Donald svela l’isola chiave e scatena dubbi sul Canada: le mosse segrete finalmente emergono

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Centralità della Groenlandia nella strategia Usa
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Donald Trump rilancia la dottrina artica: la Groenlandia è definita “essenziale” per la sicurezza nazionale, nodo avanzato per deterrenza e proiezione militare degli Stati Uniti. L’obiettivo, spiegano i fedelissimi, è consolidare capacità missilistiche e sistemi di allerta precoce, anche in relazione al progetto del cosiddetto “Golden Dome”.
Secondo il segretario al Tesoro Scott Bessent, la linea è preventiva: contenere Cina e Russia nell’Artico e sfruttare la leva economica per evitare uno scontro diretto. La scelta è presentata come decisione geopolitica, non tattica: Washington “proietta forza”, mentre l’Europa è descritta come esitante.
La cornice storica viene richiamata a supporto: da oltre un secolo i presidenti americani tentano di acquisire la Groenlandia, oggi cruciale per rotte polari, risorse strategiche e controllo dei corridoi aero-navali. In questa logica, la piena integrazione dell’isola nella sfera americana verrebbe indicata come garanzia di stabilità, riducendo il rischio di crisi nell’area.
La pressione sui partner europei è parte del messaggio: citati gli avvertimenti sul Nord Stream 2 e sulla dipendenza energetica da Mosca, ritenuta leva finanziaria per lo sforzo bellico russo in Ucraina. La Groenlandia, nelle parole della Casa Bianca, diventa così il baricentro operativo di una strategia che combina difesa, energia e commercio in chiave anti-rivale.
Le mosse avviate un anno fa e il coinvolgimento dell’intelligence
Un anno fa la macchina federale ha avviato passaggi operativi per sostenere l’obiettivo su Groenlandia. A maggio, sotto la guida della direttrice della National Intelligence Tulsi Gabbard, è partito un messaggio classificato di “priorità di acquisizione” diretto ai vertici delle agenzie. Mandato: mappare il movimento indipendentista groenlandese e rilevare l’orientamento della popolazione sullo sfruttamento delle risorse da parte degli Stati Uniti.
Il cablo richiedeva di identificare figure in Groenlandia e in Danimarca potenzialmente allineate agli obiettivi americani. Un’attività di intelligence mirata a valutare consenso, punti di attrito e interlocutori affidabili, con l’intento di prevenire interferenze di Cina e Russia nei dossier energetici e infrastrutturali artici.
Parallelamente, la Casa Bianca ha intrecciato pressioni economiche e messaggi dissuasivi verso partner europei, mentre le rivelazioni attribuite a NBC News descrivono un coordinamento stretto tra apparato informativo e team politico. La linea: costruire basi informative per eventuali intese con Copenaghen e per consolidare accessi logistici sull’isola, in vista di sistemi di difesa avanzata come il “Golden Dome”.
FAQ
- Qual è l’obiettivo principale delle mosse avviate un anno fa? Creare basi informative e politiche per rafforzare la posizione americana in Groenlandia.
- Chi ha coordinato l’impulso all’intelligence? La direttrice della National Intelligence, Tulsi Gabbard.
- Su cosa si è concentrata la raccolta informativa? Movimento indipendentista, percezione pubblica e potenziali sostenitori in Groenlandia e Danimarca.
- Perché l’operazione è ritenuta strategica? Per anticipare mosse di Cina e Russia e proteggere corridoi energetici e militari artici.
- Qual è il ruolo del “Golden Dome”? Inquadra lo sviluppo di sistemi di allerta e difesa avanzata nell’area artica.
- Quali strumenti sono stati usati oltre all’intelligence? Pressioni economiche e canali diplomatici verso partner europei e Copenaghen.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le rivelazioni sono attribuite a NBC News.
Ombre e sospetti sul ruolo del Canada nell’Artico
Fonti citate da NBC News descrivono una rinnovata attenzione di Donald Trump verso il Canada, considerato esposto nella competizione artica. In privato, il comandante in capo lamenta vulnerabilità del vicino settentrionale agli avversari degli Stati Uniti, con ricadute su rotte, intelligence e sicurezza del fianco nordamericano.
L’amministrazione valuta un’intesa con Ottawa per rafforzare il confine settentrionale: cooperazione operativa e coordinamento strategico, senza dispiegamenti di truppe statunitensi. Obiettivo: blindare snodi logistici e prevenire penetrazioni di Cina e Russia nei flussi energetici e infrastrutturali dell’Artico.
Il dossier canadese s’incrocia con la partita Groenlandia: Washington mira a una cintura di sicurezza che connetta basi, sensori e corridoi di rifornimento lungo l’arco polare. Un accordo con Canada ridurrebbe rischi di escalation e consoliderebbe la capacità di sorveglianza, in sinergia con progetti come il “Golden Dome”.
Restano perplessità in Congresso: timori di dazi contro partner UE e mozioni di contenimento dei poteri di guerra alimentano frizioni bipartisan. Sul piano diplomatico, lo Speaker Mike Johnson invoca il canale negoziale, mentre tra gli alleati si monitora l’equilibrio tra deterrenza e stabilità commerciale nella regione artica.
FAQ
- Perché il Canada è ritenuto vulnerabile nell’Artico? Per possibili pressioni di Cina e Russia su rotte, energia e infrastrutture strategiche.
- Quale accordo valutano gli Stati Uniti con Ottawa? Una cooperazione per rafforzare il confine settentrionale, senza schierare truppe USA.
- Come si collega il dossier canadese alla Groenlandia? Entrambi sono tasselli di una cintura di sicurezza polare per basi, sensori e logistica.
- Il piano prevede misure militari immediate? No, si punta a coordinamento e sorveglianza condivisa.
- Quali sono le principali resistenze interne negli USA? Critiche bipartisan su dazi e limiti ai poteri di guerra del Presidente.
- Che ruolo ha lo Speaker Mike Johnson? Spinge per una gestione diplomatica del dossier artico.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le informazioni riservate sono riportate da NBC News.




