Email truffaldine in aumento, cresce l’allerta spam per gli utenti

Spam e-mail, AI e QR Code: cosa sta davvero accadendo
Quasi una e-mail su due che riceviamo oggi è spam: secondo Kaspersky, il 45% di tutto il traffico mondiale di posta elettronica è indesiderato. Solo nell’ultimo anno questi messaggi hanno trasportato oltre 144 milioni di allegati dannosi, il 15% in più rispetto al 2024, con un impatto particolarmente forte nelle regioni Asia-Pacifico ed Europa.
Le campagne malevole colpiscono soprattutto tra giugno, luglio e novembre e usano sempre più spesso AI generativa e QR Code per aggirare filtri e distrazione degli utenti.
Lo scenario conferma un cambio di paradigma: la sicurezza e-mail non è più solo un tema tecnico, ma un equilibrio tra tecnologia, formazione e consapevolezza individuale.
In sintesi:
- Il 45% del traffico globale e-mail è spam, spesso veicolo di allegati dannosi.
- Nel 2025 oltre 144 milioni di allegati malevoli, +15% rispetto al 2024.
- AI generativa e QR Code rendono phishing e truffe più credibili e mirate.
- Asia-Pacifico ed Europa tra le aree più colpite, con picchi stagionali ricorrenti.
AI generativa e QR Code cambiano il volto dello spam
Secondo l’ultimo rapporto di Kaspersky, lo spam non è più solo volume ma precisione: i criminali informatici sfruttano l’AI generativa per redigere messaggi grammaticalmente corretti, contestuali, coerenti con il linguaggio aziendale.
E-mail di phishing che imitano il tono del capo, del reparto contabilità o di un partner commerciale diventano così molto più difficili da riconoscere a colpo d’occhio, soprattutto in contesti lavorativi frenetici.
In parallelo, l’uso dei QR Code inseriti in PDF o nel corpo del messaggio consente di aggirare alcuni controlli automatici sui link, spingendo l’utente a usare lo smartphone, spesso meno protetto del PC aziendale. Il gesto di scansionare e toccare un link viene percepito come innocuo, ma può condurre a siti di phishing, pagine di login fasulle o download silenziosi di malware.
La combinazione tra messaggistica “umana” generata dall’AI e trappole visuali come i QR Code sposta il fronte della sicurezza sul comportamento dell’utente: riconoscere le manipolazioni diventa tanto importante quanto avere buoni filtri antispam.
Distribuzione globale, impatto e prossime mosse difensive
Il rapporto di Kaspersky mostra una geografia precisa del fenomeno: l’area Asia-Pacifico concentra circa il 30% dei rilevamenti di allegati dannosi, seguita dall’Europa con il 21%.
Paesi come Cina, Russia e Spagna figurano tra i più colpiti, anche per l’elevato volume di scambi digitali e l’ampia superficie aziendale esposta. I picchi tra giugno, luglio e novembre riflettono campagne mirate su periodi di ferie, bilanci, promozioni commerciali, quando l’attenzione degli utenti è più bassa.
Per le organizzazioni, questo scenario impone un approccio multilivello: filtri evoluti per individuare allegati sospetti e contenuti generati dall’AI, policy chiare sull’uso dei QR Code, aggiornamento costante dei dispositivi mobili e formazione periodica sul riconoscimento delle tecniche di ingegneria sociale.
Per gli utenti, la regola diventa pratica: diffidare di QR Code non richiesti, controllare sempre mittente e URL, e trattare ogni allegato inatteso come potenzialmente pericoloso.
FAQ
Quanta parte delle e-mail globali è oggi classificata come spam?
Secondo i dati di Kaspersky, lo spam rappresenta circa il 45% del traffico e-mail globale, con una quota rilevante di messaggi contenenti allegati potenzialmente dannosi.
Perché i QR Code nelle e-mail sono diventati così rischiosi?
Perché vengono usati per nascondere link di phishing e reindirizzare a siti malevoli, spesso aperti dallo smartphone, normalmente meno protetto rispetto al PC aziendale o domestico.
Come riconoscere un’e-mail generata con AI per scopi malevoli?
È possibile notare incongruenze minime: indirizzo mittente sospetto, richieste urgenti atipiche, errori nei riferimenti aziendali, allegati inattesi o QR Code non pertinenti alle normali procedure interne.
Quali periodi dell’anno vedono più campagne di spam dannoso?
I dati indicano picchi nei mesi di giugno, luglio e novembre, spesso legati a ferie, scadenze amministrative, promozioni commerciali e aumento complessivo delle comunicazioni digitali.
Qual è la fonte dei dati su spam, AI e QR Code nelle e-mail?
I dati e le percentuali riportate provengono dall’ultimo rapporto di sicurezza pubblicato da Kaspersky, analizzato e rielaborato sulla base delle evidenze statistiche più recenti.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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