Ferragni assolta ribalta il Pandorogate: cosa cambia ora per influencer, consumatori e brand
Indice dei Contenuti:
Verdetto del tribunale
Chiara Ferragni è stata assolta con formula piena al termine del rito abbreviato sui casi Pandoro Pink Christmas e uova di Pasqua. La decisione è stata emessa dal giudice della terza sezione penale di Milano, Ilio Mannucci Pacini, che ha escluso responsabilità penali in capo all’influencer in merito all’ipotesi di truffa aggravata.
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Il procedimento verteva sulla presunta natura ingannevole di messaggi promozionali diffusi sui social, legati alla vendita dei prodotti con finalità solidali. Con il verdetto, il tribunale ha ritenuto non sussistenti gli estremi del reato contestato, chiudendo il capitolo penale a suo carico.
La pronuncia conferma la non colpevolezza dell’imputata e delimita la portata giudiziaria del cosiddetto “Pandorogate”, fissando un punto fermo rispetto alle iniziative commerciali finite sotto esame.
Accuse e motivazioni
Al centro del procedimento vi erano le contestazioni di truffa aggravata legate a comunicazioni commerciali sui social riconducibili ai prodotti Pandoro Pink Christmas e alle uova di Pasqua. L’accusa sosteneva che i messaggi promozionali lasciassero intendere una destinazione solidale di parte dei ricavi, generando un’aspettativa di beneficenza nei consumatori.
Gli atti hanno ricostruito campagne, claim e contenuti digitali, valutando la trasparenza delle diciture, la percezione del pubblico e il collegamento tra vendita e finalità filantropiche. In particolare, l’analisi ha riguardato la chiarezza delle indicazioni sui contributi e l’effettiva tracciabilità delle somme.
Il giudice della terza sezione penale di Milano, Ilio Mannucci Pacini, ha escluso la sussistenza dell’elemento soggettivo della truffa e la concreta idoneità ingannatoria dei contenuti, ritenendo non provato l’intento di indurre in errore l’utenza. La valutazione ha considerato il contesto complessivo delle iniziative commerciali e i limiti probatori emersi.
FAQ
- Qual era il reato contestato? Truffa aggravata connessa a messaggi promozionali ritenuti fuorvianti.
- Quali prodotti erano coinvolti? Il Pandoro Pink Christmas e le uova di Pasqua.
- Quale tribunale ha giudicato il caso? La terza sezione penale di Milano.
- Chi era il giudice? Ilio Mannucci Pacini.
- Qual è stata la motivazione chiave dell’assoluzione? Insussistenza dell’elemento soggettivo e insufficiente idoneità ingannatoria dei messaggi.
- Le comunicazioni commerciali sono state considerate ingannevoli? No, non in misura tale da integrare il reato contestato.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Notizia ispirata a quanto riportato da ANSA.
Reazioni e prossimi passi
La difesa di Chiara Ferragni ha accolto la decisione come conferma della correttezza delle condotte esaminate, sottolineando l’assenza di profili penali nel cosiddetto Pandorogate. Le parti coinvolte nelle iniziative commerciali valuteranno gli impatti reputazionali e l’adeguamento delle prassi comunicative.
Sul piano mediatico, l’assoluzione rilancia il dibattito sulla trasparenza nella pubblicità digitale e sul perimetro delle responsabilità degli influencer. I brand partner potrebbero rivedere linee guida, disclaimer e controlli interni per la comunicazione di finalità solidali.
In ambito legale, restano possibili verifiche regolatorie o iniziative in sede civile, ma il capitolo penale si chiude con la sentenza del tribunale di Milano. Eventuali sviluppi dipenderanno dall’analisi dei contratti e dalla tracciabilità delle informazioni offerte al pubblico.
FAQ
- Qual è l’esito per Chiara Ferragni? Assoluzione con esclusione di responsabilità penale.
- Quali saranno le conseguenze per i brand? Possibile revisione di policy, disclaimer e audit delle campagne.
- Il caso penale è archiviato? Sì, con la sentenza della terza sezione penale di Milano.
- Ci sono altre sedi possibili? Potrebbero esserci profili regolatori o civili da valutare.
- Cosa cambia per la pubblicità solidale? Maggiore attenzione a chiarezza dei messaggi e tracciabilità dei contributi.
- Il dibattito sugli influencer proseguirà? Sì, con focus su trasparenza e responsabilità comunicativa.
- Fonte giornalistica citata? Notizia ispirata a quanto riportato da ANSA.




