Decreto bollette aumenta Irap sulle imprese energetiche e contributo straordinario

Decreto Bollette: più Irap sull’energia per tagliare i costi in bolletta
Il governo Meloni ha approvato il nuovo decreto Bollette, che introduce dal 2026 un aumento di due punti dell’Irap sulle imprese della filiera energetica in tutta Italia.
Le maggiori entrate, stimate in oltre 430 milioni nel 2026, serviranno a ridurre gli oneri generali di sistema su luce e gas per più di 4 milioni di imprese, con esclusione delle realtà energivore.
Contestualmente vengono confermati il rimborso delle quote Ets e un contributo straordinario fino a 115 euro per i nuclei vulnerabili già beneficiari del bonus sociale, con effetti attesi sulle bollette da il 2026 in avanti.
In sintesi:
- Aumento di due punti dell’Irap sulle imprese produttrici e distributrici di energia
- Risorse destinate al taglio degli oneri di sistema per oltre 4 milioni di imprese
- Contributo straordinario fino a 115 euro per famiglie con bonus sociale
- Interventi su gas, PPA e differenziale Psv-Ttf per ridurre i prezzi
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha quantificato “risparmi e benefici diretti per famiglie e imprese in oltre 5 miliardi di euro”, mentre il ministro dell’Ambiente e Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin parla di “oltre 3 miliardi”.
La divergenza riflette il diverso perimetro di calcolo, tra effetti fiscali, misure regolatorie e impatti prospettici sul mercato energetico.
Il decreto interviene inoltre sulle regole di formazione del prezzo dell’energia rinnovabile, disaccoppiandolo parzialmente dalle quote Ets, e rafforza gli strumenti finanziari per stabilizzare il costo del gas industriale.
Come cambiano Irap, oneri di sistema e prezzi di luce e gas
L’incremento di due punti dell’Irap colpirà le aziende attive in produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica, nonché nella produzione di gas e servizi connessi.
Il gettito aggiuntivo è stimato in 431,5 milioni di euro nel 2026, 501,1 milioni nel 2027 e 68,4 milioni nel 2028, destinati ad abbattere gli oneri di sistema in bolletta per circa 4 milioni di imprese, ma non per le aziende energivore.
Per le famiglie vulnerabili, già titolari del bonus sociale da 200 euro l’anno, il decreto prevede nel 2026 uno sconto in bolletta fino a 115 euro, oltre a possibili ulteriori riduzioni discrezionali per chi ha un Isee inferiore a 25mila euro.
La premier definisce gli Ets “una tassa voluta dall’Europa che grava sulle modalità più inquinanti”, riconoscendone la logica ambientale ma contestando il loro impatto sul prezzo complessivo dell’energia.
L’obiettivo dichiarato è scorporare il costo degli Ets dal prezzo riconosciuto alle fonti rinnovabili, come idroelettrico e solare, che non sostengono questo onere, per rafforzare la competitività delle imprese nazionali in sede europea.
La misura richiederà una specifica autorizzazione dell’Unione europea, essendo rilevante ai fini degli aiuti di Stato e del funzionamento del mercato interno dell’energia.
Per le aziende che consumano gas in modo intensivo – ad esempio nei distretti della ceramica o del vetro – il decreto introduce l’abbattimento degli oneri di trasporto e di altre componenti tariffarie.
Secondo Giorgia Meloni, un artigiano o un piccolo ristoratore potrà ottenere una riduzione media di oltre 500 euro l’anno sulla bolletta elettrica e di circa 200 euro su quella del gas.
Per le piccole e medie imprese di dimensioni maggiori il beneficio stimato sale fino a 9mila euro l’anno per l’elettricità e 10mila euro per il gas, mentre per le imprese gasivore il taglio sul gas può superare i 220mila euro annui.
Il provvedimento conferma la promozione dei Power Purchase Agreements, contratti di lungo periodo tra produttori e clienti, per dare stabilità ai prezzi dell’energia rinnovabile.
Per ridurre il costo del gas viene attivato un servizio di liquidità gestito da Snam, finalizzato a eliminare il differenziale, oggi di circa 2 euro/MWh, tra il punto di scambio virtuale italiano (Psv) e il riferimento europeo Ttf.
Sono previste inoltre la vendita sul mercato di gas stoccato e una nuova operazione di “gas release” per sostenere i clienti industriali finali con maggiore offerta e condizioni più competitive.
Implicazioni future per mercato energetico e politica industriale italiana


L’aumento dell’Irap sulle imprese energetiche potrebbe comprimere i margini del settore nel breve periodo, ma punta a redistribuire risorse verso produzione e servizi ad alta intensità energetica.
La riforma del legame tra prezzi rinnovabili ed Ets potrà incidere sulla struttura del mercato elettrico italiano, anticipando possibili cambiamenti regolatori europei.
Se attuate con rapidità e supportate da Snam e dagli operatori, le misure su PPA e Psv-Ttf potrebbero rafforzare il posizionamento competitivo dell’industria italiana, soprattutto nei comparti esposti alla concorrenza extra-Ue.
FAQ
Chi pagherà l’aumento di due punti dell’Irap nel decreto Bollette?
L’aumento graverà sulle imprese di produzione, trasmissione e distribuzione di energia elettrica, e sulle aziende di produzione di gas e servizi connessi, non direttamente su famiglie e imprese clienti finali.
Come verranno utilizzate le maggiori entrate Irap previste dal 2026?
Le maggiori entrate, circa 431,5 milioni nel 2026, saranno destinate prevalentemente alla riduzione degli oneri generali di sistema nelle bollette di luce e gas per oltre 4 milioni di imprese.
Quale beneficio economico avranno artigiani e piccoli ristoratori sulle bollette?
Secondo le stime governative, un artigiano o un piccolo ristoratore otterrà in media oltre 500 euro l’anno di risparmio sull’elettricità e circa 200 euro sulla bolletta del gas.
Come viene ridotto il differenziale di prezzo tra Psv italiano e Ttf europeo?
Viene istituito un servizio di liquidità gestito da Snam, affiancato da vendita di gas stoccato e operazioni di “gas release”, per comprimere l’attuale differenziale di circa 2 euro/MWh.
Qual è la fonte delle informazioni sul nuovo decreto Bollette del governo?
Le informazioni provengono dal testo del decreto Bollette illustrato dal governo Meloni e riportato da Il Fatto Quotidiano, oltre alle dichiarazioni di Giorgia Meloni e Gilberto Pichetto Fratin.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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