Criptovalute sorprendono mentre il dollaro affonda in attesa della mossa Fed

Indice dei Contenuti:
Crypto market stabilizes as US Dollar Index tumbles ahead of FOMC decision
Cripto in equilibrio
I principali token digitali hanno recuperato terreno mentre il Dollar Index aggiornava i minimi da novembre, in un contesto di attesa per la prossima decisione del Federal Reserve Board. Il valore complessivo del mercato è tornato in area 3.000 miliardi di dollari, segnalando un ritorno di fiducia dopo le vendite delle scorse sedute.
Bitcoin (BTC) è rimbalzato dall’area di 87.000 dollari fino oltre 88.400, riducendo la pressione ribassista alimentata dal rafforzamento del biglietto verde nelle ultime settimane. Anche Ethereum (ETH) ha consolidato sopra i supporti chiave, avvicinandosi alla resistenza psicologica in zona 3.000 dollari, livello che il mercato monitora come spartiacque tra fase di consolidamento e nuovo impulso rialzista.
La stabilizzazione delle criptovalute avviene in parallelo al recupero degli asset rischiosi quotati a Wall Street, con gli indici Dow Jones e S&P 500 in progresso superiore allo 0,5% in vista della stagione delle trimestrali dei colossi tecnologici noti come “Magnificent 7”, tra cui Tesla, Microsoft, Apple e Meta Platforms. L’allentamento della pressione sul dollaro e il clima di risk-on favoriscono gli asset digitali ad alta beta, che tornano a svolgere un ruolo di proxy sulla liquidità globale.
Dollaro debole e corsa ai beni rifugio
Il calo del Dollar Index (DXY), sceso ai livelli più bassi da settembre, riflette un riposizionamento della liquidità internazionale verso strumenti percepiti come difensivi, a partire dai metalli preziosi. Gli operatori stanno prezzando una politica monetaria statunitense meno aggressiva e una dinamica inflazionistica più vicina al target del 2%, riducendo la domanda di valuta rifugio.
Le quotazioni dell’oro hanno superato una soglia psicologica considerata di lungo periodo, mentre l’argento rimane saldamente oltre i principali livelli tecnici monitorati dai desk macro. Il rialzo dei metalli preziosi segnala una ricerca di coperture contro potenziali shock geopolitici e contro scenari di rallentamento ciclico, in cui i rendimenti reali potrebbero tornare a comprimersi.
La rotazione da dollaro verso asset alternativi, tra cui le criptovalute, suggerisce che una parte degli investitori sta utilizzando Bitcoin come strumento ibrido tra bene rifugio e asset speculativo. In questo contesto, la sensibilità dei token più capitalizzati ai flussi macro resta elevata: ogni movimento del DXY influenza in modo diretto non solo il cambio EUR/USD e i Treasury, ma anche la direzione dei principali indici di altcoin, con effetti amplificati sulla volatilità intraday.
Attesa per FOMC e rischi macro
L’attenzione dei mercati è puntata sulla prossima riunione del comitato di politica monetaria della Federal Reserve, da cui il consensus di economisti e i contratti su piattaforme come Polymarket si attendono una conferma dei tassi d’interesse nell’intervallo 3,50%-3,75%. Una pausa consentirebbe ai policymaker di valutare l’impatto dei recenti tagli sui dati reali e sulle aspettative di inflazione di medio termine.
Il mercato del lavoro statunitense mostra segnali di stabilizzazione, con un tasso di disoccupazione contenuto e una dinamica salariale più coerente con l’obiettivo di stabilità dei prezzi. Le ultime rilevazioni indicano un’inflazione vicina al 2% e una crescita del prodotto interno lordo intorno al 5% su base trimestrale annualizzata, dopo l’espansione del 4,4% registrata nel periodo precedente, quadro che riduce l’urgenza di nuove mosse restrittive.
Gli investitori in criptovalute monitorano anche il rischio di un parziale shutdown del governo federale degli Stati Uniti, con le probabilità stimate da Polymarket oltre il 70% a causa delle tensioni di bilancio che coinvolgono agenzie come ICE e Department of Homeland Security. Sullo sfondo pesano le incognite geopolitiche in Medio Oriente, con l’innalzamento delle probabilità di un conflitto più ampio che potrebbe spingere al rialzo i prezzi del petrolio e riaccendere i timori inflattivi, fattori in grado di incrementare la volatilità sugli asset digitali.
FAQ
D: Perché il mercato cripto si è stabilizzato?
R: Perché il calo del Dollar Index e il recupero degli asset rischiosi hanno favorito un rientro degli acquisti su Bitcoin ed Ethereum.
D: Qual è il ruolo della Federal Reserve in questa fase?
R: Le attese su una pausa nei tassi da parte della Fed incidono sulle aspettative di liquidità e quindi sulla domanda di criptovalute.
D: Come influisce la debolezza del dollaro sulle criptovalute?
R: Un dollaro più debole spinge parte degli investitori a cercare alternative in asset denominati in altre valute, oro e token digitali.
D: Perché gli indici azionari statunitensi sono rilevanti per il settore cripto?
R: Perché riflettono l’appetito per il rischio globale, che tende a muoversi in sincronia con le performance degli asset digitali a maggiore capitalizzazione.
D: Che cosa osservano i trader su Bitcoin in termini tecnici?
R: I desk monitorano i livelli di supporto a ridosso degli 87.000 dollari e le resistenze sopra 88.000-89.000 per valutare la forza del rimbalzo.
D: In che modo uno shutdown del governo USA può incidere sulle cripto?
R: Può aumentare l’incertezza macro e spingere alcuni investitori verso asset alternativi, incrementando la volatilità del comparto.
D: Quali rischi geopolitici vengono considerati?
R: In particolare l’eventuale escalation in Medio Oriente, che potrebbe far salire il prezzo del petrolio e cambiare lo scenario inflattivo globale.
D: Qual è la fonte giornalistica citata come riferimento principale?
R: I dati di mercato e i riferimenti macroeconomici sono basati sulle informazioni riportate da crypto.news nella copertura originale degli eventi.




