Enrica Bonaccorti ultime volontà e dettagli organizzativi del funerale

Funerale di Enrica Bonaccorti, le disposizioni della conduttrice
Oggi, 14 marzo alle 15, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, la “Chiesa degli artisti” in Piazza del Popolo a Roma, si celebra il funerale di Enrica Bonaccorti, storica conduttrice e autrice televisiva. Il rito arriva dopo la camera ardente allestita alla clinica privata Ars Biomedica di Roma Nord, dove amici, colleghi e pubblico le hanno reso omaggio. La cerimonia seguirà le volontà che la stessa Bonaccorti aveva raccontato in tv, dalle musiche alla gestione degli interventi fino al rifiuto dei fiori recisi. Scelte lucide, anticipate mesi fa durante la malattia, che offrono uno sguardo inedito sul suo rapporto con la morte, sulla sua laicità e sulla cura con cui ha voluto tutelare affetti, memoria e patrimonio.
In sintesi:
- Funerale oggi alla Basilica Santa Maria in Montesanto, storica “Chiesa degli artisti” di Roma.
- Enrica Bonaccorti aveva pianificato musica, interventi e dettagli pratici del rito funebre.
- La conduttrice ha confermato di aver redatto il testamento, tutelando la figlia e i suoi lasciti.
- Atea e lucida, ha chiesto espressamente: nessun fiore reciso attorno alla bara.
La scelta della Chiesa degli artisti colloca l’addio a Enrica Bonaccorti nel solco dei grandi saluti pubblici del mondo dello spettacolo italiano.
Nei giorni precedenti, la camera ardente all’Ars Biomedica ha consentito a colleghi, amici storici e fan di un’intera generazione televisiva di unire cordoglio privato e riconoscimento pubblico.
Già a novembre, ospite di Silvia Toffanin a Verissimo, Bonaccorti aveva spiegato di aver predisposto ogni dettaglio: dall’apertura con la Rapsodia in blu di George Gershwin alla canzone Why di Annie Lennox. Aveva inoltre chiarito di aver indicato chi potesse parlare durante la cerimonia e come conservare casa, ricordi, poesie e racconti, per evitare che il suo patrimonio affettivo e creativo andasse disperso.
In quello stesso contesto aveva rivelato di aver già fatto testamento, sottolineando il ruolo centrale della figlia e la volontà di non lasciare questioni sospese alla famiglia nel momento più delicato.
Le scelte laiche di Bonaccorti tra musica, testamento e niente fiori recisi
Nelle sue ultime interviste televisive, Enrica Bonaccorti ha offerto uno sguardo raro, diretto e non consolatorio sulla morte. A Verissimo si era definita atea, pur dichiarando una certa “invidia” per chi crede e trova nella fede un sostegno.
“Io non credo, sono atea, ma sono un’atea un po’ invidiosa, perché dico ‘beati loro che hanno questa fede che li supporta in tutto’… Però non ho paura della morte. Mi fa solo rabbia non vedere il mondo fra cent’anni”, aveva raccontato, legando il distacco dalla vita più alla curiosità intellettuale che al timore dell’ignoto.
Nel salotto di Silvia Toffanin aveva poi ribadito il rapporto speciale con la figlia: “Mia figlia è meravigliosa e io sono stata molto fortunata… Sì, ho fatto già testamento, mi sembrava giusto”. Una decisione che rientra in una gestione estremamente razionale della malattia e del dopo, in linea con la sua figura pubblica di donna autonoma e consapevole.
Ancora più simbolica la richiesta sul tema dei fiori: “Al mio funerale non voglio altri morti, i fiori lasciateli al vento. I fiori tagliati mi danno una sensazione di morte, non sono vivi. Al mio addio non voglio fiori”. Una posizione coerente con la sua sensibilità e con la volontà di sottrarre il rito a ogni retorica estetica del lutto, privilegiando sostanza, parole e memoria.
L’eredità pubblica di Enrica Bonaccorti oltre il rito funebre
Le disposizioni sul funerale raccontano un tratto decisivo di Enrica Bonaccorti: la capacità di tenere insieme fragilità, ironia e lucidità estrema anche davanti alla malattia e alla prospettiva della fine.
Dopo una prima fase di chiusura, seguita alla diagnosi di tumore al pancreas, la conduttrice era tornata in tv, come a La Volta Buona, rivendicando la scelta di esporsi pubblicamente e di continuare a scrivere. Il video in cui Pino Insegno legge la sua poesia sulla morte, condiviso dal programma, sintetizza questa postura: un confronto diretto con il tema, senza compiacimenti ma senza tabù.
Il suo esempio si inserisce nel più ampio dibattito sulla pianificazione del fine vita – dal testamento alle volontà funerarie – che in Italia resta ancora spesso rimandata o taciuta. L’ordine con cui ha organizzato eredità, ricordi e rito offre un modello laico di responsabilità verso i propri cari e il proprio pubblico, destinato a restare al centro della riflessione anche dopo l’ultima cerimonia di oggi.
FAQ
Dove si tiene il funerale di Enrica Bonaccorti?
Il funerale si tiene oggi, 14 marzo, alle 15, nella Basilica di Santa Maria in Montesanto, la “Chiesa degli artisti” in Piazza del Popolo a Roma.
Enrica Bonaccorti aveva pianificato in anticipo il suo funerale?
Sì, Enrica Bonaccorti aveva deciso in anticipo musica, interventi, gestione dei ricordi e indicazioni pratiche, raccontandole pubblicamente durante un’intervista a Verissimo con Silvia Toffanin.
Che musica ha chiesto Enrica Bonaccorti per la cerimonia funebre?
Ha indicato come brani desiderati la Rapsodia in blu di George Gershwin e Why di Annie Lennox, lasciando comunque margine ad altri pezzi.
Perché Enrica Bonaccorti non voleva fiori recisi al funerale?
Perché considerava i fiori tagliati “altri morti”: desiderava un addio senza fiori recisi, giudicati non vivi e simbolicamente incoerenti con il suo sentire.
Quali sono le fonti utilizzate per questo articolo su Enrica Bonaccorti?
L’articolo deriva da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente rielaborate dalla nostra Redazione.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
PUBBLICITA’ – COMUNICATI STAMPA – PROVE PRODOTTI
Per acquistare pubblicità CLICCA QUI
Per inviarci comunicati stampa e per proporci prodotti da testare prodotti CLICCA QUI



