Electronic Frontier Foundation abbandona X dopo il crollo del traffico e le richieste ignorate da Elon Musk

Electronic Frontier Foundation abbandona X dopo il crollo del traffico e le richieste ignorate da Elon Musk

10 Aprile 2026

Perché l’Electronic Frontier Foundation ha lasciato X dopo quasi vent’anni

L’Electronic Frontier Foundation (EFF), storica organizzazione per i diritti digitali, ha annunciato il 9 aprile 2026 l’addio definitivo a X (ex Twitter), dopo quasi vent’anni di presenza continuativa. La decisione, illustrata dalla social media manager Kenyatta Thomas sul blog ufficiale, arriva dagli Stati Uniti ma ha implicazioni globali per l’intero ecosistema social. A determinare l’uscita non è stato un singolo episodio, bensì un crollo strutturale di reach ed engagement, unito al mancato rispetto di standard minimi di tutela dei diritti digitali da parte della piattaforma controllata da Elon Musk. L’EFF sposterà ora risorse e attività verso piattaforme alternative e altri social mainstream, ritenuti più efficaci per raggiungere le comunità vulnerabili che intende difendere.

In sintesi:

  • L’EFF abbandona X il 9 aprile 2026 dopo quasi vent’anni di attività.
  • Un post oggi genera meno del 3% delle visualizzazioni rispetto al 2018.
  • Nessuna risposta da Elon Musk sulle richieste di trasparenza, crittografia e controlli.
  • L’EFF resta su Facebook, Instagram, TikTok e punta su Bluesky e Mastodon.

Crollo dell’engagement e mancato rispetto dei diritti digitali

Nel 2018 l’EFF pubblicava tra cinque e dieci tweet al giorno, con fra 50 e 100 milioni di impression mensili. Nel 2024, pur con 2.500 post all’anno, le impression medie mensili erano scese a circa 2 milioni. Nel 2025, con 1.500 post, il totale annuo si è fermato a 13 milioni di visualizzazioni, meno di quanto un singolo tweet potesse generare nel 2018. L’organizzazione sintetizza così il tracollo: “un post su X oggi genera meno del 3% delle visualizzazioni che garantiva sette anni fa”.

Secondo il Social Media Benchmark 2026, il tasso mediano di engagement su X è crollato allo 0,12%, il più basso tra le grandi piattaforme: TikTok si attesta al 3,70%, Instagram intorno allo 0,48%. Già nei primi mesi del 2025 X aveva perso il 27,6% degli utenti attivi, circa 4,4 milioni di account, con un calo del 30% nel tempo medio di utilizzo.

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Parallelamente, dopo l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk nell’ottobre 2022, l’EFF aveva avanzato tre richieste chiave: moderazione trasparente in linea con i Santa Clara Principles, vera crittografia end-to-end per i messaggi diretti, strumenti di controllo e interoperabilità per utenti e sviluppatori terzi. Nessuna di queste è stata accolta.

Perché l’EFF resta su Facebook, Instagram, TikTok e punta al fediverse

Il comunicato affronta il tema più delicato: l’EFF lascia X, ma rimane su Facebook, Instagram, TikTok e YouTube. L’organizzazione riconosce l’apparente contraddizione, chiarendo che la sua missione è raggiungere chi è più esposto agli abusi digitali, spesso impossibilitato a lasciare le piattaforme mainstream. Per chi gestisce una piccola impresa basata sui clienti di Instagram, per chi coordina fondi per l’aborto con campagne su TikTok o per chi vive in isolamento sociale trovando nelle community online un supporto vitale, l’uscita dai grandi social non è realistica.

La permanenza non è dunque un’adesione politica alle piattaforme, ma uno strumento operativo: “portare informazione e risorse a chi ne ha più bisogno”, anche criticando le stesse aziende dall’interno. Alcuni dei contenuti più letti dell’EFF sono infatti analisi critiche pubblicate proprio sui social interessati.

L’addio a X si inserisce in un esodo più ampio: il quotidiano Guardian ha abbandonato la piattaforma nel novembre 2024, seguito da istituzioni europee e dall’Internationales Auschwitz Komitee, preoccupato per antisemitismo e disinformazione dilaganti. L’EFF sposterà ora sforzi su Bluesky, Mastodon, LinkedIn, oltre che su Instagram, TikTok, Facebook, YouTube e il sito eff.org, affermando: “X is no longer where the fight is happening.”

Quali scenari apre l’addio dell’EFF a X

L’uscita dell’Electronic Frontier Foundation da X rappresenta un segnale forte per ONG, media e istituzioni che misurano il ritorno strategico della propria presenza social. Se un attore specializzato in diritti digitali conclude, dati alla mano, che la piattaforma non è più né efficace né affidabile, la pressione su inserzionisti e organizzazioni potrebbe aumentare. Nel medio periodo, la scelta dell’EFF potrebbe accelerare sia la migrazione verso il fediverse (Mastodon, Bluesky e affini), sia l’evoluzione di metriche di impatto più sofisticate delle semplici impression, ridefinendo dove e come si combatte la battaglia globale per i diritti online.

FAQ

Perché l’Electronic Frontier Foundation ha deciso di lasciare X?

L’uscita è motivata da un crollo drastico di reach ed engagement e dal mancato rispetto di richieste su trasparenza, crittografia end-to-end e diritti digitali avanzate dopo l’acquisizione da parte di Elon Musk.

Quanto è diminuita la visibilità dei post dell’EFF su X?

L’Electronic Frontier Foundation afferma che oggi un singolo post su X genera meno del 3% delle visualizzazioni che otteneva nel 2018, rendendo la piattaforma inefficiente per le proprie campagne.

Perché l’EFF rimane su Facebook, Instagram, TikTok e YouTube?

L’organizzazione resta perché molte comunità vulnerabili dipendono da queste piattaforme per lavoro, informazione e supporto sociale, e abbandonarle significherebbe rinunciare a raggiungere proprio i soggetti più esposti agli abusi digitali.

Su quali piattaforme concentrerà ora la propria presenza l’EFF?

L’EFF investirà di più su Bluesky, Mastodon, LinkedIn, Instagram, TikTok, Facebook, YouTube e sul sito ufficiale eff.org, scegliendo gli spazi dove può massimizzare l’impatto delle proprie campagne e azioni legali.

Qual è la fonte delle informazioni riportate su questa decisione dell’EFF?

Le informazioni provengono da una elaborazione congiunta delle fonti ufficiali Ansa.it, Adnkronos.it, Asca.it e Agi.it, opportunamente analizzate e rielaborate dalla nostra Redazione secondo criteri giornalistici ed editoriali indipendenti.

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