De Siervo rivela come l’operazione Switch off abbia schiacciato la pirateria

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Pirateria audiovisiva, un danno per calcio e tifosi
La pirateria audiovisiva continua a colpire duramente il sistema calcistico italiano, erodendo entrate fondamentali per le società di Serie A e per l’intera filiera dei diritti sportivi. Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania e condotte dalla Polizia Postale dimostrano come il fenomeno sia ormai gestito da vere e proprie organizzazioni criminali, strutturate e transnazionali. Ogni abbonamento illegale sottrae risorse che dovrebbero alimentare investimenti in stadi, settori giovanili, sicurezza e sviluppo tecnologico.
Nel mirino degli inquirenti rientrano piattaforme IPTV illegali, sistemi di card sharing e siti che ritrasmettono in streaming contenuti protetti, spesso mascherati dietro domini esteri o server off-shore. L’operazione antipirateria nota come “Switch Off” ha confermato quanto questi circuiti siano redditizi per i gruppi criminali e, al tempo stesso, pericolosi per gli utenti che li utilizzano. Molti servizi illegali celano malware, spyware e sistemi di furto dati in grado di compromettere carte di credito, credenziali bancarie e identità digitali.
La perdita economica per i broadcaster legittimi non si limita al mancato pagamento degli abbonamenti, ma si traduce in minori investimenti sui contenuti, riduzione della qualità dei servizi e contrazione dell’intero indotto. Per questo la lotta alla pirateria è diventata un tema strategico, non solo di ordine pubblico, ma di politica industriale per lo sport e l’economia digitale italiana.
La risposta delle istituzioni e della Lega Serie A
L’amministratore delegato della Lega Calcio Serie A, Luigi De Siervo, ha più volte sottolineato come le recenti operazioni di contrasto rappresentino “un’altra importante vittoria” contro un fenomeno che danneggia pesantemente club, sponsor e partner commerciali. Il coordinamento tra Procure, Polizia Postale e autorità estere segna un salto di qualità nell’azione repressiva, grazie a una collaborazione internazionale senza precedenti e allo scambio rapido di informazioni tecniche e giudiziarie.
La strategia non si limita ai sequestri di server e alla chiusura di domini illegali: punta anche a colpire le catene di rivendita degli abbonamenti pirata, i reseller che operano sui social, sulle app di messaggistica e nei canali del dark web. Parallelamente, la Lega Serie A investe in tecnologie di tracciamento dei flussi video, watermarking e monitoraggio in tempo reale delle trasmissioni, per individuare subito le fonti di diffusione non autorizzata e segnalarle alle autorità competenti.
Questa azione viene presentata come una difesa dello stato di diritto e del valore economico del calcio italiano. La tutela dei diritti audiovisivi è infatti la condizione per rendere il sistema più competitivo e sostenibile sul medio-lungo periodo, preservando il potere di attrazione del campionato sui mercati internazionali e assicurando certezza delle entrate ai club.
Sicurezza dei dati e responsabilità degli utenti
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la sicurezza dei dati personali di chi utilizza servizi illegali. Molti siti e piattaforme pirata richiedono registrazioni con email, password e metodi di pagamento, offrendo in cambio abbonamenti a costi irrisori. Queste informazioni possono essere rivendute nel mercato nero digitale o utilizzate per frodi, accessi abusivi a conti online e furti di identità. Le stesse interfacce delle IPTV illegali possono veicolare virus, ransomware e software malevoli capaci di bloccare dispositivi o estorcere denaro agli utenti.
La comunicazione istituzionale insiste quindi sull’idea che la pirateria non sia un semplice “risparmio” sul prezzo dell’abbonamento, ma un rischio concreto per il patrimonio digitale delle famiglie. Scegliere offerte legittime di broadcaster come DAZN, Sky o altri operatori autorizzati significa non solo sostenere il mondo del calcio, ma anche proteggere la propria sicurezza informatica e quella dei minori che accedono ai contenuti da smartphone, smart TV e tablet.
Le campagne di sensibilizzazione, sostenute dalla Lega Serie A e dalle forze dell’ordine, puntano a trasformare i tifosi in alleati attivi contro la pirateria. Denunciare canali sospetti, evitare la condivisione di link illegali e scegliere solo piattaforme ufficiali sono comportamenti che contribuiscono a indebolire il modello di business delle organizzazioni criminali e a rafforzare la legalità nel settore dell’intrattenimento sportivo.
FAQ
D: Perché la pirateria danneggia così tanto le squadre di Serie A?
R: Riduce gli introiti da diritti TV, fondamentali per stipendi, infrastrutture e investimenti nei vivai.
D: Che cos’è l’operazione “Switch Off”?
R: È un’operazione antipirateria condotta dalla Polizia Postale e coordinata dalla Procura di Catania contro reti IPTV illegali.
D: Gli utenti che guardano partite da siti illegali rischiano qualcosa?
R: Sì, rischiano sanzioni amministrative o penali e l’esposizione a furti di dati e truffe online.
D: Come riconoscere un servizio IPTV illegale?
R: Prezzi troppo bassi, pagamenti solo non tracciabili e assenza di brand ufficiali come DAZN o Sky sono segnali tipici.
D: Qual è il ruolo della Lega Serie A nella lotta alla pirateria?
R: Coordina con le autorità, investe in tecnologie di monitoraggio e promuove campagne di sensibilizzazione verso i tifosi.
D: La pirateria incide anche sulla qualità delle trasmissioni legali?
R: Sì, minori ricavi possono ridurre investimenti in tecnologia, produzione e innovazione delle piattaforme autorizzate.
D: Le collaborazioni internazionali sono davvero decisive?
R: Sì, perché molti server e domini pirata sono ospitati all’estero e richiedono cooperazione giudiziaria e tecnica tra Paesi.
D: Qual è la fonte originale delle dichiarazioni sulla pirateria audiovisiva?
R: Le dichiarazioni dell’ad Luigi De Siervo e il riferimento all’operazione “Switch Off” provengono da un lancio di agenzia di ANSA.




