Dragon Ball stravolge tutto: perché GT viene definitivamente escluso dal canone

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Dragon Ball ufficializza la sua storia: Dragon Ball GT non è canonico, la conferma dopo 30 anni
Canone ristabilito
Al Genkidamatsuri 2026, evento per i 40 anni del manga di Akira Toriyama, la linea temporale dell’anime è stata ridefinita in modo implicito ma inequivocabile. Il trailer celebrativo curato da Toei Animation ha ripercorso la storia televisiva del brand: dalla prima serie classica fino a Dragon Ball Super, includendo i lungometraggi Broly e Super Hero e anticipando il Galactic Patrol Arc, adattamento animato della saga di Moro.
In questo quadro ordinato, l’assenza più rumorosa è stata quella di Dragon Ball GT, completamente escluso dal montaggio ufficiale, mentre Dragon Ball DAIMA è stato messo in primo piano. Per gli analisti del settore, si tratta di una presa di posizione strategica: soltanto i prodotti coerenti con la continuità attuale e con la visione “autoriale” possono entrare nel racconto unitario che il franchise vuole proporre al pubblico globale.
Questa scelta pesa ancor di più perché giunge dopo decenni di ambiguità. Nel 2017, Shueisha aveva inserito l’anime degli anni ’90 in una cronologia ufficiale; persino il Dragon Ball Store giapponese lo valorizzava con merchandising dedicato. L’esclusione nel contesto del quarantesimo anniversario, la celebrazione più importante del marchio, è dunque letta come uno spartiacque: il canone televisivo viene riallineato, privilegiando l’era Super e le produzioni direttamente collegate all’eredità creativa di Toriyama.
Il ruolo di Toriyama
La chiave interpretativa di questa ridefinizione sta nel peso dell’autore sulla produzione. Dragon Ball GT nacque come progetto interno di Toei Animation, con un coinvolgimento limitato di Akira Toriyama. L’autore si limitò a fornire alcuni design e spunti di base, lasciando “completamente allo staff” lo sviluppo narrativo, come ricordato anche dalle interviste storiche e ripreso dalla stampa specializzata. Questa distanza creativa è stata a lungo usata dai fan per giustificare l’ambiguità del suo status.
Dragon Ball DAIMA, al contrario, è presentato come un ritorno alle origini, con Toriyama impegnato su concept, storia e character design. L’opera riprende due elementi simbolici associati a GT – il protagonista bambino e una trasformazione dall’estetica affine al Super Saiyan 4 – ma li reinterpreta in chiave compatibile con l’attuale arco narrativo di Super, inserendoli in una struttura pensata per integrarsi organicamente nel continuum ufficiale.
Il nuovo corso, guidato da figure come il produttore esecutivo Akio Iyoku, privilegia dunque i contenuti nati o supervisionati in modo sostanziale dall’autore originale. La continuità “valida” viene fatta ruotare intorno al manga, ai film moderni e alle serie che riflettono questa impronta creativa, mentre i prodotti percepiti come più autonomi rispetto alla visione di Toriyama scivolano nell’area delle opere collaterali.
Impatto su fan e franchise
Per una community che discute da trent’anni di canonicità, il nuovo assetto arriva come risposta non dichiarata ma definitiva. L’esclusione di Dragon Ball GT dal racconto celebrativo del quarantesimo anniversario non cancella il valore affettivo della serie, che resta un tassello importante nella memoria di una generazione di spettatori, ma la colloca fuori dalla “storia principale” che Toei Animation e i partner editoriali vogliono promuovere oggi.
In parallelo, Dragon Ball Super continua ad ampliarsi con il Galactic Patrol Arc, consolidando una cronologia che comprende i film recenti e le nuove produzioni come DAIMA. Per piattaforme streaming, licensing e merchandising, avere una timeline chiara è un vantaggio competitivo: semplifica la comunicazione, orienta le uscite future e offre al pubblico un percorso di fruizione lineare, elemento cruciale nelle strategie di espansione internazionale.
La scelta, inoltre, dialoga con le logiche di Google News e Google Discover, che premiano brand narrativi coerenti e capaci di rinnovarsi. Un universo mediatico con un canone definito rende più facile costruire campagne globali, eventi come il Genkidamatsuri e operazioni transmediali mirate, pur lasciando spazio al culto per le opere “alternative” che continueranno a vivere in edizioni home video, retrospettive e discussioni tra appassionati.
FAQ
D: Che cosa è stato deciso al Genkidamatsuri 2026?
A: L’evento ha chiarito la continuità anime mostrando solo le opere considerate parte della timeline ufficiale, escludendo di fatto GT dal canone.
D: Dragon Ball DAIMA fa parte della storia ufficiale?
A: Sì, DAIMA è presentato come pienamente integrato nella continuità, in linea con il percorso narrativo di Super.
D: Perché GT non è considerato canonico?
A: Perché è percepito come un progetto principalmente di Toei, con un coinvolgimento limitato di Akira Toriyama nello sviluppo della storia.
D: Qual è il criterio principale per entrare nel canone?
A: La coerenza con il manga originale e il grado di partecipazione diretta di Toriyama ai concept, alla trama e ai design.
D: Il Galactic Patrol Arc come si inserisce nella cronologia?
A: È il nuovo arco animato di Super, proseguendo gli eventi dei film Broly e Super Hero all’interno della linea temporale ufficiale.
D: GT viene cancellato dalla distribuzione?
A: No, resta disponibile come opera collaterale e nostalgica, ma non è più al centro della narrazione “principale” del franchise.
D: Questa decisione influenza i futuri prodotti multimediali?
A: Sì, spinte creative, marketing e licensing si concentreranno soprattutto su Super, DAIMA e sui film recenti.
D: Da quale fonte giornalistica è stata ripresa la ricostruzione degli eventi?
A: L’analisi sintetizza quanto riportato da un articolo specialistico pubblicato su Everyeye.it, dedicato alle novità emerse dal Genkidamatsuri 2026.




