Davide Lacerenza attacca gli sparkler ma usa i led: la contraddizione che infiamma i social

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Critiche social dopo le immagini con gli sparkler
Le immagini di Davide Lacerenza al Line Club di Lainate, ripreso mentre agita bottiglie di alcol con candele bengala fissate al collo, hanno scatenato una pioggia di contestazioni sui social. Il video, circolato rapidamente tra Instagram e TikTok, mostra l’ex gestore della Gintoneria circondato da giovani mentre maneggia gli sparkler, accessori già al centro del dibattito dopo la tragedia di Crans Montana.
La somiglianza tra le fiammelle usate in discoteca e i dispositivi pirotecnici che, nel locale Le Constellation, hanno innescato l’incendio costato la vita a 40 persone con 116 feriti, ha alimentato l’indignazione di utenti e follower. Molti hanno accusato Lacerenza di promuovere, seppur indirettamente, pratiche ritenute ad alto rischio in locali affollati, anche quando vengono dichiarati “a norma” e con arredi ignifughi.
Sotto i contenuti pubblicati, i commenti parlano di “leggerezza inaccettabile” e di “messaggio sbagliato” verso i più giovani, con richieste esplicite di prendere posizione contro l’uso di questi dispositivi scenografici. Le critiche hanno spinto Lacerenza a intervenire pubblicamente, ammettendo di aver ricevuto numerose segnalazioni in privato e riconoscendo la pericolosità degli sparkler, definiti da lui stesso “terribili” anche per gli incidenti di lieve entità, come le scottature riportate durante il loro utilizzo.
Dal patteggiamento per droga alla nuova polemica in discoteca
La figura di Davide Lacerenza arriva a questa nuova bufera mediatica con alle spalle un percorso giudiziario pesante. L’ex patron della Gintoneria ha infatti chiuso l’inchiesta che lo riguardava con un patteggiamento a 4 anni e 8 mesi di reclusione per reati legati a droga, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione connessi proprio all’attività del suo locale.
Nel provvedimento è stata disposta anche la confisca di beni per un valore superiore a 900mila euro, somma per la quale è stata avviata, lo scorso 10 gennaio, un’asta giudiziaria che comprende anche la vendita di bottiglie di pregio. Il nome di Lacerenza, dunque, era già al centro delle cronache giudiziarie prima dell’episodio degli sparkler in discoteca.
La nuova ondata di critiche, esplosa dopo la serata al Line Club di Lainate, si innesta su questa immagine già compromessa: da ex gestore di un locale coinvolto in un’inchiesta per droga, ora viene attaccato anche per l’uso di effetti scenici associati a una tragedia recente, come quella di Crans Montana. Un cortocircuito tra passato giudiziario e presente social che alimenta ulteriormente l’attenzione nei suoi confronti.
Lacerenza promette sensibilizzazione e lancia le alternative a led
Davide Lacerenza, dopo l’ondata di critiche per le immagini con gli sparkler al Line Club di Lainate, ha scelto di presentarsi come promotore di una nuova linea di comportamento nei locali notturni. In diversi video ha raccontato di aver ricevuto numerosi messaggi da ragazzi che gli chiedono di usare la propria visibilità per invitare discoteche e club ad abbandonare le “fiammelle” tradizionali.
Sostiene di temere personalmente questi dispositivi, spiegando di essersi scottato una mano durante l’accensione e mostrando come continuino a bruciare anche dopo il contatto con l’acqua. Un elemento, secondo lui, sufficiente a dimostrare la pericolosità di strumenti scenografici usati tra folla, alcol e arredi spesso infiammabili, nonostante le certificazioni dichiarate dai gestori.
Nel suo racconto Lacerenza ribadisce di trovarsi nei locali “per lavoro”, anche quando gli ambienti vengono descritti come sicuri, con soffitti alti e materiali ignifughi. Da qui la proposta di “cambiare registro”: l’ex proprietario della Gintoneria indica come alternativa le fiammelle a led, dispositivi luminosi ricaricabili che, pur avendo un costo iniziale più elevato, eliminerebbero il rischio di incendio.
“Bisogna rinnovarsi”, afferma, sostenendo che queste soluzioni tecnologiche renderebbero superfluo l’uso di bengala e candele pirotecniche, da lui liquidate come oggetti che “hanno rotto le balle”.
FAQ
D: Chi è Davide Lacerenza?
R: Davide Lacerenza è l’ex gestore della Gintoneria, locale finito al centro di un’inchiesta per droga, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, chiusa con un patteggiamento.
D: Perché Lacerenza è stato criticato per gli sparkler?
R: Le critiche sono esplose dopo un video che lo mostra in discoteca mentre agita bottiglie con candele bengala, simili a quelle legate al rogo del locale Le Constellation a Crans Montana.
D: Quale condanna ha patteggiato Lacerenza?
R: Ha patteggiato 4 anni e 8 mesi di reclusione, con confisca di beni per oltre 900mila euro e successiva asta giudiziaria di patrimonio e bottiglie pregiate.
D: Che posizione ha preso Lacerenza sull’uso degli sparkler?
R: Ha definito le fiammelle “terribili”, raccontando di essersi anche scottato, e sostiene che dovrebbero essere abbandonate nei locali notturni.
D: Quali alternative propone Lacerenza agli effetti pirotecnici?
R: Indica come soluzione le fiammelle a led, dispositivi luminosi ricaricabili che, a suo dire, garantiscono spettacolarità senza rischio di incendio.
D: Il locale in cui è stato ripreso era considerato sicuro?
R: Lacerenza afferma che il locale fosse ignifugo e con soffitti molto alti, ma diversi utenti hanno contestato la reale altezza dichiarata dell’ambiente.
D: Qual è la fonte giornalistica che ha sollevato dubbi sull’altezza del locale?
R: Secondo quanto riportato da la Repubblica, i soffitti del locale in cui è stato filmato Lacerenza non sembrano affatto raggiungere i 20 metri indicati dall’ex gestore della Gintoneria.




