Elsa Rubino unica italiana del rogo di Crans-Montana, condizioni critiche: perché non può essere trasferita

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Condizioni cliniche e interventi in corso
Elsa Rubino, 15 anni, di Biella, resta in condizioni stabili dopo il grave incendio di Capodanno a Crans-Montana. È ricoverata all’ospedale universitario di Zurigo, dove ha già affrontato due interventi: martedì la ricostruzione dell’intestino e venerdì la rimozione dei tessuti necrotici causati dalle ustioni.
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La giovane dovrà tornare in sala operatoria: tutte le aree cutanee lesionate saranno progressivamente trattate per ridurre al minimo il rischio di infezioni, complicanza tipica nei grandi ustionati. Il percorso clinico prevede procedure seriali di toilette chirurgica e controllo microbiologico, con monitoraggio costante dei parametri vitali.
La risposta post-operatoria è giudicata adeguata dai sanitari, ma la prognosi rimane riservata sul medio periodo. Le priorità del team sono stabilizzazione emodinamica, gestione del dolore, prevenzione della sepsi e protezione della funzione intestinale ricostruita.
Trasferimento impossibile e prospettive di rientro
Al momento la giovane non è giudicata trasportabile: le condizioni, pur stabili, richiedono continuità di cure specialistiche presso l’ospedale di Zurigo e ulteriori interventi programmati. La priorità resta evitare stress clinici legati a spostamenti e garantire la massima protezione contro infezioni e complicanze emodinamiche.
L’ipotesi di rientro scatterà solo dopo il via libera dei medici svizzeri, quando i parametri saranno consolidati e le procedure chirurgiche più urgenti completate. In tal caso, la destinazione indicata è il Centro Ustioni di Torino, considerato il riferimento naturale per una paziente di Biella, con percorsi di continuità assistenziale già delineati.
In alternativa, qualora emergessero criticità logistiche o cliniche, la Regione Lombardia ha confermato la disponibilità ad accogliere la ragazza nelle strutture specialistiche di Milano, come ribadito dall’assessore Guido Bertolaso, garantendo tempi rapidi e compatibilità con i protocolli in corso a Zurigo.
Solidarietà alla famiglia e supporto istituzionale
Attorno ai genitori di Elsa Rubino si è stretta una rete costante di vicinanza, con messaggi e iniziative spontanee che sostengono il lungo percorso ospedaliero a Zurigo. Le attestazioni di affetto arrivano dalla comunità di Biella, dagli ambienti scolastici e dalle associazioni locali, in coordinamento con le autorità sanitarie svizzere.
Il sostegno pratico include assistenza logistica per gli spostamenti e per la permanenza all’estero, con canali dedicati a informazioni e contatti con l’équipe clinica. La priorità resta alleggerire il carico della famiglia, garantendo riservatezza e continuità comunicativa.
Sul fronte istituzionale, la Regione Lombardia ha confermato piena disponibilità a intervenire nel caso di un trasferimento in Italia, assicurando compatibilità con i protocolli in corso e tempistiche rapide di presa in carico.
L’assessore Guido Bertolaso ha precisato che tutti i ragazzi coinvolti nel rogo sono rientrati, tranne Elsa, ancora non trasportabile. In caso di via libera clinico, la destinazione privilegiata resta il Centro Ustioni di Torino, ritenuto la soluzione più coerente per un percorso vicino alla famiglia.
Qualora si presentassero impedimenti, le strutture di Milano sono pronte ad accogliere la paziente in coordinamento con l’ospedale di Zurigo, a tutela della continuità terapeutica e della sicurezza clinica.
Resta alta l’attenzione delle istituzioni locali e regionali per garantire supporto amministrativo e sanitario fino al completamento delle procedure previste.
FAQ
- Quali sono le condizioni di Elsa Rubino?
Stabili, con percorso chirurgico e monitoraggio continuo presso l’ospedale di Zurigo. - Perché non è trasportabile?
Necessita di cure specialistiche continue e ulteriori interventi, con rischio infezioni da contenere. - Dove potrebbe essere trasferita in Italia?
Priorità al Centro Ustioni di Torino; in alternativa, disponibilità delle strutture di Milano. - Chi coordina il supporto istituzionale?
La Regione Lombardia, tramite l’assessore Guido Bertolaso, in raccordo con i sanitari svizzeri. - Qual è il sostegno alla famiglia?
Rete di solidarietà da Biella, supporto logistico e canali informativi dedicati. - Quando potrà rientrare?
Solo dopo il via libera dei medici svizzeri e il completamento degli interventi urgenti. - Qual è la fonte giornalistica citata?
Dichiarazioni dell’assessore Guido Bertolaso riportate in aggiornamenti di cronaca sul caso.




