Europa spazio, l’avvertimento di Aschbacher sull’autonomia che non può aspettare

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Spazio, Aschbacher (Esa): “Raggiungimento autonomia è urgenza per l’Europa”
Autonomia strategica e nuova postura europea
Per il direttore generale dell’ESA Josef Aschbacher, l’autonomia spaziale non è più un obiettivo opzionale ma un’urgenza per l’Europa, alla luce di uno scenario geopolitico segnato da conflitti ibridi e minacce alle infrastrutture critiche. Il messaggio, lanciato alla European Space Conference di Bruxelles, ridefinisce lo spazio come asse portante di sicurezza, difesa e resilienza, oltre che di sviluppo industriale e scientifico.
Nel nuovo paradigma europeo, i sistemi in orbita diventano parte integrante della sovranità tecnologica: posizionamento, comunicazioni sicure e osservazione della Terra sono considerati elementi strutturali di deterrenza. L’autonomia di accesso, gestione dei dati e controllo delle infrastrutture diventa quindi condizione necessaria per ridurre dipendenze extraeuropee e garantire continuità di servizi essenziali.
Questa impostazione si riflette nelle scelte politiche e di bilancio degli Stati membri, che chiedono all’agenzia spaziale continentale di agire come piattaforma tecnica e regolatoria a supporto delle nuove esigenze strategiche. Lo spazio è ormai trattato alla stregua di energia, reti digitali e difesa comune, con una crescente convergenza tra politiche industriali, sicurezza nazionale e iniziative dell’Unione europea.
Sicurezza orbitale, resilienza e programmi chiave
Le infrastrutture spaziali sono considerate da Aschbacher il primo bersaglio potenziale in caso di crisi, come dimostrato dall’attacco al network di Viasat all’inizio della guerra in Ucraina. La conseguenza è un cambio di mentalità: nessun sistema in orbita, che sia istituzionale, militare, civile o commerciale, può più essere ritenuto neutrale o al sicuro.
In questa logica, la resilienza dei sistemi spaziali equivale a deterrenza: architetture ridondanti, capacità di risposta rapida, protezione cibernetica e continuità del servizio diventano parametri centrali nella progettazione. Da qui nasce il programma European Resilience from Space (ERS), finanziato con circa 1,3 miliardi di euro alla Ministeriale ESA di Brema (CM25), pensato come “sistema di sistemi” che integra connettività sicura, servizi LEO-PNT e osservazione della Terra.
In parallelo, la Commissione europea spinge sull’infrastruttura di comunicazioni sovrane Govsatcom e sull’implementazione di IRIS², con l’obiettivo di garantire servizi satellitari criptati, controllati e certificati in Europa. Il Commissario per Difesa e Spazio Andrius Kubilius ha indicato un ulteriore ampliamento della connettività globale entro il 2027, tramite capacità aggiuntive acquistate da partner commerciali ma su standard di sicurezza elevati.
Ruolo dell’ESA, leadership italiana e nuove alleanze
Per la prima volta il mandato dell’ESA include esplicitamente sicurezza e difesa, con un quadro regolatorio che consente di rispondere alle esigenze militari degli Stati membri, pur mantenendo la natura civile dell’agenzia. Una quota crescente dei contributi nazionali arriva dai ministeri della Difesa, a conferma del ruolo dello spazio come infrastruttura critica condivisa. L’agenzia sta adeguando processi interni, governance e interfacce con le comunità militari per diventare interlocutore di riferimento anche nella prospettiva dello European Space Shield annunciato da Bruxelles.
In questo ecosistema, l’Italia si presenta come attore di punta. Il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Teodoro Valente ha richiamato alla European Space Conference una strategia pienamente allineata con ESA, Unione europea e accordi bilaterali, guidata dagli indirizzi di Governo e dalle valutazioni del COMINT. Tra i programmi di punta figura IRIDE, costellazione modulare di osservazione della Terra destinata a superare i 60 satelliti, capace di interoperare con altri sistemi e offrire dati ad alto valore aggiunto ai partner internazionali.
Completano il quadro italiano la Demo Mission sui servizi in orbita (In-orbit Services), le iniziative sulle comunicazioni satellitari sicure e la seconda generazione della costellazione radar COSMO-SkyMed, con il satellite FM3 lanciato nel 2026, segnale di continuità industriale e tecnologica del sistema spaziale made in Italy.
FAQ
D: Perché l’autonomia spaziale è considerata urgente per l’Europa?
R: Perché le infrastrutture in orbita sono diventate critiche per sicurezza, difesa, economia e gestione delle crisi, e dipendere da attori extraeuropei espone a vulnerabilità strategiche.
D: Che cosa si intende per resilienza nello spazio?
R: La capacità dei sistemi spaziali di resistere, adattarsi e continuare a operare anche in caso di attacchi cibernetici, interferenze, guasti o azioni ostili contro satelliti e reti.
D: Qual è l’obiettivo del programma European Resilience from Space (ERS)?
R: Creare un “sistema di sistemi” che combini connettività sicura, servizi di posizionamento e navigazione in orbita bassa e osservazione della Terra, a supporto della sicurezza europea.
D: In che modo l’ESA contribuisce alla difesa degli Stati membri?
R: Fornendo competenze ingegneristiche, standard tecnici e programmi condivisi che possono essere utilizzati per esigenze di difesa, pur restando un’agenzia a vocazione civile.
D: Che ruolo ha l’Italia nelle politiche spaziali europee?
R: L’Italia è tra i principali contributori dell’ESA e guida programmi strategici nazionali e europei, come IRIDE, COSMO-SkyMed di seconda generazione e iniziative sui servizi in orbita.
D: Che cosa offre il programma Govsatcom della Commissione europea?
R: Accesso a comunicazioni satellitari sovrane, sicure e criptate per usi militari e governativi, costruite e controllate in Europa.
D: Perché IRIDE è considerato un progetto strategico?
R: Perché è una costellazione flessibile, con molteplici sensori e alto tempo di rivista, in grado di integrare dati con altri sistemi e supportare il monitoraggio del pianeta per Italia e partner.
D: Qual è la fonte giornalistica originale su cui si basa questa analisi?
R: Le informazioni derivano da un articolo di approfondimento pubblicato su Key4biz, dedicato agli interventi di Josef Aschbacher e Teodoro Valente alla European Space Conference di Bruxelles.




