Famiglia Branca svela segreti e strategie dietro l’iconico Fernet

Fernet-Branca, Olimpiadi in casa e strategia globale di un campione degli amari
Il digestivo Fernet-Branca, nato a Milano nel 1845, entra in una nuova fase di visibilità internazionale grazie ai Giochi invernali del 2026, che porteranno in città oltre 100.000 visitatori. Per la famiglia Branca, che da 180 anni controlla il marchio, l’evento è una leva strategica per consolidare il posizionamento premium nel mercato degli amari e degli aperitivi, oggi trainato dalla mixology. Sotto la guida di Niccolò Branca, presidente e ceo di Fratelli Branca dal 1999, il gruppo ha raggiunto un fatturato annuo di circa 500 milioni di dollari e una valutazione stimata di 1,2 miliardi, mantenendo al contempo struttura patrimoniale solida, debito minimo e governance interamente familiare. La sfida è trasformare il “vantaggio di campo” olimpico in crescita strutturale sui mercati chiave, in particolare Stati Uniti e America Latina, preservando identità storica e redditività.
Performance economica e vantaggio competitivo
Otto membri della famiglia Branca detengono il 100% del capitale, con un utile netto al 13% e patrimonio di circa 800 milioni di dollari, livelli di marginalità superiori a colossi come Gruppo Campari. La profittabilità è sostenuta dall’elevato valore del brand, dalla forte riconoscibilità culturale e da un portafoglio prodotti che spazia da Caffè Borghetti ai vermouth Carpano, da Brancamenta a grappe, sambuca, brandy e vodka. La scelta di mantenere il controllo familiare e una visione intergenerazionale riduce la pressione di breve periodo tipica dei gruppi quotati, permettendo investimenti lenti ma costanti su distribuzione e reputazione.
Secondo il motto “Non per me, ma per la prossima generazione”, la strategia privilegia continuità, indipendenza e disciplina finanziaria. La valutazione pari a 2,5 volte il fatturato, in linea con i multipli dei principali competitor, conferma la percezione di solidità industriale e di brand equity consolidata nel segmento amari e aperitivi.
Posizionamento internazionale e rischi regolatori
Circa il 90% dei ricavi di Fratelli Branca proviene dall’estero, rendendo il gruppo uno dei campioni italiani più esposti ai mercati internazionali. Questa proiezione globale, costruita nel tempo tramite investimenti diretti e reti di distribuzione proprietarie, garantisce diversificazione geografica ma aumenta la sensibilità a dazi e barriere commerciali, soprattutto negli Stati Uniti. Niccolò Branca sottolinea che le tariffe americane impattano non solo sui costi diretti, ma anche sulla complessità operativa, sulla pressione sui margini e sulla pianificazione industriale e commerciale.
Negli USA, il segmento amari vale 2,8 miliardi di dollari l’anno, secondo il Distilled Spirits Council. In questo contesto, Fernet cresce a un tasso annuo composto del 4% negli ultimi cinque anni, nonostante la contrazione globale del consumo di alcol. Le dinamiche regolatorie diventano quindi variabile critica: dove “c’è pericolo, nascono le opportunità”, osserva Branca, ribadendo l’approccio di gestione del rischio basato su flessibilità e visione di lungo periodo.
Crescita degli amari, cultura dell’aperitivo e resilienza del brand
Il trend internazionale premia amari e aperitivi, spinti da cocktail bar, mixology evoluta e ritorno ai rituali di consumo di ispirazione mediterranea. Secondo Humphrey Serjeantson di IWSR, aperitivi e amari sono tra le categorie di liquori con la crescita più robusta nell’ultimo quinquennio, grazie al ruolo dell’aperitivo come momento sociale strutturato. In un contesto di maggiore prudenza della spesa, i consumatori tendono a concentrarsi su marchi storici a elevata affidabilità, premiando player come Fernet-Branca con una radicata identità culturale. La combinazione tra heritage, ricetta segreta a base di 27 erbe e posizionamento premium rafforza la resilienza del brand rispetto a prodotti più “commoditizzati”.
Pro-amaro, recessione e fedeltà al marchio


Le tendenze “pro-amaro” rappresentano per Fratelli Branca un motore di valore strutturale. La diffusione di Negroni, Americano, spritz e Martini espresso sposta gli amari dal solo consumo digestivo alla miscelazione da aperitivo e da after dinner. Humphrey Serjeantson evidenzia come, nei periodi di incertezza economica, i consumatori rinuncino a volumi ma non alla qualità, concentrandosi su etichette che percepiscono come sicure e autentiche.
In questo scenario, la “forte identità storica” di Fernet-Branca diventa un asset competitivo che sostiene margini e pricing power. La ridotta elasticità al prezzo rispetto a prodotti meno caratterizzati consente al gruppo di difendere la redditività anche in fasi di rallentamento dei consumi globali di alcol.
Mercati chiave e ruolo dell’Argentina
L’internazionalizzazione di Fernet-Branca ha radici storiche: il marchio era presente negli Stati Uniti già prima del proibizionismo. Oggi la crescita più dinamica arriva da mercati come Argentina, dove la combinazione Fernet e Coca-Cola ha generato un fenomeno di consumo nazionale. Secondo IWSR, l’Argentina è il secondo mercato mondiale per i digestivi, elemento che ha spinto il gruppo a investire in uno stabilimento locale oltre a quello nei pressi di Milano.
In vista dei Giochi invernali del 2026, la famiglia ha accolto la delegazione olimpica argentina nella storica sede e nel Museo Branca, rafforzando il legame culturale e commerciale con uno dei suoi bacini di domanda più strategici. Le relazioni di lungo periodo con i mercati chiave restano cardine della strategia export.
Governance familiare, storia industriale e piani per le nuove generazioni
La longevità di Fratelli Branca si fonda su una governance familiare che tiene insieme tradizione, disciplina patrimoniale e apertura ai mercati globali. Fondata nel 1845 da Bernardino Branca, l’azienda ha trasformato un rimedio digestivo in un marchio globale, evolvendo gradualmente la gamma prodotti tramite acquisizioni mirate e innovazioni misurate. Il passaggio di testimone tra generazioni, da Pierluigi Branca a Niccolò Branca e ora verso la sesta generazione, è guidato dall’obiettivo di preservare indipendenza e coerenza con la visione originaria del fondatore. In un settore dominato da grandi gruppi quotati, la scelta di restare privati è una precisa strategia identitaria oltre che industriale.
Dalle origini al portafoglio multi-brand
All’arrivo di Niccolò Branca alla guida nel 1999, l’azienda era ancora fortemente concentrata sul Fernet tradizionale, nato come aiuto medicinale. La diversificazione è iniziata negli anni ’60 con Brancamenta, versione alla menta del celebre amaro, e proseguita negli anni ’80 con l’acquisizione della grappa Candolini.
Nel 2001 il gruppo ha comprato Carpano (Punt e Mes, Antica Formula) e Caffè Borghetti, liquore all’espresso basato su una ricetta del 1860, ampliando poi la gamma con Candolini Grappa Riserva e Sambuca Borghetti. Questa strategia ha creato un portafoglio coerente, fortemente ancorato all’italianità, ma con utilizzi versatili nel mondo cocktail e nei consumi after dinner.
Sesta e settima generazione, innovazione e nuovi mercati
La sesta generazione è rappresentata da Edoardo Branca, figlio di Niccolò, entrato in azienda nel 2009 come export manager. Dal 2019 a New York, Edoardo è vicepresidente per l’espansione negli Stati Uniti e, da tre anni, amministratore delegato della divisione distributiva Branca USA, creata per presidiare meglio il mercato americano. Ha scelto di rilanciare le storiche campagne pubblicitarie degli anni ’50 e ’60, valorizzando il patrimonio iconografico come fattore di continuità.
Tra i progetti futuri figurano prodotti a basso o nullo contenuto alcolico e l’eventuale apertura di un nuovo impianto in Europa o in Asia. Parallelamente, la famiglia sta già preparando la settima generazione alla successione, con l’obiettivo dichiarato di restare indipendente almeno per altre due generazioni, mantenendo “la direzione del fondatore” nonostante inevitabili tensioni interne.
FAQ
Chi è Niccolò Branca e che ruolo ha nel gruppo
Niccolò Branca è presidente e ceo di Fratelli Branca dal 1999, esponente della quinta generazione familiare. Ha guidato l’espansione internazionale, la diversificazione del portafoglio e il rafforzamento della redditività, mantenendo il controllo 100% familiare.
Quanto vale oggi Fratelli Branca e da cosa derivano i ricavi
Forbes stima Fratelli Branca circa 1,2 miliardi di dollari, pari a 2,5 volte il fatturato annuo di 500 milioni. La quota principale dei ricavi deriva da Fernet-Branca, affiancato da Caffè Borghetti, vermouth Carpano, Brancamenta e altri liquori.
Perché il mercato degli amari è in crescita nonostante il calo dell’alcol
Secondo IWSR, la cultura dei cocktail e dell’aperitivo ha ampliato l’uso di amari e aperitivi oltre il digestivo tradizionale. I consumatori, pur riducendo i volumi complessivi, scelgono marchi storici e di qualità, sostenendo categorie premium come Fernet.
Qual è il ruolo degli Stati Uniti nella strategia Branca
Gli Stati Uniti sono uno dei mercati chiave per Fernet-Branca, parte di un settore amari da 2,8 miliardi di dollari. La creazione di Branca USA, guidata da Edoardo Branca, mira a rafforzare distribuzione, visibilità on-trade e presidio della mixology locale.
Perché l’Argentina è così importante per Fernet-Branca
In Argentina, il mix Fernet e Coca-Cola è divenuto rituale nazionale, facendo del Paese il secondo mercato mondiale dei digestivi secondo IWSR. Per questo Fratelli Branca ha uno stabilimento locale e cura relazioni istituzionali, come l’accoglienza della delegazione olimpica argentina.
Qual è la filosofia della famiglia Branca sulla successione
La famiglia segue il motto “Non per me, ma per la prossima generazione”, privilegiando stabilità, indipendenza e continuità. L’obiettivo è mantenere l’azienda familiare per almeno altre due generazioni, preparando fin da ora la settima generazione alla governance.
Che ruolo avranno prodotti low alcol e analcolici nella strategia futura
Fratelli Branca valuta lo sviluppo di prodotti a basso o nullo contenuto alcolico per intercettare i trend di consumo responsabile. L’idea è integrare queste linee nell’identità storica del marchio, senza snaturare la tradizione degli amari.
Qual è la fonte originale delle informazioni sull’azienda
I dati su Fernet-Branca, sulla famiglia Branca e sulla valutazione del gruppo provengono da un approfondimento pubblicato da Forbes, rielaborato in chiave analitica e contestualizzato secondo i principi EEAT.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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