Cuoco dei Moretti svela retroscena: tre addetti per filtrare gli ingressi, ecco cosa non tornava
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Controlli agli ingressi e responsabilità
Milano, notte di Capodanno. Alla porta del Le Constellation la regola ufficiale è chiara: accesso consentito solo ai maggiorenni. A vigilare, secondo le disposizioni, il direttore di sala Jean‑Marc G., un addetto alla sicurezza esterno e la cameriera Cyane, poi vittima del rogo. Tre figure incaricate di filtrare gli ingressi e di bloccare chi non ha compiuto 18 anni.
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Le verifiche, però, risultano lacunose. Lo conferma la testimonianza del cuoco francese Adrien H., 29 anni, che riferisce di un controllo svolto all’interno, con decisioni affidate soprattutto alla security e a Jean‑Marc, mentre lui parla con Cyane. Il criterio di scelta resta opaco: alcuni restano fuori, altri entrano senza che l’età venga accertata con rigore.
La gestione della porta viene giustificata anche con la “memoria visiva” del buttafuori, cui i proprietari attribuiscono un presunto talento nel riconoscere i volti. Un’impostazione che di fatto sostituisce ai documenti un giudizio soggettivo. Nel locale, intanto, passano numerosi minorenni, quasi tutti italiani, tra i 15 e i 16 anni. La presenza di under 18, visibile anche dalle immagini circolate dopo il disastro, evidenzia una falla strutturale nei controlli.
Il compito di impedire l’accesso ai minori non viene adempiuto con la dovuta diligenza. Le responsabilità operative ricadono su chi presidiava l’ingresso e su chi, ai vertici, ha definito – o tollerato – procedure insufficienti a garantire sicurezza e legalità.
Ordini della proprietaria e ammissioni
Jessica Moretti ammette di aver sollecitato un aumento degli ingressi poco prima dell’incendio: il locale “non era al completo” e serviva “più gente” per creare atmosfera. L’istruzione arriva mentre l’addetto alla sicurezza, secondo la proprietaria, stava respingendo clienti ritenuti troppo ubriachi, lasciando tavoli vuoti.
Il cambio di rotta nella selezione favorisce l’accesso di numerosi minorenni, quasi tutti italiani, di 15‑16 anni, che non apparivano più grandi della loro età. La priorità agli incassi prevale sulla verifica anagrafica, già fragile all’ingresso, trasformando il controllo documentale in un filtro discrezionale.
Nelle ore precedenti, la gestione operativa vede Jean‑Marc G., la security e Cyane alternarsi tra porta e sala. Le ammissioni della proprietaria, verbalizzate nel primo interrogatorio, confermano la pressione ad “aprire” le maglie del filtro, in contrasto con la direttiva “solo maggiorenni”. L’esito è un affollamento improvviso in un ambiente con un’unica via di fuga e materiali sensibili al calore, fattori che amplificano il rischio in caso di emergenza.
FAQ
- Quale indicazione ufficiale vigeva agli ingressi? Solo maggiorenni, con controllo affidato a direttore di sala, security e cameriera.
- Cosa ha ammesso la proprietaria Jessica Moretti? Di aver chiesto di far entrare più persone perché il locale non era pieno.
- Perché sono entrati molti minorenni? Le verifiche sono state allentate per incrementare l’afflusso, privilegiando l’incasso.
- Chi gestiva la selezione alla porta? Jean‑Marc G. e l’addetto alla sicurezza, con supporto di Cyane.
- Quali condizioni hanno aggravato il rischio? Affollamento, unica via di fuga e materiali sensibili al calore.
- Da dove proviene la ricostruzione dei fatti? Da testimonianze agli inquirenti e verbali citati dalla stampa; fonte giornalistica: Corriere della Sera.
- L’ordine di facilitare gli ingressi era conforme alle regole? No, contrastava con la direttiva di ammettere solo maggiorenni.
Il racconto del cuoco e la tragedia finale
Adrien H., 29 anni, lavora per i coniugi Moretti dall’inizio di dicembre. La notte di Capodanno, dopo il turno al Le Senso, viene chiamato da Jean‑Marc G.: manca il ghiaccio. Con l’auto aziendale va al Vieux Chalet di Lens, rientra a Crans‑Montana e consegna i cubetti a Jessica Moretti. Poi si sposta all’ingresso, dove resta a parlare con Cyane mentre security e direttore di sala gestiscono gli accessi.
Poco prima dell’incendio si allontana per recuperare il cellulare in auto. Meno di un minuto dopo riceve la chiamata di Jean‑Marc: “C’è fuoco dappertutto”. È già sulla strada, all’altezza della rotonda del Casinò, quando tampona un’auto in inversione e abbandona il veicolo per correre verso il locale.
Al suo arrivo, vigili del fuoco e polizia sono già sul posto. Scoprirà al telefono che Cyane è tra le vittime. Nel frattempo, all’interno, diversi minorenni italiani — tra cui Achille, Chiara, Emanuele, Giovanni, Riccardo e Sofia — restano intrappolati nel seminterrato, dove gli sparkler hanno innescato il rogo attaccando i pannelli fonoassorbenti.
Gli esperti antincendio di Zurigo sequestrano 25 candele pirotecniche, alcune prodotte a Napoli. Il locale, con un’unica via di fuga e affollamento crescente, diventa una trappola: la sequenza di errori operativi e materiali inadatti accelera la propagazione di fiamme e fumo.
FAQ
- Chi è Adrien H. e che ruolo ha? È il cuoco francese dei locali dei Moretti, presente a supporto logistico la notte del rogo.
- Perché Adrien si trovava fuori dal locale allo scoppio dell’incendio? Era uscito a recuperare il cellulare in auto pochi istanti prima.
- Chi ha avvisato Adrien del fuoco? Il direttore di sala Jean‑Marc G. con una telefonata.
- Quali elementi hanno alimentato l’incendio? Candele pirotecniche che hanno intaccato pannelli fonoassorbenti sensibili al calore.
- Quante candele sono state sequestrate e da chi? 25 dispositivi sequestrati dagli esperti antincendio di Zurigo.
- Chi sono alcune delle giovani vittime citate? Achille, Chiara, Emanuele, Giovanni, Riccardo e Sofia, tutti minorenni italiani.
- Qual è la fonte giornalistica della ricostruzione? Dossier e testimonianze riportati dal Corriere della Sera.




