Ezio Greggio rivela il segreto su Boldi e il legame con Iacchetti

Dietro le quinte di Ezio Greggio: gli aneddoti che non avete mai letto
La carriera di Ezio Greggio è una miniera di episodi irresistibili, spesso mai finiti in tv. Dai tempi del Grand Hotel di Roma ai set dei cinepanettoni, il conduttore ha costruito un mito fondato su autoironia feroce, amicizie indissolubili e rifiuti clamorosi a proposte milionarie. In filigrana si intravede l’evoluzione della tv commerciale italiana, dalle prime tv libere alle prime serate record.
Dietro le battute rimane un metodo di lavoro severissimo, una rete di rapporti personali con produttori, colleghi e manager, e una precisa idea di satira: colpire tutti, senza tutela per nessuno, a partire da se stesso.
La notte di Boldi al pronto soccorso e la goliardia anni Ottanta
Nell’86 al Grand Hotel di Roma, set di “Yuppies 2”, Greggio non riconosce un uomo che lo saluta: è Massimo Boldi con capelli finti Cesare Ragazzi, incollati troppo bassi sulla fronte. La colla provoca una reazione violenta, prurito furioso, notte in rosso e corsa al pronto soccorso. Il clima è quello di una commedia permanente: scherzi crudeli, zero social, reputazione affidata al passaparola sul set.
Questa “goliardia organizzata” cementa i legami tra comici e produttori, alimenta i cinepanettoni e prepara il terreno per linguaggi più aggressivi che esploderanno in tv con programmi come il Drive In.
Cene a scrocco, Veline e la complicità con Enzo Iacchetti
In una cena con Enzo Iacchetti, Elisabetta Canalis e Maddalena Corvaglia, dopo il dolce Greggio si alza con un “scusatemi un momento” e va dritto a prendere un taxi, lasciando il conto “a schioppettata” al collega. La dinamica rivela un codice non scritto: l’amicizia regge anche scherzi economicamente pesanti, purché ci sia equilibrio nel dare e ricevere.
Quando scopre che Iacchetti è innamorato di Corvaglia, Greggio scherza sul presentarsi con parrucca bionda per rovinarne l’appuntamento. L’attrazione per le Veline, ammette, è “democraticamente” estesa a tutte, compreso l’autoironico Edoardo Stoppa, il “Velinone”.
Il dominio su Striscia la Notizia e la rivoluzione della satira tv
Con 38 edizioni di Striscia la Notizia, di cui 32 in coppia con Enzo Iacchetti, Ezio Greggio è diventato sinonimo stesso del tg satirico di Canale 5. La loro “simbiosi rara” è un asset editoriale: due figure autonome, ma percepite come marchio unico dai telespettatori. La longevità del format mostra come la satira possa restare centrale anche nell’ecosistema frammentato di oggi, se mantiene riconoscibilità e ritmo.
Nel frattempo è cambiato tutto: regole, sensibilità, target. Ma la struttura comica di Greggio è rimasta identica.
Drive In, Gianfranco D’Angelo e l’eredità delle prime tv libere
L’esperienza in Telebiella, considerata una delle prime tv libere italiane, è il laboratorio dove Greggio impara tempi comici, improvvisazione e gestione diretta del pubblico. Con il Drive In di Antonio Ricci, accanto a Gianfranco D’Angelo, il modello artigianale diventa industria: scenette brevi, montaggio frenetico, linguaggio pubblicitario incorporato nel comico.
Questo passaggio legittima la comicità come prodotto di punta delle reti private e costruisce il personaggio di Greggio come conduttore capace di reggere flussi di sketch, sponsor e satira politica in un unico contenitore.
Satira “politicamente scorretta” e caso Massimo Boldi tedoforo
Quando Boldi viene cancellato dalla lista dei tedofori, il tema è la nuova sensibilità pubblica. Greggio reagisce ribadendo che non si autocensura: a teatro apre lo spettacolo “Una vita sullo schermo” dichiarandolo “politicamente scorretto”. Il principio è chiaro: la satira deve restare libera, anche a costo di disturbare sponsor e istituzioni.
In tv gli equilibri sono più delicati, ma il marchio Striscia ha costruito un patto col pubblico: si colpiscono potenti, abusi, storture del sistema, mantenendo leggerezza formale e una precisione giuridica indispensabile per evitare cause.
Tra Montecarlo, Sinner, Leclerc e i no clamorosi a quiz e televendite
Stabilitosi a Montecarlo, Greggio incrocia spesso Jannik Sinner e Charles Leclerc, simboli di una generazione sportiva globale. Li descrive come ragazzi “di buoni sentimenti”, sottolineando la distanza tra la leggerezza televisiva anni Ottanta e la pressione mediatica odierna sugli atleti. Nella vita privata è single dopo la storia con Nataly Ospina e si definisce “felice con la effe maiuscola”, rivendicando autonomia affettiva e professionale.
Con Mediaset il legame è lunghissimo, ma contraddistinto da no ripetuti a tutto ciò che percepisce distante dal suo personaggio.
Nessuna televendita: scontro tra comicità e linguaggio pubblicitario
Greggio racconta di essere “l’unico a non aver mai fatto una televendita”. Quando Publitalia prova a coinvolgerlo, lo sponsor ritira la campagna dopo aver visto lo spot: “Così ci fa scappare i clienti”. Il paradosso è illuminante: la sua ironia, perfetta per un tg satirico, mina l’idea di sacralità del prodotto commerciale.
La rinuncia alle televendite tutela il brand personale: il conduttore rimane legato all’idea di watchdog ironico piuttosto che testimonial rassicurante, posizione che rafforza credibilità agli occhi del pubblico più scettico.
Regali di Berlusconi, tifo Juve e il rifiuto dei quiz
Agli inizi, Silvio Berlusconi tenta di convincere Greggio a condurre un quiz estivo con regali mirati, prontamente rispediti al mittente per evitare ogni “acconto” psicologico. Il pressing continua con inviti a vedere il Milan; la risposta è spiazzante: “Presidente, sono della Juve”. La chiosa a tavola da Giannino (“Allora mi compro pure quella”) fotografa il rapporto tra imprenditore e artista.
Greggio preferisce restare ancorato alla satira, evitando format in cui dovrebbe addolcire il personaggio per non compromettere il meccanismo del gioco a premi.
FAQ
Chi è davvero Ezio Greggio fuori dallo schermo?
È un comico-satiro che ha costruito la carriera su lavoro maniacale, rifiuto di compromessi commerciali e amicizie di lunga durata con colleghi come Enzo Iacchetti e autori come Antonio Ricci.
Perché la coppia Greggio–Iacchetti funziona ancora oggi?
Perché unisce ruoli distinti: Greggio più aggressivo e cartoonesco, Iacchetti più surreale e poetico. La complementarità evita la sovrapposizione e mantiene fresco il meccanismo comico.
Striscia la Notizia è ancora una satira efficace?
Sì, perché continua a mescolare tg, inchieste e sketch, restando riconoscibile. L’efficacia dipende dalla capacità di colpire poteri reali, non solo bersagli facili o mode social.
Perché Greggio rifiuta quiz e televendite?
Ritiene che snaturino il suo personaggio di “disturbatore”. Come volto di quiz o testimonial, dovrebbe rassicurare il pubblico, mentre la sua forza è mettere in dubbio tutto.
Che rapporto ha Greggio con i giovani come Sinner e Leclerc?
Li vede a Montecarlo e ne sottolinea la semplicità. Riconosce in loro una professionalità precoce, diversa dalla goliardia con cui è cresciuta la sua generazione televisiva.
Qual è la fonte principale di questi aneddoti su Ezio Greggio?
Gli episodi citati derivano da una lunga intervista-confessione rilasciata da Ezio Greggio al Corriere della Sera, arricchita qui da contestualizzazione critica e analisi giornalistica.




