliamo la presa. Oggi il pensiero va a Niscemi, quello che sta succedendo lì è più di una tragedia. Le immagini sono spaventose: bisogna agire, servono soldi… perché quelli che sono stati stanziati finora sono pochi. Ma si sono sbagliati, lo so!”. Il riferimento è ai fondi giudicati insufficienti per fronteggiare l’emergenza, con l’appello a non abbassare l’attenzione mediatica su un territorio che peggiora “di giorno in giorno”.
Subito dopo il blocco più drammatico, lo show torna alla musica, marchio di fabbrica del conduttore. Rientra in scena il personaggio di TonyPitoni, mentre il momento clou è l’omaggio a Francesco De Gregori con una cover di “Rimmel”, a cinquant’anni dall’uscita del brano. “È un omaggio a Francesco De Gregori, che festeggia i 50 anni di questa canzone. È vero che è un brano che ‘non si può toccare’, ma per me le canzoni sono di tutti… e il principe De Gregori è felice se si cantano le sue canzoni”, sottolinea Fiorello.
Si crea così un ponte tra attualità, memoria collettiva e cultura pop, con la musica usata come linguaggio trasversale: un modo per alleggerire, ma anche per radicare lo show in una tradizione italiana che va oltre la polemica del giorno, parlando a pubblici e generazioni diverse.
FAQ
D: Di cosa ha parlato Fiorello a proposito di Fabrizio Corona?
R: Ha commentato ironicamente il format “Falsissimo” e il comunicato di Mediaset, sottolineando il “casino” mediatico senza entrare nel merito giudiziario.
D: Cosa ha detto Mediaset nel suo comunicato?
R: Mediaset ha richiamato al fatto che la libertà di espressione non coincide con la libertà d’insulto e che ogni contenuto deve rispettare le regole del giornalismo.
D: Perché Fiorello ha citato i 3,6 milioni di views?
R: Per evidenziare l’enorme attenzione online sul caso Corona, paragonando le visualizzazioni a più puntate di BellaMa’.
D: Come ha imitato Fabrizio Corona durante La Pennicanza?
R: Ha indossato gli occhiali e riprodotto il tono minaccioso tipico di Fabrizio Corona, giocando sulla frase “avete paura eh?”.
D: Quale emergenza ha ricordato Fiorello in apertura di puntata?
R: Ha ricordato la situazione drammatica in Sicilia, con particolare attenzione a Niscemi colpita dal maltempo.
D: Cosa ha chiesto riguardo agli aiuti per la Sicilia?
R: Ha chiesto di aumentare i fondi, giudicando insufficienti quelli finora stanziati e invitando a non spegnere i riflettori mediatici.
D: Quale canzone ha omaggiato Fiorello?
R: Ha reso omaggio a “Rimmel” di Francesco De Gregori, in occasione dei 50 anni del brano.
D: Qual è la fonte originale delle dichiarazioni citate?
R: Le frasi riportate sono tratte dalla puntata del 28 gennaio de La Pennicanza con Fiorello, in cui si parla di Fabrizio Corona, Mediaset e della situazione in Sicilia.




