Fabrizio Corona sfida il tribunale con un nuovo show e denuncia un presunto complotto mediatico

Indice dei Contenuti:
Fabrizio Corona, show davanti al tribunale: “Contro di me un editto bulgaro”
Show in tribunale
Fabrizio Corona arriva al Palazzo di Giustizia di Milano trasformando l’udienza civile in una passerella mediatica. Davanti a telecamere e cronisti, l’ex “re dei paparazzi” denuncia un presunto bavaglio giudiziario legato al suo format online “Falsissimo”, al centro del ricorso d’urgenza presentato dai legali di Alfonso Signorini. La richiesta dei difensori del conduttore è una misura di “inibitoria” immediata per fermare la nuova puntata e bloccare la ripubblicazione di quelle già uscite, dove Corona attacca il cosiddetto “sistema Signorini”, che descrive come un intreccio di “ricatti e favori sessuali”.
Fuori dal tribunale, Corona attacca la decisione invocata dai ricorrenti come un intervento censorio paragonabile ai precedenti televisivi del passato. Intorno a lui, microfoni e smartphone rilanciano ogni frase sui social, mentre l’udienza si concentra sul perimetro legale della sua libertà di pubblicazione in rete. Nel frattempo, la tensione con il mondo televisivo si intreccia con un contenzioso più ampio che coinvolge l’universo Mediaset e la famiglia Berlusconi.
La causa civile viene così caricata di un peso simbolico che va oltre la singola controversia tra personaggi noti, diventando terreno di scontro fra diritto di cronaca, reputazione e nuovi poteri comunicativi affidati alle piattaforme digitali.
Paragone con l’“editto bulgaro”
Davanti alle telecamere, Corona evoca apertamente il paragone con il celebre “editto bulgaro” dell’allora premier Silvio Berlusconi, quando vennero di fatto estromessi dall’accesso alla Rai Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi. Sostiene che oggi lo schema si ripeta contro di lui, con la sola differenza che il potere non passa più dalla tv generalista ma dai social. A suo dire, una piattaforma web libera offrirebbe un potenziale di influenza paragonabile ai grandi talk politici di inizio anni Duemila.
Corona invita i cronisti presenti a “urlare allo scandalo”, presentando il ricorso contro “Falsissimo” come un precedente pericoloso per chiunque faccia informazione. Il suo storico avvocato, Ivano Chiesa, avverte che se passa il principio per cui un giudice può impedire la pubblicazione di un contenuto il giorno prima dell’uscita, si apre una frattura nella libertà di stampa e nel lavoro delle redazioni. Nel mirino del racconto pubblico di Corona entra anche la famiglia Berlusconi, con allusioni alle origini dei patrimoni e accuse di presunte pressioni sulle autorità, accusate di voler chiudere i suoi profili social.
Il clima resta incandescente anche per la parallela iniziativa di Mediaset in Procura, che ha presentato una denuncia per diffamazione e minacce, chiedendo una misura di prevenzione per vietargli l’uso dei social e persino dello smartphone come strumento di diffusione di contenuti ritenuti lesivi per l’azienda.
Fronti giudiziari e impatto mediatico
La battaglia civile sul format online si inserisce in un quadro penale già complesso. Alfonso Signorini risulta indagato a Milano per violenza sessuale ed estorsione dopo la denuncia dell’ex concorrente del Grande Fratello Vip Antonio Medugno. Il conduttore, ascoltato su sua richiesta il 7 gennaio, ha respinto tutte le accuse, mentre il modello ha confermato il contenuto della querela. Parallelamente, Corona è indagato in un altro filone per presunto revenge porn, a seguito di denuncia dello stesso Signorini, ed è già stato interrogato dai pm.
I legali del conduttore, che ha sospeso tutti gli impegni con Mediaset, nel ricorso civile parlano di effetti “devastanti” sulla vita personale e professionale, e persino sulla sua “integrità psicofisica”, causati dalla campagna di attacchi mediatici e social. Nel frattempo, Corona continua ad annunciare nuove puntate di “Falsissimo” e nuovi dossier sui volti delle reti commerciali, intensificando uno scontro che coinvolge televisioni, piattaforme digitali e magistratura.
Sul fondo resta il nodo dell’equilibrio tra tutela della reputazione, diritto di critica anche aspra e potere dei social network, dove un singolo profilo può generare impatti pari, se non superiori, a molte trasmissioni tradizionali.
FAQ
D: Perché Corona era al Palazzo di Giustizia di Milano?
R: Per l’udienza civile sul ricorso d’urgenza con cui i legali di Alfonso Signorini chiedono di bloccare il suo format online “Falsissimo”.
D: Che cosa contesta Alfonso Signorini a Corona?
R: Contesta puntate e contenuti ritenuti diffamatori, con accuse di “ricatti e favori sessuali” legati al cosiddetto “sistema Signorini”.
D: Cosa intende Corona con il richiamo all’“editto bulgaro”?
R: Sostiene che il tentativo di fermare “Falsissimo” assomigli alla cacciata tv di Biagi, Santoro e Luttazzi ai tempi di Silvio Berlusconi.
D: Qual è la posizione dell’avvocato Ivano Chiesa?
R: Ritiene pericoloso un precedente che consenta di impedire in via preventiva la pubblicazione di contenuti, per la libertà di stampa e il lavoro giornalistico.
D: Perché Mediaset ha denunciato Corona?
R: Lo accusa di diffamazione e minacce e ha chiesto misure per impedirgli l’uso dei social e del cellulare come canali di diffusione di contenuti dannosi per l’azienda.
D: In che cosa è indagato Alfonso Signorini a Milano?
R: È indagato per violenza sessuale ed estorsione dopo la denuncia dell’ex concorrente del Grande Fratello Vip, Antonio Medugno.
D: Anche Corona è coinvolto in procedimenti penali?
R: Sì, è indagato in un filone per presunto revenge porn su denuncia di Signorini ed è stato già interrogato dai pm milanesi.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della vicenda?
R: La ricostruzione deriva da cronache giudiziarie di testate italiane, tra cui i lanci d’agenzia e gli articoli di quotidiani nazionali che hanno seguito il caso in tribunale.




