Eroina dilaga a Milano, allarme senza precedenti sulle nuove piazze di spaccio

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Milano, il nuovo volto del mercato della droga
Nel cuore della città metropolitana di Milano il mercato degli stupefacenti sta cambiando pelle, passando dai grandi carichi al micro-spaccio diffuso nei quartieri e nelle aree di margine urbana. Le operazioni antidroga sono cresciute dell’8,55%, toccando quota 2.475 interventi, mentre i sequestri complessivi sono crollati del 60,79%, fermandosi a 2.124 chilogrammi. Questo divario numerico indica un sistema più frammentato, fatto di piccole partite, molte più dosi in circolazione e una maggiore dispersione sul territorio.
Il caso di Rogoredo, con il colpo di pistola che ha ucciso uno spacciatore armato durante un controllo, fotografa una tensione strutturale più che episodica. Il cosiddetto “bosco della droga” continua a rappresentare il simbolo di un’economia illecita che si rigenera nonostante i blitz e le bonifiche, adattandosi con rapidità alle pressioni investigative. Meno grandi boss, più reti fluide, spesso informali, che miscelano piccoli pusher, intermediari occasionali e canali di approvvigionamento variabili.
Nel 2024 Milano ha registrato 76,26 operazioni antidroga ogni 100.000 abitanti, uno dei valori più alti in Italia. La città funziona al tempo stesso da luogo di consumo, da hub logistico e da terminale di rotte internazionali che attraversano il Nord Italia. I numeri della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga descrivono così un laboratorio urbano dove la repressione non basta più: a fare la differenza sono ormai la granularità delle indagini e la capacità di leggere gli spostamenti rapidi della domanda.
Eroina, cocaina e il rischio oppioidi sintetici
Dentro questo mercato sempre più frazionato spicca il ritorno dell’eroina. Nella città metropolitana di Milano sono stati sequestrati 45,59 chilogrammi, con un balzo del 222,31% in un solo anno. Su scala regionale, la Lombardia è passata da 33,59 a 93,47 chilogrammi (+178,24%), con il capoluogo che da solo concentra circa il 13% del totale nazionale. Significa che le piazze milanesi sono tornate ad essere uno dei nodi centrali per lo smercio di oppiacei a basso costo, spesso destinati a consumatori vulnerabili, fragili economicamente e socialmente.
In parallelo, la cocaina consolida il proprio ruolo di colonna portante del business. Nel 2024 in area metropolitana sono stati sequestrati 342,77 chilogrammi, in crescita del 162,14%. Una progressione che intercetta sia i consumi dei quartieri benestanti, sia quelli dei lavoratori precari, con una disponibilità di prodotto elevata e prezzi relativamente stabili. Il margine di profitto per le organizzazioni criminali resta tra i più alti, favorendo un’offerta aggressiva e un ricambio continuo di canali e intermediari.
Nell’ombra si affaccia poi il capitolo oppioidi sintetici. A Rogoredo e in altre aree critiche le forze dell’ordine hanno segnalato la presenza di derivati del fentanyl. Per ora il fenomeno è numericamente limitato, ma l’esperienza degli Stati Uniti mostra quanto la diffusione di queste sostanze possa trasformarsi, in pochi anni, in una crisi sanitaria devastante. Il rischio, per Milano, è diventare anticipatore di una nuova fase del mercato, in cui le overdose da miscele sconosciute superano la capacità di risposta dei servizi sanitari e sociali.
Cannabis in ritirata, quadrilatero lombardo e profili dello spaccio
Se eroina e cocaina avanzano, la cannabis arretra. Nel 2024 i sequestri di hashish nell’area di Milano sono scesi a 1.329,41 chilogrammi (–65,99%), mentre la marijuana si è fermata a 387,51 chilogrammi (–71,23%). Anche le piante sequestrate sono diminuite a 619 unità (–44,83%). Il calo è legato all’aumento dei costi di produzione e di trasporto, al maggior controllo sulle rotte dal Nord Africa e alla minore redditività rispetto alle polveri. Per i gruppi criminali diventa più vantaggioso spingere su cocaina ed eroina, dove il rapporto rischio/profitto rimane favorevole.
I dati sulle persone segnalate completano il quadro. Nel 2024 nell’area metropolitana le segnalazioni totali per reati di droga sono state 2.818 (+0,43%). I procedimenti per l’articolo 73 (produzione, traffico, detenzione) sono saliti a 2.787 (+3,45%), mentre quelli per l’articolo 74 (associazione) sono crollati a 31 (–72,32%). Meno maxi-organizzazioni strutturate, più reti minute e intercambiabili. I maggiorenni restano nettamente prevalenti (2.727 casi), i minorenni scendono a 91 (–7,14%), con un profilo marcatamente maschile: 2.724 uomini contro 94 donne.
Determinante il ruolo degli stranieri: 1.869 segnalazioni (+6,44%) contro 949 italiani (–9,62%). A Milano si concentra il 17,4% di tutte le segnalazioni a carico di stranieri registrate in Italia. In testa i cittadini marocchini (543), seguiti da egiziani (526), tunisini in forte crescita (130, +58,54%), gambiani (116) e albanesi in calo (114). Il capoluogo guida un quadrilatero lombardo che include Varese, Bergamo e Brescia, responsabili di oltre due terzi dei sequestri regionali, con Varese chiave verso la Svizzera e Brescia polo delle coltivazioni di cannabis (2.237 piante sequestrate). Nel 2024 i decessi per droga a Milano sono stati 4, in diminuzione rispetto ai 9 dell’anno precedente (–55,56%), pari a 0,12 morti ogni 100.000 abitanti.
FAQ
D: Perché a Milano diminuiscono i sequestri ma aumentano le operazioni antidroga?
R: Perché il mercato è passato dai grandi carichi al micro-spaccio diffuso, con più interventi su quantità minori.
D: Quali droghe risultano in crescita nell’area milanese?
R: In particolare eroina e cocaina, entrambe con aumenti superiori al 150% nei quantitativi sequestrati.
D: Che ruolo ha Rogoredo nel mercato della droga milanese?
R: È uno dei principali hub di spaccio, simbolo di un mercato che si rigenera nonostante i continui interventi delle forze dell’ordine.
D: La cannabis è ancora la sostanza dominante a Milano?
R: No, i sequestri di hashish e marijuana sono crollati, segnalando una perdita di centralità rispetto alle droghe pesanti.
D: Chi sono i principali soggetti segnalati per reati di droga?
R: Prevalgono nettamente i maggiorenni, uomini, con una forte componente di cittadini stranieri coinvolti nel micro-spaccio.
D: Qual è il peso di Milano rispetto alle segnalazioni di stranieri per droga in Italia?
R: Il capoluogo concentra il 17,4% di tutte le segnalazioni a carico di stranieri registrate a livello nazionale.
D: Esiste il rischio di una crisi da fentanyl come negli Stati Uniti?
R: Il rischio esiste, perché i primi derivati sintetici sono già stati intercettati, ma al momento i numeri restano contenuti.
D: Da dove provengono i dati citati sull’andamento del mercato della droga?
R: Le cifre derivano dal report 2025 della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, con dati aggiornati al 2024.




