Damiani conquista Baume & Mercier e rilancia la sfida nel lusso

Indice dei Contenuti:
Gruppo Damiani rileva da Richemont l’intera proprietà di Baume & Mercier, storica maison svizzera di orologeria di lusso
Una mossa strategica nel lusso europeo
L’acquisizione del 100% di Baume & Mercier da parte del Gruppo Damiani segna un passaggio di testimone raro nel panorama del lusso, con un player italiano che assume il controllo di una storica maison svizzera. La transazione privata con Compagnie Financière Richemont SA consolida il posizionamento del gruppo fondato a Valenza nel 1924, rafforzandone il ruolo nell’alto di gamma internazionale.
Fondata nel 1830, la manifattura con sede in Ginevra porta in dote un patrimonio di complicazioni classiche, design equilibrato e collezioni simbolo dell’orologeria elvetica. L’operazione consente al compratore di affiancare al core business della gioielleria una piattaforma industriale e creativa focalizzata sui segnatempo, con una propria identità consolidata presso il pubblico globale.
Per il venditore, colosso svizzero del lusso quotato e proprietario di marchi come Cartier e Vacheron Constantin, l’uscita dalla partecipazione rientra in una strategia di focalizzazione sulle griffe a più alta marginalità e scala. L’accordo, i cui dettagli economici non sono stati resi pubblici, testimonia la volontà di preservare la continuità del brand orologiero, assicurandogli una nuova casa industriale con forte vocazione familiare.
Sinergie industriali e posizionamento di mercato
L’integrazione della manifattura svizzera all’interno del perimetro del gruppo piemontese apre a sinergie immediate su distribuzione, retail monomarca e network wholesale internazionale. Le boutique e i corner già presidiati dalla realtà italiana nei distretti del lusso di Milano, Roma, Parigi e Tokyo potranno ospitare assortimenti selezionati di orologi, incrementando lo scontrino medio e la capacità di cross-selling con le collezioni di alta gioielleria.
Dal punto di vista industriale, la combinazione tra competenze manifatturiere nella lavorazione dei metalli preziosi e know-how orologiero svizzero consente lo sviluppo di referenze ibride, capsule collection e serie limitate destinate alle principali fiere di settore, da Geneva Watch Days a Watches and Wonders. Il presidio congiunto di gioielli e orologi aumenta inoltre la forza contrattuale nei confronti dei gruppi retail internazionali e delle piattaforme digitali premium.
Sul fronte del posizionamento, la maison elvetica mantiene il suo ruolo nel segmento “accessible luxury” dell’alta orologeria, con un focus su complicazioni tradizionali e design senza tempo. L’ingresso nel perimetro della famiglia piemontese offre margini per rilanci mirati in mercati strategici come Stati Uniti, Medio Oriente e Asia-Pacifico, dove la percezione del made in Italy nel gioiello può rafforzare la desiderabilità del marchio svizzero.
Implicazioni per il lusso italiano e svizzero
L’operazione rappresenta un segnale controcorrente rispetto alla lunga stagione di acquisizioni di brand italiani da parte di conglomerati stranieri. L’espansione del gruppo fondato da Enrico Grassi Damiani dimostra come le imprese familiari radicate sul territorio possano ancora competere in operazioni cross-border di alto profilo, valorizzando una governance stabile e una visione di lungo periodo.
Per l’ecosistema elvetico, il passaggio di consegne non indebolisce la centralità della Svizzera nell’orologeria di lusso, ma ridisegna gli equilibri proprietari, aprendo la strada a collaborazioni più strette tra capitale italiano e know-how svizzero. La scelta del venditore di individuare un acquirente con vocazione industriale e non esclusivamente finanziaria indica la volontà di preservare il radicamento locale, la rete di fornitori e l’identità creativa della maison.
In prospettiva, l’operazione potrebbe innescare un effetto emulazione tra altri gruppi italiani del lusso interessati a integrare portafogli di marchi con forte eredità storica in Svizzera o in Francia. Allo stesso tempo, segnala ai mercati finanziari come i brand con una precisa storia, archivio e continuità artigianale possano trovare nuova linfa all’interno di strutture familiari europee, in alternativa ai grandi conglomerati quotati.
FAQ
D: Chi ha acquisito il controllo di Baume & Mercier?
R: Il controllo è passato al Gruppo Damiani, che ha rilevato il 100% del capitale tramite una transazione privata.
D: Da chi è stata acquistata la maison svizzera?
R: Il venditore è Compagnie Financière Richemont SA, colosso svizzero del lusso.
D: Sono stati resi noti i dettagli finanziari dell’operazione?
R: No, le parti non hanno comunicato i termini economici dell’accordo.
D: In che anno è stato fondato il Gruppo Damiani?
R: L’azienda di gioielleria è stata fondata nel 1924 a Valenza da Enrico Grassi Damiani.
D: Quando nasce la maison Baume & Mercier?
R: La manifattura di orologeria svizzera risale al 1830.
D: Qual è l’obiettivo strategico principale per Damiani?
R: Ampliare il portafoglio nel lusso, affiancando all’alta gioielleria una forte presenza nell’orologeria svizzera.
D: Come cambia il ruolo di Richemont dopo la cessione?
R: Il gruppo si concentra ulteriormente sui marchi core ad altissima marginalità e scala globale.
D: Qual è la fonte giornalistica originale della notizia?
R: La notizia sull’accordo tra Gruppo Damiani e Richemont è stata riportata in origine da un comunicato stampa ufficiale, ripreso da testate specializzate di economia e lusso.




