Davide Lacerenza in discoteca con candele scintillanti dopo Crans-Montana scoppia la polemica lui si ribella

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Serata con candele scintillanti e polemica sui social
Davide Lacerenza torna a far discutere dopo una serata al Line Club di Lainate (Milano), dove bottiglie con candele scintillanti hanno accompagnato l’ingresso ai tavoli. L’evento, promosso con un video che annunciava “delirio, tavoli e sciabolate” insieme a Gio Urso, ha registrato clip in cui hostess sfilano tra i privé con fiamme vive in mano. Le immagini mostrano le scintille avvicinarsi a soffitti e tendaggi, generando un’ondata di critiche online.
Il tema è esplosivo dopo la strage di Crans-Montana, con 40 morti e centinaia di feriti che hanno riaperto il dossier sicurezza nei locali chiusi. Nonostante l’appello della premier Giorgia Meloni a vietare le candele pirotecniche, alcuni club continuano a usarle, invocando materiali ignifughi e capienze adeguate.
Sui social, i follower contestano l’uso di effetti scenici potenzialmente pericolosi anche in contesti “a norma”, sottolineando il rischio intrinseco delle candele scintillanti. I video condivisi da Lacerenza alimentano l’indignazione e la richiesta di misure preventive più stringenti, con molti utenti che sollecitano una linea chiara: bandire le candele dalle piste e dai tavoli, indipendentemente dagli allestimenti di sicurezza dichiarati.
La risposta di Lacerenza: “ora basta” e appello alla sicurezza
Davide Lacerenza risponde alle critiche con un video in cui invita a non attendere divieti dall’alto: “Non aspettiamo che sia lo Stato a proibirle”. Nel filmato spegne una candela scintillante in acqua e ammette di essersi scottato accendendola, a riprova della pericolosità intrinseca. Sottolinea di aver partecipato a serate in locali dichiarati ignifughi, con soffitti alti e standard di sicurezza, ma ribadisce che il rischio resta.
Pur riconoscendo la conformità tecnica di alcune discoteche, afferma che l’uso di dispositivi a fiamma esposti comporta margini di imprevedibilità non eliminabili. Da qui la svolta: “Perché non cambiare?”, dice, raccogliendo l’invito di chi gli ha chiesto di sensibilizzare dopo la tragedia di Crans‑Montana.
L’appello è netto: abbandonare le candele scintillanti, evitare contenuti che le promuovono e adottare soluzioni alternative sicure. Il messaggio è rivolto a gestori e pubblico, con un invito a una responsabilità condivisa: ridurre il rischio prima che diventi cronaca. Ricorda le vittime e le famiglie colpite, spiegando che la sua presa di posizione nasce dal rispetto e dalla volontà di prevenzione, non da convenienza d’immagine.
Alternative senza fiamma e promozione dei locali sicuri
Davide Lacerenza indica una via d’uscita: sostituire le candele scintillanti con fiammelle LED ricaricabili. Le definisce più costose ma riutilizzabili, scenografiche e soprattutto prive del rischio di innesco, anche in ambienti con arredi e tendaggi ignifughi. Ribadisce che la pericolosità delle candele non scompare con la conformità dei materiali: l’imprevisto resta, e la prevenzione passa dall’eliminazione della fiamma libera.
Per incentivare il cambio di rotta, l’imprenditore propone ai gestori una campagna pubblica: mostrare la dismissione delle candele, farle spegnere e gettare, taggarlo sui social e ottenere un repost come “discoteca in sicurezza”. Un bollino reputazionale di fatto, mirato a spingere l’adozione di pratiche a rischio zero.
Lacerenza promette di non filmare più le candele durante le serate e invita i locali a farsi trovare già adeguati. Un impegno personale che si somma alla call to action: adottare luci LED al posto dei dispositivi pirotecnici, comunicare la scelta agli utenti e trasformare la sicurezza in valore distintivo per club, ristoranti e pubblico.
FAQ
D: Qual è l’alternativa proposta alle candele scintillanti?
R: L’uso di fiammelle LED ricaricabili, scenografiche e senza fiamma.
D: Perché eliminare le candele anche in locali ignifughi?
R: La fiamma libera mantiene un margine d’imprevedibilità che i materiali ignifughi non azzerano.
D: Come intende promuovere i locali sicuri?
R: Repostando chi documenta la dismissione delle candele e adotta luci LED, come “discoteca in sicurezza”.
D: Le luci LED sono più costose?
R: Sì, ma sono riutilizzabili e riducono il rischio, con benefici reputazionali.
D: Qual è l’impegno personale di Davide Lacerenza?
R: Non riprendere più le candele e sostenere pubblicamente i locali che le abbandonano.
D: Chi è il pubblico a cui è rivolto l’appello?
R: Gestori di club e ristoranti, personale di sala e clientela.
D: Qual è la fonte giornalistica citata?
R: Riferimenti e dettagli sono tratti da copertura mediatica sulla vicenda e sulla strage di Crans‑Montana, come riportato dalla stampa italiana.




