Femminicidio Torzullo, nuovi elementi mettono in crisi la versione Carlomagno

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Indagini sul delitto e ipotesi del complice
Il femminicidio di Federica Torzullo ad Anguillara Sabazia continua a mettere in crisi la versione resa da Claudio Carlomagno, 47 anni, detenuto nel carcere di Civitavecchia con l’accusa di omicidio. Secondo l’uomo, l’aggressione sarebbe iniziata all’alba, verso le 5:45, per concludersi nel bagno della villetta di famiglia alle 6:30 del 9 gennaio, al termine di una colluttazione durata circa 45 minuti. Gli inquirenti, però, giudicano questo racconto parziale e pieno di incongruenze rispetto agli elementi oggettivi raccolti sulla scena del crimine.
Nei sopralluoghi compiuti dai Carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia e della compagnia di Bracciano, i letti perfettamente rifatti, l’ordine della casa e il cibo ancora presente nello stomaco della vittima descrivono una dinamica temporale ben diversa. Secondo i consulenti medico-legali, l’orario della morte potrebbe non coincidere affatto con quanto dichiarato dal presunto assassino, aprendo la strada all’ipotesi che l’omicidio sia avvenuto più tardi e con modalità differenti.
Un altro nodo riguarda l’arma del delitto: Carlomagno sostiene di aver utilizzato un coltello trovato nel bagno, ma il manufatto non è mai stato rinvenuto, nonostante minuziose ricerche. L’assenza del coltello e di tracce ematiche coerenti con un’aggressione tanto violenta alimenta i sospetti sulla possibile presenza di un complice, che potrebbe aver aiutato l’uomo nella fase di ripulitura o nella gestione del cadavere.
I buchi neri di tempi, spostamenti e ripulitura
Il cuore delle indagini si concentra sui tempi di azione e sugli spostamenti di Carlomagno tra l’abitazione di famiglia e la ditta di via Comunale San Francesco, dove il corpo di Federica è stato seppellito. Le telecamere di sorveglianza immortalano la Kia Sportage bianca dell’uomo mentre entra nel piazzale aziendale alle 7:40, con quello che gli investigatori ritengono essere il cadavere nel bagagliaio. Il margine temporale fra il presunto orario dell’omicidio e l’arrivo in azienda appare estremamente ridotto per consentire, a una sola persona, un’accurata ripulitura della villetta e il successivo trasporto del corpo.
Gli investigatori stanno analizzando nel dettaglio la “scatola nera” del veicolo, con l’obiettivo di ottenere dati di percorrenza, soste e velocità, così da confrontarli con le dichiarazioni dell’indagato. Un ulteriore tassello cruciale è rappresentato dall’esame del cellulare di Carlomagno: l’incrocio tra celle telefoniche, tabulati e messaggistica potrebbe rivelare eventuali contatti con terzi, prima o dopo il delitto, fornendo risposte all’interrogativo sul complice.
Particolare attenzione è rivolta anche al lasso di tempo tra le 8:45 e le 11, quando l’uomo dichiara di essersi allontanato dall’azienda a bordo di un furgone per poi farvi ritorno. Questo “buco” temporale viene ora sottoposto a verifiche incrociate con testimonianze, sistemi di videosorveglianza e tracciamenti telematici, nella prospettiva che in quelle ore possano essere avvenute attività connesse all’occultamento delle prove.
Nuovi rilievi, impatto sociale e ombre ancora aperte
Mercoledì mattina i Carabinieri sono tornati sia nella villetta di Anguillara sia nell’area della ditta, tuttora sotto sequestro, per nuovi rilievi tecnico-scientifici. Ogni centimetro del terreno dove era stato occultato il corpo di Federica Torzullo viene setacciato alla ricerca di microtracce, fibre, impronte o eventuali strumenti utilizzati per lo scavo e il trasporto, nella speranza che emergano indizi riconducibili a un secondo soggetto. Le squadre specializzate stanno lavorando anche su possibili percorsi alternativi compiuti dal veicolo nella notte e nelle prime ore del mattino.
Nel frattempo, il figlio della coppia è stato affidato ai nonni materni e al sindaco di Anguillara, Angelo Pizzigallo, che in qualità di tutore istituzionale segue da vicino gli sviluppi giudiziari per garantire al minore massima protezione. Il caso ha avuto grande eco mediatica, con programmi come “Dentro la notizia” che hanno dedicato approfondimenti alle zone d’ombra del fascicolo, contribuendo ad alimentare il dibattito pubblico sulla prevenzione della violenza domestica e sugli indicatori di rischio spesso sottovalutati.
Gli inquirenti si muovono secondo il principio di prudenza: nessuna pista viene esclusa, dalla premeditazione alla compartecipazione, fino a eventuali dissidi economici o familiari ancora non emersi. La ricerca dell’arma, la ricostruzione forense della scena del crimine e la verifica dell’ipotesi del complice restano i pilastri dell’inchiesta, destinata a ridefinire ruoli, responsabilità e contesto di questo ennesimo, drammatico femminicidio.
FAQ
D: Chi è l’indagato principale per l’omicidio di Federica Torzullo?
R: L’indagato principale è il marito, Claudio Carlomagno, 47 anni, detenuto nel carcere di Civitavecchia con l’accusa di omicidio volontario.
D: Dove è avvenuto il femminicidio?
R: Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il delitto si è consumato nella villetta di famiglia ad Anguillara Sabazia, in provincia di Roma.
D: Perché si ipotizza la presenza di un complice?
R: Per i tempi ristretti tra il presunto orario dell’omicidio, la ripulitura della casa, il trasporto del corpo e l’arrivo alla ditta, oltre all’assenza dell’arma del delitto.
D: Che ruolo ha la Kia Sportage di Carlomagno nelle indagini?
R: La Kia Sportage bianca è stata ripresa dalle telecamere mentre entrava in azienda alle 7:40 e potrebbe aver trasportato il cadavere di Federica.
D: Cosa stanno cercando gli inquirenti nella ditta di via Comunale San Francesco?
R: Tracce biologiche, strumenti utilizzati per l’occultamento del corpo e qualsiasi indizio che confermi o smentisca la versione dell’indagato.
D: Perché è importante l’analisi del cellulare di Carlomagno?
R: Per verificare eventuali contatti con terzi, ricostruire gli spostamenti attraverso le celle telefoniche e accertare se vi siano stati scambi sospetti prima o dopo il delitto.
D: Chi si prende cura del figlio della coppia?
R: Il minore è stato affidato ai nonni materni con la vigilanza del sindaco di Anguillara, Angelo Pizzigallo, in attesa delle decisioni definitive del tribunale.
D: Qual è la fonte principale delle informazioni sul caso?
R: Le informazioni derivano da atti d’indagine, ricostruzioni dei Carabinieri di




