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La cuoca del Presidente, recensione del nuovo lungometraggio di Christian Vincent con Catherine Frot e Jean D’Ormesson

11 Marzo 2013

Croci e delizie del palato e del potere si fronteggiano in un elegante film francese, La cuoca del Presidente, il cui titolo originale ‘Les saveurs du palais’ indugia con sottigliezza proprio sul doppio senso tra i diversi, possibili sapori. Diretto con ritmo incalzante da Christian Vincent e sostenuto da una nitida e brillante fotografia, che esalta forme e colori degli innumerevoli manicaretti preparati, evocandone quasi gli aromi ed i sapori, il film è ispirato alla vita vera di Danièle Delpeuch, una raffinata cuoca ed animatrice di una fattoria/ristorante/scuola nel Périgord ed unica donna (sembra impossibile!) ammessa a lavorare nelle esclusive cucine dell’Eliseo, come responsabile dei pasti privati di Mitterand.

Il film inizia in Antartide, in un luogo lontanissimo dai fasti presidenziali, dove Hortense Laborie, la nostra cuoca protagonista, prepara la sua raffinata cena di arrivederci dopo un anno di duro ma ritemprante lavoro in missione presso una sperduta base scientifica (il denaro guadagnato servirà all’acquisto di una tartufaia). S’intuisce che qualche evento del passato le ha lasciato una ferita aperta, ma si rifiuta di parlarne, tanto più con una giornalista curiosa che ambisce a scrivere uno scoop sulla ‘cuoca del presidente in Antartide’. A poco a poco, grazie all’incontro con persone rudi ed autentiche e con una natura magnifica e incontaminata, Hortense elabora il suo vissuto e tutto riemerge, fra flash-back e presente.

Il resto della storia si scrive da solo: un’inattesa chiamata a lavorare all’Eliseo, un Presidente desideroso di ritrovare i perduti sapori della cucina francese di famiglia, un gruppo di chef gelosi e maschilisti che lungi dal mostrare solidarietà alla collega non perdono occasione per farle le scarpe, una ricerca appassionata dei menù e delle pietanze francesi tradizionali, a base di paté e tartufi, per andare incontro ai gusti del Capo di Stato, un ambiente dove l’etichetta ed il controllo giungono ad imporre fornitori e prodotti da utilizzare. Finché Hortense Laborie, donna di carattere, decisa a offrire il meglio al suo datore di lavoro, non prova a cambiare le cose e sovvertire l’ordine delle cucine di Palazzo. Per cominciare chiede un incontro col Presidente per conoscerne più a fondo i gusti e le aspettative, poi gli strappa l’autorizzazione ad acquistare i prodotti dei suoi menù da fornitori di sua conoscenza e provata fiducia, che producono il meglio del meglio, dai porcini alle uova, dai tartufi alle verdure, fino a tutti i tagli di carne. Hortense si conquista in breve tempo le antipatie di molti e la stima profonda del Presidente, il quale di quando in quando le fa visita in cerca di un breve momento di felicità gastronomica.

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‘Mi è sempre piaciuto cucinare – afferma il regista –  richiede precisione, tecnica e grande generosità. Mi piace la compagnia dei cuochi e per certi versi credo che il mio lavoro assomigli al loro: il cuoco pianifica il suo menù, lavora su materiale vivo, gioca con i colori, le forme, le consistenze. Deve cercare di rassicurare e sorprendere, far riferimento alla tradizione pur cercando di innovare’. L’interpretazione di Catherine Frot, l’impareggiabile attrice francese di tanti piacevoli film (fra cui ricordiamo ‘Odette Toulemond’, ‘La Voltapagine’ e ‘La cena dei cretini’, insieme a molti altri), dà alla protagonista Hortense, quel carattere rude e campagnolo, ma al tempo stesso raffinato e orgoglioso, che regala allo spettatore una caratterizzazione interpretativa d’eccezione.

Vera gioia per gli occhi e per la gola (tutte le pietanze mostrate sullo schermo sono state realmente realizzate da veri chef, per aumentare il senso di credibilità, gusto e bellezza delle immagini), il film mantiene intatto un buon ritmo per la sua intera durata, tranne forse un momento più riflessivo nelle ultime scene sulla base antartica. Nel ruolo del Presidente, Jean D’Ormesson, accademico di Francia, filosofo e uomo di lettere, amatissimo in patria, qui nei panni di un aggraziato anziano uomo politico alle prese con i mille, faticosi, oneri del potere. Il nazionalismo del film, in questa lettura del Capo di Stato francese, si mescola alla favola, per chi ci vuole credere, almeno al cinema…

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Andrea Romoli

Digital Connector & Lego Serious Play Coach PhD, MBA, CPA, MD

Social Media Addicted : dormo con Twitter, mangio con Facebook, vado in palestra con Tumblr e amo fare networking agli eventi social. Nella mia vita precedente sono stato prima programmatore, poi system engineer. Andrea Romoli è una delle persone con il network più diffuso nella scena digital italiana, online e offline. Si definisce un digital connector, uno a cui piace connettere le persone tra di loro. Un lavoro a forte livello di empatia e di networking.
La sua carriera nel digitale è iniziata qualche anno fa, prima come programmatore in linguaggio C e Pascal, successivamente come sistemista Unix.

Poi ha deciso di dare una svolta alla sua vita e si è avvicinato al mondo dei social network collaborando come Account Manager per una società che distribuiva una piattaforma di web listening, un’opportunità che gli ha permesso di incontrare personalmente gli influencer della rete, partecipando a eventi e momenti di incontro. Da lì, a decidere di organizzare eventi e promuoverli personalmente il passo è stato breve.
Andrea ora organizza workshop e conferenze principalmente rivolti al mondo dell’innovazione, alle start-up e a società e persone che hanno voglia di investire il loro tempo per migliorare la propria professionalità (e vita):

“Lean Startup Machine e Mashable Social Media Day sono i primi eventi a cui mi sono appassionato e che ho organizzato e promosso con Eleonora Rocca. Poi successivamente ho iniziato a lavorare anche su Google Design Sprint e Lego Serious Play”.

In più, da qualche tempo, Andrea cura una rubrica settimanale in cui presenta gli eventi digital da non perdere, che è diventata ormai un appuntamento fisso per i suoi follower:

Areas of Expertise: Digital Networking, Social Media Strategy, Web Listening, Community Building, Startup Mentoring, Lean Startup Methodology, Google Design Sprint, LEGO® SERIOUS PLAY® Facilitation, Event Management, Public Relations, Influencer Engagement, Unix Systems, C Programming, Digital Transformation.
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