Evitiamo lo spreco di energia

Evitiamo lo spreco di energia: scopri perché tenere sotto controllo tutti i dispositivi di casa

17 Novembre 2016

Molto spesso si parla di evitare lo spreco di energia e di risparmiare bolletta sulla attraverso comportamenti intelligenti, tra i quali tenere sotto controllo tutti i dispositivi presenti in casa… ma si tratta davvero di cambiamenti delle proprie abitudini che vale la pena mettere in atto?

Innanzitutto, la prima considerazione da fare riguarda la tipologia di elettrodomestici: com’è noto, a prescindere dall’uso che se ne fa, un elettrodomestico di una classe energetica bassa consumerà sempre di più di uno in una classe più elevata, in ogni caso, le classi energetiche presenti anni fa non sono le medesime di adesso, quindi a parità di livello gli elettrodomestici vecchi consumano di più.

Questo a maggior ragione vuol dire che un elettrodomestico vecchio con una classe energetica bassa è molto energivoro e di conseguenza i vari comportamenti “risparmiosi” non possono compensare le sue carenze strutturali; per cui la minor spesa per l’acquisto si traduce sempre in un maggior consumo e quindi spese di mantenimento più elevate che vanno a sovrastare, e non di poco nel lungo periodo, il risparmio iniziale.

Non va inoltre tralasciato che la classe energetica indicata sull’elettrodomestico è legata a specifici programmi di utilizzo e non a tutti programmi disponibili su un determinato parecchio, di conseguenza anche in presenza di una classe A+++ è opportuno scegliere il programma di utilizzo che consente di sfruttare al meglio le caratteristiche economiche dell’elettrodomestico e procedere sempre e comunque ad un costante monitoraggio dei consumi per poter avere sotto controllo la spesa mensile, onde evitare sgradite sorprese a posteriori.

Elettrodomestici in stand-by: uno spreco di energia

Chiarito che i comportamenti intelligenti non possono sopperire ad altre inefficienze, affrontiamo ora la questione degli elettrodomestici in stand-by: consumano davvero così tanto? I pareri in merito sono decisamente discordanti (e talvolta non a caso, a seconda dei fini di chi li esprime) e questo alimenta la confusione generale sul tema.

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Stand-by e il termine che si utilizza per riferirsi ad un apparecchio che non è stato spento ma che è semplicemente in modalità di attesa, grazie alla quale gli sarà possibile attivarsi più rapidamente che non se dovesse avviare dall’inizio la procedura di accensione.

È possibile verificare se un apparecchio è in stand-by oppure è stato spento grazie alla presenza, molto spesso, di una luce rossa che viene generata dal dispositivo LED integrato e indica che tale apparecchio è pronto all’uso e che sta consumando una quantità minima (rispetto al suo utilizzo a regime) di energia.

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Gli apparecchi che più comunemente vengono messi in modalità stand-by e mostrano la lucina rossa sono televisori, decoder, sistemi hi-fi e computer ed altre apparecchiature tecnologiche; il loro consumo implica approssimativamente una spesa annuale di € 50, data dal fatto che la corrente passa comunque all’interno del dispositivo per alimentarne i circuiti interni.

Tuttavia vi sono anche diversi tipi di elettrodomestici molto più semplici che non dispongono del LED che trasmette la famosa lucina rossa, come ad esempio i vari alimentatori e caricabatterie che però consumano un quantitativo di energia veramente basso che indicativamente si aggira sui € 2 annui.

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Coloro che sostengono l’utilità di spegnere realmente gli apparecchi sottolineano come all’interno di un’abitazione i dispositivi collegati alla presa della corrente e quindi molto spesso in modalità stand-by sono parecchi e pertanto la somma totale del risparmio che si potrebbe ottenere spegnendo i diversi apparecchi invece di metterli in modalità stand-by incide in modo più corposo sulle bollette, senza apportare di fatto un beneficio ai proprietari questi dispositivi, senza contare che anche dal punto di vista ambientale il consumo inutile di energia elettrica comporta delle ricadute negative.

Lo spreco di energia riguarda anche altri fattori

Oltre a considerare lo spegnimento degli apparecchi come modalità di risparmio energetico è bene mettere in atto anche altri comportamenti che sommati possono dare luogo al risparmio più consistente.

In primo luogo, è opportuno fare le dovute valutazioni sulle tariffe energetiche e scegliere quella che meglio si adatta alle proprie abitudini oppurem se fosse possibile, sarebbe addirittura meglio modificare le abitudini di consumo in funzione delle fasce di prezzo messe a disposizione dai fornitori di energia elettrica.

Il prezzo dell’energia elettrica infatti è più elevato durante le ore del giorno piuttosto che nella fascia serale o nei weekend, ed ancora più conveniente nelle ore notturne. Utilizzare quindi i vari elettrodomestici durante le ore in cui il prezzo è più basso riduce la spesa, tuttavia per coloro che non hanno la possibilità di modificare in tal senso l’utilizzo dei loro apparecchi, sarebbe opportuno optare per una tariffa monoraria, che mantiene quindi costante il prezzo dell’energia elettrica a tutte le ore del giorno e della notte.

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Vi sono numerosi altri comportamenti di piccola entità che possono contribuire al risparmio energetico a partire dallo spegnimento della luce quando si esce da una stanza, anche se sembra banale; infatti il 50% delle persone dimentica di farlo e lascia la luce accesa in stanze che non vengono momentaneamente utilizzate.

La luce prodotta dalle lampadine, inoltre, non consuma sempre lo stesso quantitativo di energia: le vecchie lampadine ad incandescenza consumano in realtà molto di più di quelle nate successivamente. Facendo una breve panoramica su un gradino superiore si trovano quelle alogene, che però non offrono risparmi consistenti, migliorano invece le prestazioni con le lampadine a risparmio energetico (chiamate fluorescenti), mentre in cima alla scala dell’efficienza troviamo quelle a LED  che offrono numerosi vantaggi non disperdendo l’energia consumata nella produzione di calore e dando anche una mano all’ambiente attraverso la riduzione dell’anidride carbonica prodotta.

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Va anche notato che queste lampadine hanno una durata praticamente infinita che si aggira intorno ai 20 anni e che quindi il loro costo iniziale viene ampiamente ammortizzato, soprattutto perché la loro durata non è minimamente influenzata dal numero di accensioni.

L’unico neo di questo utilizzo consiste nel fatto che non sono ottimali per tutti gli usi: vanno benissimo quando è utile produrre un fascio di luce ben direzionato, come ad esempio su una scrivania o per leggere, ma se si tratta di illuminare un ambiente più grande è necessario avere più faretti, che quindi consumano di più rispetto ad una sola lampadina.

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