Delitto di Garlasco, avvocato di Stasi esplode in diretta: nuova ricostruzione manda in crisi Ignoto X
Indice dei Contenuti:
Critiche dell’avvocato de rensis alla nuova ricostruzione
Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, respinge la nuova ricostruzione del delitto di Garlasco rilanciata a Ignoto X su La7, definendosi “imbarazzato” di fronte a ipotesi prive di coerenza logica. Nel mirino il video del 2009 presentato dalla parte civile, che sposta l’innesco dell’aggressione a Chiara Poggi dalla porta d’ingresso alla cucina. De Rensis sottolinea come tale versione contrasti con i passaggi centrali della sentenza di condanna.
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Il legale incalza con domande puntuali: “Dov’è l’arma quando Stasi pedala? Dov’è la colazione di cui oggi si parla? Dove sono le ricostruzioni di Testi che hanno portato alla condanna?”. E avverte: o il filmato è decisivo e allora mette in crisi la perizia Testi, oppure è irrilevante. Per De Rensis serve un “filo logico” nelle tesi proposte, altrimenti non hanno dignità nel confronto processuale.
Rivendicando il perimetro fissato dalla Corte d’Assise d’appello, il difensore ribadisce che la dinamica riconosciuta colloca l’inizio dell’aggressione all’apertura della porta. L’ipotesi della cucina, insiste, non solo contraddice il quadro probatorio su cui si è formata la condanna, ma rischia di confondere il dibattito con suggestioni tardive e non corroborate da evidenze coerenti.
Il nodo della cannuccia di estathé e il dna non databile
Al centro del confronto c’è la cannuccia dell’Estathé rinvenuta nella pattumiera di casa Poggi, su cui è stato rilevato un profilo genetico parziale attribuito ad Alberto Stasi. De Rensis ricorda che l’indagato ha già reso interrogatorio al procuratore Napoleone chiarendo l’episodio, e che le speculazioni difensive o di parte civile restano ipotesi senza effetto sullo status processuale. Il legale contesta l’uso di deduzioni televisive come strumento probatorio e invita a misurare ogni tesi con gli atti della Procura.
Il genetista Matteo Fabbri precisa che l’esame ispettivo della pattumiera mirava a verificare la coerenza del contenuto rispetto a un’abitazione frequentata da due persone, non a datare una colazione. Sottolinea che, allo stato dell’arte, non esiste metodo scientificamente validato per attribuire una data a un profilo di DNA: il reperto attesta solo la frequentazione di Stasi nell’immobile, non il momento del consumo. L’osservazione su spostamenti interni del contenuto tra sopralluoghi di ottobre e dicembre resta circoscritta a un rilievo fenomenologico.
L’ex dirigente Palmegiani invita alla prudenza: le ipotesi formulate in passato non hanno valore dirimente e la linea è attendere gli esiti della BPA dei Ris di Cagliari prima di qualunque valutazione. De Rensis ribadisce che contano interrogatori e atti d’indagine, non le ricostruzioni ipotetiche, e che il dibattito deve restare ancorato a elementi verificabili e non a suggestioni.
Catena di custodia e valore probatorio delle perizie
Antonio De Rensis richiama le regole sulla catena di custodia: senza tracciabilità rigorosa, i reperti scivolano “nel nulla probatorio” e diventano inutilizzabili. Il riferimento, in chiave generale, è alle conseguenze processuali di violazioni o manipolazioni di spazi sottoposti a sequestro, condotte che configurano reati e inficiano l’affidabilità degli esiti tecnico-scientifici.
Il legale sottolinea che la validità di perizie e consulenze dipende dall’integrità del percorso: repertazione, conservazione, trasferimento, analisi e documentazione devono essere continui e verificabili. Ogni discontinuità apre a contestazioni sulla genuinità del reperto, sull’assenza di contaminazioni e sulla replicabilità delle analisi, principi cardine del contraddittorio tecnico.
In questo quadro, il valore delle ricostruzioni extragiudiziali o mediatiche resta subordinato agli atti formalmente acquisiti e alle perizie disposte secondo rito. Per De Rensis, il vaglio probatorio richiede coerenza con le sentenze e adesione a protocolli consolidati; elementi non canalizzati in una catena di custodia integra non possono sorreggere ricostruzioni né orientare decisioni, specie quando incidono su passaggi già qualificati dalla giurisprudenza di merito.
FAQ
- Qual è il punto centrale sollevato da De Rensis? La necessità di una catena di custodia integra per garantire valore probatorio ai reperti.
- Cosa accade se la catena di custodia è violata? Il reperto diventa inutilizzabile e perde rilevanza probatoria.
- Le ricostruzioni mediatiche possono valere come prova? No, senza formalizzazione negli atti e rispetto dei protocolli restano ipotesi.
- Qual è il ruolo delle perizie nel processo? Forniscono supporto tecnico solo se fondate su reperti genuini e tracciati.
- Perché la tracciabilità è decisiva? Assicura genuinità, evita contaminazioni e rende replicabili le analisi.
- Come si valuta una nuova ipotesi investigativa? Va confrontata con sentenze, atti della Procura e protocolli di repertazione.
- Qual è la fonte giornalistica citata nel dibattito? Il confronto televisivo a Ignoto X su La7, con interventi di legali e consulenti.




