Delitto di Garlasco, Sempio ribadisce innocenza e chiama in causa i Poggi

Delitto di Garlasco, la posizione di Andrea Sempio nelle nuove indagini
Nel quadro delle nuove attività della procura di Pavia sul delitto di Garlasco, la figura di Andrea Sempio è tornata al centro dell’attenzione giudiziaria e mediatica. Il possibile rinvio a giudizio apre uno scenario complesso, in cui si intrecciano responsabilità processuali, aspettative dei familiari di Chiara Poggi e il peso di oltre quindici anni di inchieste, perizie e contro-perizie. In questo contesto, le dichiarazioni di Sempio e dell’ex procuratore Mario Venditti permettono di ricostruire il quadro attuale del caso, tra presunzione di innocenza, ragionevole dubbio e gestione delle prove tecniche.
Le dichiarazioni di Sempio su innocenza e rinvio a giudizio
Andrea Sempio ha spiegato al Tg1 di non potersi dire “tranquillo” di fronte all’ipotesi di una richiesta di rinvio a giudizio, ma di aver messo in conto questo sviluppo. Ha sottolineato che il rinvio a giudizio non equivale alla certezza di un processo e ha ribadito: “Ribadisco di essere innocente”. Secondo lui, gli esiti dell’incidente probatorio confermerebbero la versione già resa agli inquirenti, rafforzando la coerenza del suo racconto rispetto alle verifiche tecniche svolte finora.
Interpellato su cosa direbbe ai genitori di Chiara Poggi, Sempio ha affermato che non sentirebbe neppure il bisogno di ripetere di “non centrare nulla”, convinto che da parte loro non vi siano sospetti nei suoi confronti.
Il rapporto con la famiglia Poggi e il peso mediatico
La posizione di Andrea Sempio si gioca anche sul piano umano e mediatico. Il richiamo alla presunta assenza di sospetti da parte della famiglia Poggi evidenzia il ruolo delle vittime nel dibattito pubblico, ma non incide sul profilo strettamente probatorio. La vicenda di Garlasco continua a essere oggetto di forte esposizione televisiva e giornalistica, con il rischio di sovrapporre percezioni collettive e valutazioni giuridiche.
In ottica di affidabilità informativa, resta centrale la distinzione tra il diritto di cronaca e il rispetto della presunzione di innocenza, soprattutto quando nuovi indagati o potenziali imputati tornano al centro dell’attenzione dopo lunghi anni di inchieste.
Il video sul computer di Chiara Poggi e il ruolo di Sempio
Un elemento tornato al centro delle analisi è la presenza, nel computer di Chiara Poggi, di un video che ritrae Andrea Sempio con alcuni amici, tra cui il fratello. La circostanza si intreccia con l’esistenza del noto video intimo tra Chiara Poggi e Alberto Stasi, già oggetto di attenzione investigativa. La ricostruzione delle modalità con cui questi file sono stati inseriti nel computer della vittima assume rilievo nel ragionamento probatorio e nella valutazione della credibilità dei protagonisti.
Il video privato di Chiara Poggi e Alberto Stasi


Riguardo al video intimo tra Chiara Poggi e Alberto Stasi, Andrea Sempio ha dichiarato: “non l’ho mai visto”. Ha sostenuto di aver solo “sentito” parlare di questo materiale, ribadendo che né lui né, a sua conoscenza, gli amici che frequentavano la casa avrebbero visualizzato il contenuto.
Queste affermazioni si inseriscono nella più ampia discussione sull’uso del computer di Chiara Poggi e sull’accesso ai file da parte del suo giro di conoscenze, aspetto da sempre sensibile nelle perizie informatiche legate al caso di Garlasco.
Il file con Sempio e amici nel pc della vittima
Quanto al video che lo ritrae con altri amici, tra cui il fratello, rinvenuto nel computer di Chiara Poggi, Sempio ha spiegato che il file era originariamente in suo possesso. Ha aggiunto che con ogni probabilità furono lui e il fratello a copiarlo sul computer della ragazza.
Questa ricostruzione mira a normalizzare la presenza del file, collegandola a dinamiche di condivisione tipiche tra giovani dell’epoca. Dal punto di vista probatorio, la linea difensiva insiste sull’assenza di collegamento tra quel video e la dinamica dell’omicidio, circoscrivendo il fatto a un utilizzo ordinario del dispositivo informatico della vittima.
La difesa di Mario Venditti e il tema del ragionevole dubbio
Parallelamente all’attenzione su Andrea Sempio, è esplosa la vicenda che coinvolge l’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti, protagonista della stagione di indagini sul delitto di Garlasco. In un’intervista che andrà in onda a Quarta Repubblica su Rete4, Venditti difende integralmente le proprie scelte investigative, denuncia una campagna denigratoria nei suoi confronti e segnala criticità nel metodo degli attuali inquirenti di Pavia e Brescia. Il suo racconto offre uno spaccato interno sul funzionamento della macchina giudiziaria.
La ricostruzione di Venditti sul caso e sulle perizie
Mario Venditti afferma: “Rifarei esattamente quello che ho fatto”, sottolineando l’assenza di veri elementi nuovi. Paragona il percorso processuale a un “gioco dell’oca” in cui si torna sempre al punto di partenza. Evidenzia come, a ogni consulenza tecnica, se ne sia contrapposta un’altra di pari valore, creando una situazione in cui il “ragionevole dubbio” diventa irrisolvibile: se due perizie tecnicamente fondate giungono a conclusioni opposte, l’approdo giudiziario si complica.
Questa lettura insiste sulla difficoltà strutturale dei grandi processi scientifico-probatori, in cui la pluralità di esperti e metodologie genera interpretazioni divergenti difficili da ricomporre in un quadro univoco.
Le accuse a Venditti e il senso di tradimento
Venditti racconta di sentirsi tradito dalla giustizia dopo oltre quarant’anni da “uomo della Giustizia”. Critica la gestione dell’indagine che lo riguarda, citando lo “scarabocchio” con la frase “Venditti gip archivia per 20-30 euro ecc”, poi ridimensionato dallo stesso autore come semplice preventivo di spese legali. Sostiene di essere stato trasformato nel “mostro da sbattere in prima pagina” per dare forza all’indagine.
Ripercorre la perquisizione della guardia di finanza, rivendica di essersi opposto ai sequestri per tutelare la riservatezza e afferma: “Io non collaboro con chi commette degli abusi”. Sul fronte delle intercettazioni economiche, ribadisce che a lui interessavano solo le conversazioni utili a chiarire l’omicidio di Chiara Poggi, ricordando la logica dei “compartimenti stagni” tra magistratura e polizia giudiziaria.
FAQ
Chi è Andrea Sempio nel caso del delitto di Garlasco?
Andrea Sempio è un conoscente della famiglia Poggi, finito al centro di nuove attenzioni investigative della procura di Pavia nell’ambito del delitto di Garlasco, e oggi possibile destinatario di una richiesta di rinvio a giudizio.
Cosa sostiene Andrea Sempio sulla propria innocenza?
Sempio ribadisce di essere innocente e richiama i risultati dell’incidente probatorio come coerenti con la versione già fornita agli inquirenti, sottolineando che il rinvio a giudizio non equivale a una condanna.
Qual è il ruolo del video trovato nel computer di Chiara Poggi?
Nel pc di Chiara Poggi sono stati rinvenuti sia il video intimo con Alberto Stasi, sia un video che ritrae Sempio con amici. La difesa di Sempio colloca questo secondo file in una normale dinamica di condivisione tra conoscenti.
Andrea Sempio ha visto il video intimo di Chiara Poggi e Alberto Stasi?
No. Sempio afferma di non aver mai visto il video intimo tra Chiara Poggi e Alberto Stasi, dichiarando di averne solo sentito parlare e negando che lui o i suoi amici l’abbiano visionato.
Come spiega Sempio la presenza del proprio video nel pc di Chiara?
Sempio riferisce che il video era in suo possesso e che con ogni probabilità furono lui e il fratello a copiarlo sul computer di Chiara Poggi, circoscrivendo l’episodio a un uso ordinario del dispositivo.
Cosa dice Mario Venditti sulle sue scelte investigative?
L’ex procuratore Mario Venditti afferma che rifarebbe tutto ciò che ha fatto sul caso Garlasco, sostiene che non ci siano veri elementi nuovi e richiama le difficoltà generate da perizie tecniche tra loro contrastanti.
Perché Venditti parla di tradimento da parte della giustizia?
Venditti denuncia una campagna denigratoria, contesta lo sfruttamento mediatico della sua figura e critica metodi che ritiene abusivi, in particolare perquisizioni e interpretazioni sospettose di appunti e intercettazioni.
Qual è la fonte originaria delle dichiarazioni di Sempio e Venditti?
Le dichiarazioni di Andrea Sempio provengono da un’intervista al Tg1, mentre quelle di Mario Venditti sono tratte da un’intervista per Quarta Repubblica, riprese e sintetizzate dall’articolo originale pubblicato da LaPresse.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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