Fabrizio Corona sorprende tutti e svela il suo vero piano politico
Le ambizioni politiche di Fabrizio Corona per il 2027
Le dichiarazioni di Fabrizio Corona sulla possibile fondazione di un movimento e una candidatura alle elezioni del 2027 stanno alimentando un dibattito acceso tra politica, media e opinione pubblica. L’ex re dei paparazzi rivendica un ruolo di rottura rispetto agli schieramenti tradizionali, evocando modelli come il Movimento 5 Stelle e la parabola di Beppe Grillo.
Dietro la provocazione mediatica si intravede un progetto più strutturato, che punta a intercettare il malcontento anti-sistema e a trasformare la notorietà digitale in consenso elettorale.
Dalla polemica televisiva al progetto di movimento
Le uscite contro Alfonso Signorini e i “potenti” in “Falsissimo – Il Prezzo del Successo” hanno funzionato da trampolino politico. Corona utilizza il format d’inchiesta spettacolarizzata per costruire una narrazione di sé come outsider che sfida establishment, giornalismo tradizionale e partiti. Il linguaggio diretto, spesso estremo, serve a consolidare una community digitale fidelizzata, condizione essenziale per trasformare l’esposizione mediatica in possibile base elettorale organizzata.
Il passaggio dalla denuncia al “fare lista civica” appare come l’evoluzione naturale di questa strategia.
Antipolitica, odio per i partiti e vuoto di centro
Corona dichiara di non riconoscersi né in destra né in sinistra, e individua nel presunto “vuoto di centro” lo spazio da occupare. Non propone un centrismo moderato, ma una forma di antipolitica trasversale, fondata più sul rifiuto degli schieramenti che su un programma. Il riferimento polemico a programmi come quelli di Corrado Formigli e a inchieste percepite come schierate marca la distanza da media tradizionali e partiti, puntando su un nuovo fronte: piazze digitali, community e liste civiche personalistiche.
È un posizionamento che intercetta sfiducia e disillusione.
Il modello Grillo, l’effetto Trump e il caso italiano
L’idea di “chiudere in bellezza” la propria parabola pubblica con un’avventura politica richiama esplicitamente il precedente del Movimento 5 Stelle e la scalata di outsider come Donald Trump. La scommessa di Corona è che un brand personale forte, amplificato dai social, possa aggirare i canali tradizionali di selezione della classe dirigente.
Resta però l’ostacolo giuridico delle condanne e dell’interdizione dai pubblici uffici, che rende il progetto più simbolico che istituzionale.
L’influenza del caso Movimento 5 Stelle
Il richiamo al “piccolo blog” che ha scosso i palazzi della politica non è casuale. Corona punta sulla stessa leva: un media proprietario, “Falsissimo”, come catalizzatore di rabbia sociale e sfiducia verso élite e talk show. L’incontro annunciato con Beppe Grillo ha una doppia funzione: cercare legittimazione presso chi ha già trasformato la protesta in voti e, insieme, mandare un messaggio al pubblico anti-sistema. Il racconto dell’amicizia con il figlio di Grillo rafforza l’idea di un’osmosi tra mondi giudiziari, mediatici e politici.
L’America di Trump come precedente psicologico
L’elezione di Donald Trump è usata come prova che “tutto è possibile” quando un personaggio mediatico intercetta risentimento sociale e crisi dei partiti. Per l’Italia, il messaggio è chiaro: se un tycoon televisivo ha potuto diventare presidente negli Stati Uniti, un ex paparazzo può ambire a guidare un movimento. L’argomento è emotivo più che razionale, ma funziona sul piano narrativo, rinsaldando la percezione che le élite tradizionali non siano più l’unico canale di accesso al potere.
È un frame che parla direttamente alle periferie sociali e culturali.
Limiti legali, potenziale elettorale e rischio spettacolarizzazione
La condanna del 2012 con interdizione perpetua dai pubblici uffici chiude la porta alle cariche istituzionali per Corona, ma non al ruolo di leader di lista civica o di “capo politico” di un movimento. La vera partita si gioca sul consenso reale fuori dalla bolla social e sui confini tra inchiesta, show e propaganda.
Il caso al Tribunale di Milano con Alfonso Signorini dimostra quanto sia labile questa linea.
Impatto delle sentenze e della credibilità personale
L’interdizione dai pubblici uffici rende impossibile l’accesso diretto a ruoli come deputato o presidente del Consiglio, smentendo nei fatti le antiche profezie autocelebrative di Corona. Tuttavia, il sistema politico italiano consente a figure giuridicamente ineleggibili di restare registi, finanziatori o volti simbolici di liste e movimenti. La vera criticità riguarda l’attendibilità percepita: una biografia segnata da processi, carcere e conflitti con la magistratura può essere letta come fragilità o, all’opposto, come prova di “persecuzione” da parte del sistema, a seconda del pubblico di riferimento.
Tra giornalismo d’inchiesta e macchina del consenso
La narrazione “qui non siamo a Report” colloca “Falsissimo” in un’area ibrida tra entertainment e inchiesta aggressiva. L’odio dichiarato per destra e sinistra, più che neutralità, è un marchio di rottura utile a costruire una base identitaria. Il rischio è la trasformazione delle inchieste in strumenti di mobilitazione pre-elettorale, dove la ricerca della verità cede il passo alla costruzione del nemico. Il voto, in questo schema, diventa l’estensione naturale del “follow”, e la politica l’ultimo format da monetizzare.
FAQ
Fabrizio Corona vuole davvero candidarsi nel 2027?
Corona ha dichiarato pubblicamente di voler fondare un movimento politico e valutare una lista civica per le elezioni del 2027, presentando il progetto come ipotesi concreta ma ancora in fase embrionale.
Che ruolo avrebbe una lista civica guidata da Corona?
Più che puntare a governi nazionali, una lista civica legata a Corona potrebbe mirare a seggi locali e a un peso mediatico capace di condizionare l’agenda politica, giocando sulla protesta contro i partiti tradizionali.
Perché cita spesso il Movimento 5 Stelle e Beppe Grillo?
Il riferimento serve a legittimare il proprio progetto come evoluzione di un modello già sperimentato: blog, community digitale, inchieste e poi struttura politica, prendendo il M5S come precedente vincente.
Le sue condanne impediscono qualsiasi carriera politica?
L’interdizione perpetua dai pubblici uffici impedisce incarichi istituzionali, ma non esclude la possibilità di guidare un movimento, influenzarne la linea e diventarne il principale testimonial pubblico.
Qual è il rischio per il dibattito pubblico italiano?
Il rischio è una ulteriore spettacolarizzazione della politica, dove indagini, attacchi personali e show digitali sostituiscono confronto programmatico, competenze e responsabilità istituzionale.
Da dove provengono le dichiarazioni analizzate su Corona?
Le posizioni e le citazioni riportate derivano dalle uscite di Fabrizio Corona in “Falsissimo – Il Prezzo del Successo” e dall’articolo originale di Anthony Festa pubblicato il 02/02/2026.
