Croce Rossa spagnola innova i soccorsi digitali con la blockchain RedChain

RedChain della Croce Rossa spagnola: perché è un caso di studio globale
L’implementazione di RedChain da parte della Croce Rossa spagnola segna un passaggio maturo nell’uso della blockchain nel settore umanitario, con un focus concreto su tracciabilità, verificabilità e tutela della dignità delle persone assistite. Il progetto, sviluppato con BLOOCK e Billions Network, punta a digitalizzare l’intero ciclo dell’aiuto, riducendo costi operativi, rischi di frode e opacità contabile.
Attraverso crediti digitali ERC‑20 su Ethereum, erogati via wallet mobile, RedChain crea un’infrastruttura che consente ai donatori di monitorare l’impatto in tempo quasi reale senza trasformare i beneficiari in oggetti di sorveglianza. Il modello di separazione rigorosa tra dati personali e registri pubblici mira a conciliare trasparenza, conformità regolamentare e protezione della privacy.
Obiettivi operativi e benefici per il settore umanitario
RedChain intende ridurre tempi e errori nella gestione degli aiuti, sostituendo voucher cartacei e carte prepagate con crediti digitali programmabili.
Per gli enti umanitari, il sistema offre auditabilità nativa e riduce la dipendenza da intermediari finanziari, con una contabilità più granulare su programmi, aree geografiche e finestre temporali.
Per i donatori istituzionali e retail, la disponibilità di dati aggregati verificabili aumenta la fiducia e facilita la rendicontazione ESG, senza esporre informazioni sensibili sulle famiglie assistite.
Tutela della dignità dei beneficiari e conformità privacy
La Croce Rossa spagnola mantiene offchain tutti i fascicoli personali, inclusi nomi, recapiti e documentazione di vulnerabilità.


Onchain vengono registrati solo hash, timestamp e prove di integrità, rendendo verificabile la storia delle transazioni senza collegarla a identità reali.
Questo impianto riduce il rischio di stigmatizzazione, limita la superficie d’attacco per violazioni di dati e allinea il progetto ai principi di minimizzazione e proporzionalità del trattamento previsti da GDPR.
Architettura tecnica di RedChain: token ERC‑20 e modello ibrido di fiducia
Dal punto di vista infrastrutturale, RedChain utilizza token ERC‑20 su Ethereum come rappresentazione digitale dell’aiuto economico assegnato a ciascun beneficiario. Il wallet mobile funge da interfaccia unica: l’utente riceve, conserva e spende i crediti presso gli esercenti convenzionati via QR code, senza necessità di conti bancari.
La logica di eleggibilità, i controlli KYC e i dettagli delle transazioni commerciali restano in database proprietari, ma ogni evento chiave viene ancorato crittograficamente onchain tramite l’infrastruttura di BLOOCK, creando un registro di verifica indipendente.
Blockchain come livello di certificazione, non come archivio dati
BLOOCK definisce l’approccio come “blockchain usata come livello di certificazione”: la catena pubblica non ospita dati leggibili, ma solo impronte crittografiche.
Ogni modifica rilevante dei registri interni viene associata a un hash e a un timestamp pubblici; qualsiasi tentativo di alterare i database offchain dopo l’ancoraggio renderebbe impossibile superare la verifica onchain.
Questo modello riduce i costi di archiviazione sulla blockchain, preserva la scalabilità e rende la manipolazione dei dati facilmente rilevabile in fase di audit.
Ruolo dei token di aiuto ERC‑20 nella catena del valore
I token ERC‑20 rappresentano unità di aiuto trasferibili e divisibili, programmabili in base ai vincoli del progetto (categorie merceologiche, durata, limiti di spesa).
I beneficiari ricevono i token nel proprio wallet, mentre gli esercenti li incassano e li convertono in valuta fiat secondo accordi con la Croce Rossa spagnola.
La tracciabilità integrale del percorso dei token consente di dimostrare che le risorse sono state spese nei canali previsti, riducendo margini per usi impropri, intermediazioni opache e dispersioni di budget.
Privacy avanzata e prove a conoscenza zero con Billions Network
Elemento chiave dell’impianto è l’uso di tecnologie a conoscenza zero fornite da Billions Network, che permettono a un beneficiario di dimostrare il diritto all’uso dei crediti senza rivelare identità o dettagli personali. Questo paradigma limita la creazione di registri centralizzati di identità, da sempre uno dei punti più critici nell’adozione di strumenti digitali in contesti umanitari e post‑crisi.
In parallelo, i donatori ottengono visione macro degli impatti (importi distribuiti, tempi medi di erogazione, tassi di utilizzo), ma vengono tecnicamente esclusi dalla possibilità di risalire ai singoli individui.
Prove a conoscenza zero nel wallet del beneficiario
Le credenziali di eleggibilità sono generate dall’ente umanitario e archiviate nel wallet dell’utente, sotto il suo controllo.
Quando il beneficiario spende i crediti, fornisce una prova crittografica che conferma il possesso dei requisiti senza rivelare dati anagrafici o indicatori sensibili.
Questo riduce il rischio di profilazione, anche in caso di compromissione di parte dell’infrastruttura, e limita l’accumulo di metadati sulle persone vulnerabili.
Blockchain come “notaio pubblico”, secondo BLOOCK
Il CEO di BLOOCK, Lluís Llibre, descrive la blockchain pubblica come un “notaio pubblico” capace di certificare che un evento è avvenuto in un certo momento, senza rivelarne i contenuti.
Ogni cambiamento di stato rilevante viene ancorato a una rete pubblica, creando un set di prove immutabili contro cui testare in qualsiasi momento i registri interni.
In questo quadro, RedChain combina infrastruttura pubblica e sistemi proprietari per ottenere auditabilità elevata, costi contenuti e protezione sostanziale della privacy.
FAQ
Che cos’è RedChain della Croce Rossa spagnola?
RedChain è il sistema digitale della Croce Rossa spagnola che usa blockchain ed ERC‑20 per gestire e tracciare gli aiuti, sostituendo voucher e carte fisiche con crediti digitali.
Come vengono erogati gli aiuti ai beneficiari con RedChain?
Gli aiuti sono convertiti in crediti ERC‑20 su Ethereum, inviati a un wallet mobile del beneficiario, che può spenderli presso esercenti convenzionati tramite QR code.
Quali dati finiscono sulla blockchain nel modello RedChain?
Sulla blockchain vengono registrati solo hash, timestamp e prove di integrità delle operazioni; nomi, contatti e fascicoli restano nei sistemi interni, completamente offchain.
In che modo RedChain garantisce la privacy dei beneficiari?
La privacy è garantita separando identità e registri pubblici, usando prove crittografiche e strumenti a conoscenza zero di Billions Network, senza creare database centralizzati di identità.
Cosa possono vedere i donatori attraverso RedChain?
I donatori accedono solo a informazioni aggregate e verificabili su importi distribuiti, programmi e tempistiche, senza possibilità di identificare singoli beneficiari o casi individuali.
Che ruolo ha BLOOCK nell’infrastruttura RedChain?
BLOOCK fornisce il livello di certificazione, ancorando crittograficamente gli eventi a una blockchain pubblica e consentendo di rilevare eventuali manomissioni dei registri interni.
Perché la blockchain è definita “notaio pubblico” nel progetto?
Perché certifica in modo immutabile che un evento o una transazione sono avvenuti, senza rivelarne contenuti o soggetti coinvolti, fungendo da terza parte indipendente di verifica.
Qual è la fonte principale delle informazioni su RedChain?
Le informazioni qui analizzate derivano dal materiale reso disponibile dalla Croce Rossa spagnola e dai dettagli riportati in origine da Cointelegraph.
DIRETTORE EDITORIALE
Michele Ficara Manganelli ✿
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