Federica Pellegrini, la corsa del marito tra paura, ospedale e speranza

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Federica Pellegrini, il marito Matteo Giunta si sfoga: “Mia figlia ricoverata in ospedale”
La nuova corsa in ospedale
Per la seconda volta in una sola settimana la piccola Matilde, figlia di Federica Pellegrini e di Matteo Giunta, è stata ricoverata in ospedale a causa di convulsioni febbrili legate a un’influenza aggressiva. La situazione ha costretto la famiglia a sospendere ogni impegno pubblico, con l’ex campionessa di nuoto che aveva già parlato di “momenti difficili” senza entrare nei dettagli.
Accanto alla bambina, nel reparto pediatrico, c’è costantemente la madre, incinta di sette mesi, mentre il padre divide il tempo tra l’ospedale e il lavoro, aggiornando i follower sui social in modo misurato ma diretto. Le convulsioni febbrili, spiegano i pediatri, sono episodi improvvisi in cui la temperatura corporea sale bruscamente, provocando perdita di contatto con l’ambiente, irrigidimento e rotazione degli occhi: pochi secondi che ai genitori appaiono interminabili.
In una precedente intervista televisiva con Silvia Toffanin a Verissimo, la pluricampionessa olimpica aveva descritto con lucidità questa condizione, ricordando come i medici abbiano rassicurato la coppia sulla natura tendenzialmente benigna del disturbo, pur raccomandando monitoraggi costanti durante ogni episodio febbrile. Per questo, per la famiglia, un’influenza non è mai una semplice influenza, ma un potenziale fattore scatenante da gestire con tempestività e massima attenzione clinica.
Lo sfogo del padre e il problema sociale
Il recente ricovero ha riacceso lo sfogo di Matteo Giunta contro quei genitori che continuano a mandare i figli all’asilo o a scuola con febbre e sintomi evidenti. In una Storia su Instagram, l’allenatore di nuoto aveva usato parole durissime per denunciare un comportamento che ritiene pericoloso non solo per la propria famiglia, ma per l’intera comunità scolastica. Nel nuovo intervento, l’ex tecnico della Divina ha ribadito di non essersi pentito del contenuto, ma solo del linguaggio colorito usato in un momento di forte paura.
Intervistato dal Corriere della Sera, ha spiegato che la percezione di “frequenza” delle convulsioni febbrili, spesso minimizzata nel linguaggio medico, contrasta con l’impatto emotivo devastante vissuto dai genitori quando assistono a una crisi. Il ricovero ripetuto, la corsa in pronto soccorso, l’attesa degli esami, rappresentano un carico psicologico enorme per la famiglia, specialmente sapendo che l’episodio potrebbe essere stato innescato da contagio in un contesto educativo dove non tutti rispettano le regole di buon senso.
Giunta ha anche riferito di aver ricevuto numerosi messaggi privati da educatrici e insegnanti che lo hanno ringraziato per aver sollevato pubblicamente un problema noto da anni: bambini lasciati a scuola pur manifestando febbre, tosse forte o sintomi gastrointestinali, senza la valutazione di un pediatra, con il rischio di trasformare asili e aule in focolai difficili da controllare.
Responsabilità condivisa e vita quotidiana
Nelle sue dichiarazioni più recenti, Matteo Giunta ha cercato un equilibrio tra comprensione e fermezza. Ha riconosciuto apertamente le difficoltà di molte famiglie che non possono assentarsi facilmente dal lavoro quando un figlio si ammala, ma ha ricordato che lo stesso vale per gli altri genitori, spesso privi di reti di supporto alternative. Quando un bambino febbricitante viene comunque portato a scuola, le conseguenze si ripercuotono a catena su compagni, famiglie e personale scolastico.
Il tecnico ha sottolineato come vivere in comunità implichi regole minime di responsabilità reciproca: proteggere i più fragili, rispettare le indicazioni dei pediatri, evitare di sottovalutare sintomi che possono generare complicazioni in bambini con condizioni particolari, come nel caso di Matilde. La questione non riguarda solo il singolo nucleo familiare mediatico, ma un modello di convivenza che si riflette sulla salute pubblica e sulla tenuta del sistema sanitario, chiamato a gestire ricoveri che si potrebbero in parte prevenire con comportamenti più prudenti.
Guardando al futuro, la coppia continua a fare affidamento su un rapporto stretto con i medici, su controlli costanti e su una comunicazione trasparente con chi li segue sui media e sui social. La loro testimonianza contribuisce a dare visibilità a una problematica pediatrica frequente ma spesso sottovalutata, e al tempo stesso spinge famiglie e scuole a riflettere sulle proprie abitudini in tema di gestione di febbre e malattie infettive nei più piccoli.
FAQ
D: Che cosa sono le convulsioni febbrili nei bambini?
R: Sono crisi convulsive che compaiono in età pediatrica in presenza di febbre alta, di solito tra 6 mesi e 5 anni, e nella maggior parte dei casi hanno decorso benigno ma richiedono valutazione medica.
D: Perché l’influenza è particolarmente delicata per Matilde?
R: Perché l’aumento rapido della temperatura corporea può scatenare nuovi episodi convulsivi, rendendo necessario un monitoraggio stretto e, talvolta, il ricovero.
D: Cosa hanno raccontato i genitori a Verissimo?
R: Federica Pellegrini ha descritto l’irrigidimento, gli occhi rivolti all’indietro e i secondi interminabili in cui la bambina non risponde, riportando anche le rassicurazioni dei medici sul decorso abituale di questa condizione.
D: Qual è il messaggio principale lanciato da Matteo Giunta ai genitori?
R: Invitare a non mandare a scuola o all’asilo i figli febbricitanti o con sintomi evidenti, per rispetto degli altri bambini, delle famiglie e del personale educativo.
D: Gli insegnanti come hanno reagito allo sfogo sui social?
R: Molte educatrici e maestre hanno scritto privatamente a Matteo Giunta per ringraziarlo di aver portato alla luce un problema che vivono quotidianamente nelle classi.
D: Giunta si è pentito del linguaggio usato online?
R: Ha ammesso che oggi eviterebbe l’insulto, ma ha ribadito di aver scritto d’istinto come padre spaventato, nel pieno del ricovero della figlia.
D: Qual è il ruolo di Federica in questo momento?
R: Pur essendo in gravidanza avanzata, rimane accanto alla figlia in ospedale e ha sospeso i propri impegni per concentrarsi sulla famiglia e sulla gestione clinica.
D: Qual è la fonte giornalistica originale che ha raccolto lo sfogo di Giunta?
R: Le dichiarazioni più articolate sono state riportate da un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, rilanciata poi da vari siti di informazione e cronaca rosa.




