Elsa Rubino sorprende: nuovo intervento a Zurigo dopo Crans-Montana, ecco cosa nessuno ti ha detto
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Situazione clinica a Zurigo
Elsa Rubino, 15 anni, è in sala operatoria all’ospedale universitario di Zurigo per un nuovo intervento ad alta complessità, iniziato alle 9, a seguito delle gravi ustioni riportate nel rogo di Capodanno a Crans-Montana. Accanto a lei i genitori, che seguono passo dopo passo l’evoluzione clinica sotto stretto riserbo. Le sue condizioni restano critiche ma definite stabili dalle fonti ospedaliere, con monitoraggio continuo in ambiente altamente specialistico.
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Nei giorni scorsi la giovane è già stata sottoposta a una ricostruzione intestinale e a procedure di asportazione dei tessuti necrotici, tappe indispensabili per contenere complicanze sistemiche. L’équipe zurighese prosegue con un protocollo multidisciplinare che include gestione del dolore, bilancio dei fluidi, profilassi infettiva e valutazioni periodiche sulle superfici ustionate.
Il quadro clinico impone cautela: la prognosi rimane strettamente riservata e il trasferimento è escluso al momento, data la complessità del decorso e la necessità di trattamenti continuativi in un centro di riferimento. Le aree lese richiedono interventi sequenziali e medicazioni avanzate per ridurre il rischio di sepsi e preservare la funzionalità degli organi coinvolti, con tempi di recupero non prevedibili e dipendenti dalla risposta ai trattamenti in corso.
Il supporto alla comunità scolastica
Al Liceo Sella di Biella, dove la madre di Elsa Rubino, Isabella Donatelli, insegna, è stata avviata una rete di sostegno per compagni e docenti colpiti dall’angoscia per le sue condizioni. Il dirigente scolastico Gianluca Spagnolo ha incontrato la classe della quindicenne per condividere aggiornamenti e predisporre interventi mirati. Il clima emotivo è segnato da forte apprensione, con richieste di ascolto e accompagnamento costante.
Nei prossimi giorni partirà un percorso psicologico strutturato, sviluppato con l’associazione EMDR, realtà specializzata nel supporto a vittime, familiari e sopravvissuti a eventi traumatici. L’obiettivo è prevenire stress acuto e disagio relazionale, offrendo strumenti per gestire ansia, senso di colpa e shock collettivo. Gli incontri saranno calibrati per gruppi e singoli, con monitoraggio degli esiti.
La scuola ha predisposto spazi dedicati e un canale informativo sobrio e verificato per evitare speculazioni, mentre continuano le testimonianze di vicinanza alla famiglia. Il ritorno in aula dopo le vacanze è stato organizzato privilegiando stabilità e routine, senza rinunciare a momenti di decompressione emotiva. Le attività didattiche proseguiranno in modo regolare, integrando interventi di supporto per garantire continuità educativa e tutela del benessere.
Prospettive e prossimi passi chirurgici
Le procedure in corso a Zurigo rientrano in un percorso per stadi: ulteriori operazioni saranno necessarie per trattare in sequenza tutte le aree ustionate e minimizzare il rischio di infezioni sistemiche. La priorità resta la stabilizzazione, con interventi di debridement e medicazioni avanzate, seguiti da eventuali innesti quando il quadro biologico lo consentirà.
La gestione post-operatoria continuerà con monitoraggio intensivo, profilassi antibiotica mirata e attenzione al bilancio emodinamico, elementi cruciali per prevenire sepsi e insufficienze d’organo. Il timing dei passaggi successivi dipenderà dalla risposta ai trattamenti e dai parametri infiammatori, mantenendo la prognosi riservata.
Sul fronte logistico, il trasferimento resta escluso finché le condizioni non permetteranno la mobilità in sicurezza. Come indicato dall’assessore Guido Bertolaso, in caso di stabilizzazione e trasportabilità, l’opzione prioritaria sarà il centro ustioni di Torino, con disponibilità alternativa presso Niguarda a Milano se necessario. Ogni decisione sarà assunta in coordinamento tra le équipe cliniche coinvolte e la famiglia, privilegiando continuità terapeutica e riduzione dei rischi.
FAQ
- Qual è l’obiettivo degli interventi attuali? Stabilizzare, rimuovere tessuti necrotici e prevenire infezioni in attesa di eventuali innesti.
- Perché sono necessari più interventi? Le ustioni estese richiedono trattamenti sequenziali per aree e in base alla risposta clinica.
- Quando potrà essere trasferita? Solo dopo stabilizzazione e valutazione di trasportabilità da parte dei medici.
- Quale struttura è indicata per un eventuale rientro? Il centro ustioni di Torino è l’opzione prioritaria; alternativa Niguarda di Milano.
- Qual è la prognosi? Rimane riservata per la complessità del quadro e l’elevato rischio infettivo.
- Quali sono i rischi principali ora? Sepsi, complicanze respiratorie e disfunzioni d’organo correlate alle ustioni estese.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Informazioni basate sui reportage di Mauro Zola pubblicati il 7 e l’8 gennaio 2026.




