Emanuele Galeppini mistero senza respiro: perché la morte per asfissia a Crans-Montana resta senza luogo

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Cause della morte e risultati dell’autopsia
La perizia medico-legale ha chiarito un primo punto fermo sulla morte di Emanuele Galeppini, il sedicenne golfista genovese deceduto nella notte di Capodanno a Crans-Montana. Il decesso è stato attribuito ad asfissia da inalazione di fumi tossici sviluppati durante l’incendio che ha distrutto il bar Le Constellation, escludendo le ipotesi iniziali di morte per schiacciamento o per ustioni.
L’autopsia, eseguita a Roma tra il 19 e il 20 gennaio dai medici legali Sabina Strano Rossi, Fabio Di Giorgio e Antonio Oliva, nominati dalla Procura, non ha riscontrato bruciature sul corpo del ragazzo, ma soltanto alcune escoriazioni superficiali compatibili con i momenti concitati del rogo. A partecipare agli accertamenti è stata anche la consulente di parte della famiglia, la dottoressa Francesca Fossati, che segue le operazioni per conto dei genitori.
Restano in corso analisi di laboratorio per identificare in modo preciso le sostanze inalate da Galeppini e dagli altri ragazzi rimasti coinvolti nell’incendio che ha provocato quaranta vittime. I periti si sono dati un termine di sessanta giorni per chiudere l’intero esame autoptico e produrre una relazione completa, considerata decisiva per incrociare i dati medico-legali con le risultanze delle indagini tecniche sull’origine e la dinamica del rogo.
Il nodo irrisolto del luogo del decesso
Se sulle cause della morte di Emanuele Galeppini il quadro medico-legale appare definito, resta totalmente aperta la questione del luogo esatto in cui il sedicenne abbia perso la vita. Gli investigatori non hanno ancora chiarito se il ragazzo si trovasse all’interno del bar Le Constellation oppure già all’esterno del locale nei minuti in cui l’incendio a Crans-Montana è divampato in modo incontrollabile.
Questo punto è considerato centrale anche dalla famiglia, che insiste nel chiedere una ricostruzione dettagliata degli ultimi spostamenti di Galeppini. L’avvocato Alessandro Vaccaro, legale dei genitori, ha sottolineato come la vera questione aperta sia proprio capire dove il giovane abbia inalato i fumi letali, elemento ritenuto decisivo per valutare eventuali responsabilità nella gestione dell’emergenza e delle vie di fuga del locale.
A pesare, inoltre, è la gestione delle comunicazioni dopo la tragedia. I genitori hanno riferito di non essere stati avvisati immediatamente del decesso e di aver vissuto per due giorni nella speranza che Emanuele fosse tra i feriti, mentre le autorità svizzere procedevano a un test del DNA per l’identificazione. Il fatto che il ragazzo avesse ancora con sé documenti e cellulare integra il quadro di incertezza, alimentando gli interrogativi su dove sia stato ritrovato il corpo e in quali condizioni operative si siano mossi i soccorsi.
Indagini tra Italia e Svizzera e richieste della famiglia
Sul fronte giudiziario, la morte di Emanuele Galeppini è al centro di un doppio binario investigativo tra Italia e Svizzera. A Roma la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, lesioni gravi e incendio colposo, estendendo l’attenzione anche al contesto organizzativo e alle condizioni di sicurezza del bar Le Constellation.
Parallelamente, in Svizzera i magistrati stanno ricostruendo nel dettaglio la dinamica del rogo di Crans-Montana, con l’ausilio di una simulazione virtuale dell’incendio nel seminterrato del locale. Gli esperti dell’Istituto Forense di Zurigo e del Swiss Safety Center sono stati incaricati di valutare infiammabilità dei materiali, efficienza delle uscite di sicurezza, capienza effettiva e presenza di sistemi antincendio, per capire come il fuoco si sia propagato in pochi istanti.
La famiglia Galeppini, tramite il legale Alessandro Vaccaro, ha annunciato l’intenzione di chiedere un ampliamento delle contestazioni, mirando non solo ai coniugi Moretti, già sotto inchiesta, ma anche al Comune di Crans-Montana. La richiesta è che venga valutata l’ipotesi di dolo eventuale, alla luce delle condizioni del locale e delle autorizzazioni rilasciate. In parallelo proseguono gli accertamenti sulle morti degli altri giovani italiani, tra cui Chiara Costanzo e Achille Barosi, con autopsie fissate a Milano per verificare eventuali profili comuni nelle cause di decesso.
FAQ
D: Di cosa è morto Emanuele Galeppini?
R: Secondo gli esiti autoptici, Emanuele Galeppini è morto per asfissia da inalazione di fumi tossici sprigionati dall’incendio del bar Le Constellation a Crans-Montana.
D: Sono state riscontrate ustioni sul corpo di Emanuele?
R: No, i medici legali non hanno rilevato ustioni, ma solo escoriazioni superficiali compatibili con la fuga o i momenti concitati del rogo.
D: Perché è ancora incerto il luogo esatto del decesso?
R: Le indagini non hanno ancora chiarito se Galeppini sia deceduto all’interno del locale o all’esterno, circostanza rilevante per la ricostruzione delle vie di fuga e della gestione dei soccorsi.
D: Quali ipotesi di reato sta valutando la Procura di Roma?
R: La Procura di Roma procede per omicidio colposo, lesioni gravi e incendio colposo, con un fascicolo che riguarda sia la gestione del bar sia il contesto organizzativo complessivo.
D: Che cosa chiede la famiglia Galeppini alla magistratura?
R: La famiglia, assistita dall’avvocato Alessandro Vaccaro, punta a un’estensione delle contestazioni, includendo anche il Comune di Crans-Montana e sollecitando la valutazione del dolo eventuale.
D: Che tipo di accertamenti stanno svolgendo le autorità svizzere?
R: I pm svizzeri hanno disposto una simulazione virtuale dell’incendio, con analisi su materiali, pannelli acustici, uscite di sicurezza, capienza del seminterrato e sistemi antincendio, affidandosi all’Istituto Forense di Zurigo e al Swiss Safety Center.
D: Qual è la principale fonte giornalistica citata sul caso?
R: Le informazioni qui riportate derivano dalla ricostruzione giornalistica dedicata al rogo di Crans-Montana e al caso di Emanuele Galeppini, come emerso dagli approfondimenti della stampa italiana e svizzera, tra cui il lavoro di testate che hanno seguito passo per passo gli atti delle procure e le dichiarazioni dei legali.




