Desenzano killer del capotreno arrestato: colpo di scena nelle indagini, ecco cosa ha incastrato il sospetto

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Arresto a desenzano del garda
Desenzano del Garda, poche ore dopo il delitto: gli agenti della Polizia di Stato bloccano il presunto assassino del capotreno davanti alla stazione ferroviaria, interrompendo una fuga durata meno di un giorno. Il fermo è scattato nella mattina successiva all’omicidio avvenuto a Bologna, nel parcheggio riservato ai dipendenti della stazione. L’uomo era senza documenti e appariva disorientato.
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L’intervento è stato rapido e coordinato: pattuglie sul territorio, segnalazioni incrociate e controllo dei transiti ferroviari hanno portato all’individuazione del sospetto appena sceso da un autobus. Gli investigatori hanno utilizzato il sistema di comparazione delle impronte per confermare l’identità.
Durante il fermo, il soggetto ha pronunciato frasi allusive sul fatto di essere ricercato, senza chiarire i motivi. La cattura a Desenzano ha chiuso la fase iniziale dell’operazione, aprendo a ulteriori accertamenti su spostamenti, contatti e possibili complicità.
Identità e profilo del sospettato
Il fermato è Marin Jelenic, 36 anni, cittadino croato con precedenti per aggressioni e possesso di armi da taglio. Al momento del controllo a Desenzano del Garda era privo di documenti, elemento che ha imposto verifiche biometriche per risalire alla sua identità.
Gli agenti del commissariato locale hanno utilizzato un sistema avanzato di comparazione delle impronte digitali, che ha restituito un riscontro immediato sui dati anagrafici e sui precedenti. La procedura ha consentito di collegarlo rapidamente all’omicidio commesso a Bologna.
Al fermo, Jelenic ha pronunciato una frase enigmatica: avrebbe detto di sapere di essere ricercato, senza precisare il motivo. Il profilo delineato dagli inquirenti evidenzia una storia di condotte violente e dimestichezza con coltelli, fattori ora al vaglio per valutare pericolosità sociale e modalità operative.
Fuga, indagini e interrogativi sul movente
Dopo l’omicidio di Alessandro Ambrosio, il sospetto si sarebbe allontanato in treno, puntando verso Milano e scendendo a Fiorenzuola d’Arda, dove il comportamento molesto ha attirato attenzioni senza però collegamenti immediati con il delitto. Le telecamere della Stazione Centrale lo hanno ripreso oltre le 22:30 mentre proseguiva gli spostamenti verso il capoluogo.
Nella notte avrebbe stazionato nell’area di Niguarda e, all’alba, raggiunto Desenzano del Garda in autobus, dove la fuga si è conclusa. Le verifiche su tratte ferroviarie, immagini di sorveglianza e orari incrociano i passaggi del sospetto con il lasso temporale dell’aggressione nel piazzale ovest della stazione di Bologna.
Le ricostruzioni ipotizzano un pedinamento di alcuni minuti prima del fendente mortale all’addome. Al momento non emergono legami tra vittima e aggressore, né un movente definito. Gli inquirenti valutano l’ipotesi dell’azione casuale e non escludono altre piste, analizzando contatti, precedenti e itinerario per chiarire dinamica e finalità.
FAQ
- Chi è la vittima?
Si tratta di Alessandro Ambrosio, capotreno di 34 anni ucciso a Bologna. - Dove è avvenuto l’arresto?
Davanti alla stazione di Desenzano del Garda, poche ore dopo il delitto. - Chi è il sospettato fermato?
Marin Jelenic, 36 anni, cittadino croato con precedenti per aggressioni e armi da taglio. - Come è stato identificato senza documenti?
Attraverso la comparazione delle impronte digitali effettuata dagli agenti. - Qual è il percorso di fuga ricostruito?
Da Bologna verso Milano, sosta a Fiorenzuola d’Arda, notte a Niguarda, quindi autobus per Desenzano. - Il movente è noto?
No, non risultano relazioni note tra vittima e aggressore; indagini in corso su dinamica e possibili collegamenti.




