Femminicidio scuote il Paese, il caso Torzullo apre scenari inquietanti su indagini, omissioni e silenzi istituzionali successivi

Indice dei Contenuti:
Il femminicidio di Federica Torzullo e quello che è successo dopo, in ordine
La scomparsa e le prime mosse dell’indagine
La mattina del 9 gennaio, ad Anguillara Sabazia, la vita di Federica Torzullo, 41 anni, ingegnera, madre di un bambino di 10 anni, si interrompe in casa, al termine di una lite che il marito in separazione, Claudio Carlomagno, definirà “furibonda”. Il figlio quella notte dorme dai nonni materni, lontano dall’abitazione.
Il giorno successivo l’uomo denuncia ai Carabinieri la presunta scomparsa della moglie, sostenendo di averla vista l’ultima volta l’8 gennaio e di essersi accorto solo dopo che era uscita di casa. La macchina di lei, però, resta parcheggiata davanti alla villetta, e le telecamere la riprendono rientrare la sera dell’8 senza più registrare movimenti.
Nel frattempo, Carlomagno utilizza il telefono della donna per rispondere alla madre di lei, così da simulare normalità. Poi distrugge il cellulare, mentre all’esterno dell’abitazione vengono individuate tracce che contraddicono la versione dell’allontanamento volontario. Le ricerche si concentrano presto sulla cerchia familiare e sull’azienda di movimento terra dell’uomo.
Il ritrovamento del corpo e la confessione parziale
Il 18 gennaio, nell’area dell’azienda di Carlomagno, i Carabinieri scoprono una buca: all’interno c’è il corpo di Federica Torzullo, parzialmente bruciato e occultato. L’autopsia accerta 23 coltellate, 19 concentrate su viso e collo, oltre a ustioni sul torace, compatibili con un tentativo di distruzione del cadavere. L’indagato sostiene che il fuoco sia stato acceso solo per bruciare i teli usati nel trasporto.
Il coltello, che l’uomo dice di aver preso in casa e lanciato in un canale nella zona di Bracciano, non viene rinvenuto. Nella ricostruzione emergono comunque elementi ritenuti decisivi: sangue nel camion, in auto, in casa e sui vestiti, e un testimone che lo vede lavare a pressione il cassone del mezzo il pomeriggio del 9 gennaio.
Il procuratore di Civitavecchia, Alberto Liguori, parla di confessione “non piena”, segnalando incongruenze e possibili omissioni su eventuali complici e sulla pianificazione. All’uomo vengono contestati il nuovo reato autonomo di femminicidio e l’occultamento di cadavere, con custodia cautelare nel carcere di Civitavecchia.
La morte dei genitori e le domande irrisolte
Il 24 gennaio, a pochi giorni dal ritrovamento del corpo di Torzullo, i genitori di Claudio Carlomagno, Pasquale Carlomagno e Maria Messenio, vengono trovati morti, impiccati, nella loro casa di Anguillara Sabazia. Gli inquirenti propendono per il suicidio, mentre emergono notizie di un biglietto lasciato al figlio minore: il contenuto, però, resta parzialmente incerto tra le diverse ricostruzioni di agenzia.
Pasquale, che lavorava nell’azienda del figlio, quella mattina del 9 gennaio era passato davanti alla villetta intorno alle 7, restando nell’area per circa nove minuti. Le telecamere confermano il transito, ma non è chiaro se sia entrato in casa o si sia fermato solo in giardino. La madre, ex poliziotta ed ex assessora alla Sicurezza del Comune, aveva accompagnato il figlio a formalizzare la falsa denuncia di scomparsa.
Gli investigatori stavano valutando un nuovo interrogatorio dei due quando è arrivata la notizia del loro decesso. Le indagini proseguono per capire eventuali responsabilità esterne, il livello di consapevolezza familiare e quanto l’omicidio fosse stato premeditato.
FAQ
D: Chi era Federica Torzullo?
R: Era un’ingegnera di 41 anni, residente ad Anguillara Sabazia, madre di un bambino di 10 anni.
D: Chi è l’indagato per il femminicidio?
R: Il marito in fase di separazione, Claudio Carlomagno, imprenditore nel settore del movimento terra.
D: Quando è stato ritrovato il corpo?
R: Il 18 gennaio, sepolto nell’area dell’azienda di proprietà dell’indagato.
D: Quali sono le cause di morte accertate?
R: L’autopsia parla di 23 coltellate, in prevalenza a viso e collo, e di ustioni sul torace.
D: Perché la confessione è definita “non piena”?
R: La procura segnala incongruenze su dinamica, tempi, possibili aiuti e premeditazione.
D: Cosa è successo ai genitori di Carlomagno?
R: Sono stati trovati impiccati nella loro abitazione; l’ipotesi prevalente è il suicidio.
D: Qual è la novità giuridica di questo caso?
R: È tra i primi procedimenti in cui viene contestato il nuovo reato autonomo di femminicidio introdotto in Italia.
D: Qual è la fonte giornalistica principale del resoconto?
R: Molti dettagli ricostruttivi derivano da un articolo di approfondimento pubblicato da il Post sulla vicenda.




