Delitto Torzullo, il padre di Carlomagno rompe il silenzio e svela quei drammatici minuti decisivi

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Delitto Torzullo, il padre di Carlomagno racconta tutto: lo ha fatto per 9 minuti | Era lì
Nove minuti al centro dell’inchiesta
Nel cuore del fascicolo giudiziario spicca un intervallo preciso: nove minuti, dalle 7:08 alle 7:17 del mattino, davanti alla villetta di via Costantino. Le telecamere immortalano il padre di Claudio Carlomagno mentre parcheggia il suo Fiat Doblò, apre il cancello e accede alla proprietà dove poche decine di minuti prima, secondo la confessione, sarebbe stata uccisa Federica Torzullo.
Gli investigatori stanno vagliando fotogramma per fotogramma per capire se l’uomo sia entrato in casa o sia rimasto nel giardino, dettaglio che cambia il peso di quelle immagini. Il padre non è indagato, ma la sua presenza in quella precisa fascia oraria viene ritenuta “sensibile” dall’accusa e citata nell’ordinanza del gip Viviana Petrocelli come possibile chiave di lettura delle ore successive al delitto.
Agli inquirenti l’uomo ha ricostruito quel passaggio come una semplice sosta di lavoro. Ma l’incrocio tra videosorveglianza, celle telefoniche e testimonianze familiari sta diventando un banco di prova decisivo per capire se quei nove minuti siano solo routine o un frammento essenziale della dinamica post-omicidio.
La versione del padre e le domande aperte
Secondo il racconto del figlio, il padre sarebbe arrivato davanti alla villetta per chiedere le chiavi del furgone aziendale, ignaro di quanto sarebbe accaduto poco prima. Claudio Carlomagno ha dichiarato di aver ucciso la moglie intorno alle 6:40, anticipando dunque di quasi mezz’ora l’arrivo del genitore. Questa discrasia temporale alimenta il dubbio: cosa ha visto davvero il padre? E cosa gli è stato eventualmente riferito in quei minuti?
Gli inquirenti cercano di capire se l’uomo abbia percepito anomalie all’interno dell’abitazione, rumori, tracce o silenzi sospetti. La sua uscita dalla proprietà e la ripartenza verso i cantieri, riprese dalla stessa telecamera, completano un tragitto solo in apparenza ordinario. La domanda che filtra da ambienti investigativi è se fosse davvero possibile non intuire nulla in un contesto così compromesso.
Gli accertamenti tendono però a separare il piano emotivo da quello giudiziario: al momento non emergono elementi certi di concorso nel delitto, ma i magistrati vogliono capire se l’uomo possa aver avuto anche solo un ruolo successivo, di supporto, copertura o inconsapevole interferenza con le tracce.
Linea temporale e verifiche medico-legali
Il mosaico investigativo ruota attorno a una timeline minuziosa. Dopo l’ipotetico orario dell’omicidio, fissato alle 6:40, alle 7:08 viene collocato l’arrivo del padre di Carlomagno, che riparte alle 7:17. Alle 7:35, le immagini documentano il marito mentre lascia la villetta con il corpo di Federica Torzullo nel baule della Kia Sportage, diretto al deposito aziendale, dove arriva alle 7:40. Seguono spostamenti tra abitazione e lavoro con altri mezzi, tra cui un Iveco, fino alle 10:05, in un andirivieni che viene sezionato al minuto.
Per fissare con precisione il perimetro di ogni movimento, gli inquirenti attendono le conclusioni dell’Istituto di Medicina Legale de La Sapienza, chiamato a restringere l’intervallo del decesso di Federica. L’orario esatto potrebbe confermare la versione di Claudio o aprire scenari differenti sulla consapevolezza di chi, quella mattina, ha varcato il cancello di via Costantino.
Ogni tassello – cronologia, immagini, traffico telefonico, perizie medico-legali – concorre a verificare se quei nove minuti fossero una sosta neutra o un momento carico di informazioni taciute, destinato a pesare sull’intero processo.
FAQ
D: Chi è la vittima al centro del caso?
R: La vittima è Federica Torzullo, uccisa nella villetta di via Costantino.
D: Chi ha confessato l’omicidio?
R: Ha confessato il marito, Claudio Carlomagno, attualmente sotto accusa.
D: Perché i nove minuti sono considerati cruciali?
R: Perché in quei nove minuti il padre di Carlomagno viene ripreso nei pressi dell’abitazione subito dopo l’ora del presunto delitto.
D: Il padre di Carlomagno è indagato?
R: No, al momento il padre non è formalmente indagato, ma la sua presenza è oggetto di approfonditi accertamenti.
D: Cosa sostiene il padre riguardo alla sua presenza davanti alla villetta?
R: Afferma di essersi fermato solo per questioni lavorative, in particolare per le chiavi del furgone aziendale.
D: Quale ruolo ha la videosorveglianza nelle indagini?
R: Le telecamere di via Costantino consentono di ricostruire con precisione accessi, soste e orari dei protagonisti.
D: Quali accertamenti medico-legali sono attesi?
R: Si attendono le conclusioni dell’Istituto di Medicina Legale de La Sapienza per definire l’orario del decesso.
D: Qual è la fonte giornalistica originale del caso?
R: La vicenda è stata ricostruita, tra gli altri, da testate nazionali come Il Messaggero, citata come principale riferimento giornalistico.




