Escort in regola col fisco italiano, lo Stato rinuncia a milioni

Sex worker e fisco in Italia: cosa cambia davvero con il nuovo codice
Chi sono le protagoniste? Principalmente sex worker come Luana Absoluta, residente a Brescia da 18 anni, madre di tre figli e musicista. Cosa sta accadendo? L’emersione fiscale del lavoro sessuale tramite partita Iva e codice Ateco 96.99.92. Dove? In tutta Italia, dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate fino alle aule dei tribunali. Quando? A un anno dall’introduzione del codice, con casi e criticità sempre più visibili. Perché conta? Perché lo Stato chiede tasse alle escort senza garantire diritti sociali, tutele e sicurezza, generando un paradosso giuridico e sociale.
In sintesi:
- Il codice Ateco 96.99.92 ha reso fiscalmente visibile il lavoro sessuale autonomo.
- Sex worker denunciano squilibrio tra obblighi verso il fisco e assenza di diritti sociali.
- Lo sportello di Escort Advisor ha gestito circa 250 consulenze in 16 mesi.
- Il settore potrebbe generare fino a 800 milioni di euro l’anno di gettito.
Quando Luana Absoluta si è presentata allo sportello dell’Agenzia delle Entrate per aprire partita Iva come escort, ha trovato funzionari impreparati, “imbarazzo generale” e incertezza sulle procedure. Il suo caso mostra un nodo strutturale: lo Stato incassa, ma non definisce uno status giuridico chiaro.
La tassazione del lavoro sessuale autonomo è già realtà, ma manca una cornice normativa che disciplini tutele minime, accesso ai servizi e protezione legale. Il risultato è un limbo in cui le sex worker sono pienamente visibili al fisco ma marginali per il welfare, esposte a stigma, violenze e contenziosi con l’amministrazione.
Codice Ateco, consulenze e gettito: un sistema a metà
Il codice Ateco 96.99.92, operativo da un anno, ha formalizzato nel sistema statistico ed economico le attività di escort e accompagnamento. Ma l’emersione resta parziale.
Secondo i dati diffusi da Escort Advisor, che nell’ottobre 2024 ha attivato lo sportello gratuito “L’esperto risponde”, in 16 mesi sono state fornite circa 250 consulenze con il supporto di avvocati, commercialisti, esperti di immigrazione e psicologi. Il 60% delle richieste riguarda il fisco: apertura partita Iva, scelta del regime, gestione delle fatture, timori di accertamenti.
Molte sex worker, come sottolinea l’osservatorio Ea Insights, intendono regolarizzarsi in modo consapevole, a fronte però di tutele pressoché nulle. Le stime dell’osservatorio indicano che un’emersione completa del settore potrebbe garantire tra 200 e 800 milioni di euro l’anno di entrate per le casse pubbliche, a seconda del tasso di regolarizzazione. Un potenziale fiscale enorme, oggi non accompagnato da una strategia di protezione sociale coerente.
Diritti, sicurezza e futuro legale del lavoro sessuale
L’avvocata penalista Ilia Comi, che coordina lo sportello di Escort Advisor, parla apertamente di squilibrio: *“Si pretende l’adempimento fiscale senza offrire un quadro di diritti”*. Il 20% delle consulenze è di natura penale: violenze, stalking, minacce.
Il pregiudizio sociale, osserva Comi, genera un effetto diretto sulla sicurezza: *“È come se fare la sex worker ti obbligasse ad aspettarti una certa quantità di violenza. È gravissimo”*. Molte lavoratrici evitano la denuncia, convinte di non essere credute dalle forze dell’ordine.
Per le straniere, che rappresentano circa il 10% delle richieste allo sportello, si aggiunge il timore di un “cortocircuito normativo”: la dichiarazione ufficiale dell’attività potrebbe pesare sul rinnovo del permesso di soggiorno o sulla posizione familiare e genitoriale.
Il recente caso di Massa Carrara, con una multa di 200mila euro inflitta dalla Guardia di Finanza a una escort per mancata dichiarazione dei redditi, rende tangibile il paradosso: il lavoro sessuale è pienamente tracciato dal fisco, ma quasi assente dal perimetro delle tutele.
*“Paghiamo le tasse, ma non abbiamo tutele”*, sintetizza Diana Rizzo, escort, madre di tre figli e iscritta regolarmente alla gestione Inps. Senza un intervento legislativo che superi il solo codice Ateco, resteranno scoperte malattia, maternità, previdenza e sicurezza personale, con ricadute non solo sulle lavoratrici ma anche sui loro figli e sull’intero sistema di welfare.
FAQ
Cosa prevede il codice Ateco 96.99.92 per le escort in Italia?
Il codice 96.99.92 consente di inquadrare fiscalmente attività di escort e accompagnamento, permettendo apertura di partita Iva e regolarizzazione ai fini tributari.
Quali diritti sociali hanno oggi le sex worker con partita Iva?
Attualmente le sex worker con partita Iva hanno obblighi fiscali e contributivi, ma non dispongono di tutele specifiche su maternità, sicurezza, welfare e riconoscimento professionale.
Quanto potrebbe valere fiscalmente l’emersione del lavoro sessuale?
Secondo le stime di Ea Insights, un’emersione ampia del settore potrebbe generare tra 200 e 800 milioni di euro annui di gettito.
Le sex worker straniere rischiano il permesso di soggiorno dichiarando l’attività?
Il rischio è concretamente percepito: manca una disciplina chiara e molte temono effetti negativi su permesso, ricongiungimenti e posizione familiare.
Quali sono le fonti utilizzate per questo approfondimento giornalistico?
Le informazioni derivano da una elaborazione congiunta di dati e notizie di Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, rielaborate dalla nostra Redazione.
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Michele Ficara Manganelli ✿
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