Criptovalute a Mosca: via libera ai piccoli risparmiatori, occasione storica per entrare nel mercato

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Nuovo quadro normativo per le criptovalute in Russia
Russia avvia la normalizzazione delle valute digitali con un disegno di legge atteso alla Duma di Stato, volto a integrare le criptovalute in un quadro giuridico unitario e stabile. Il provvedimento, confermato da Anatoly Aksakov, presidente del Comitato per il Mercato Finanziario, rimuove le cripto dalla regolamentazione speciale, riconducendole a regole generali più trasparenti e applicabili. L’obiettivo dichiarato è rendere le criptovalute parte della vita economica quotidiana, superando l’attuale zona grigia normativa.
Secondo le indicazioni diffuse dall’agenzia statale TASS, la riforma punta a standardizzare l’uso delle valute digitali, consentendone l’impiego in operazioni con l’estero, pur mantenendo strumenti di controllo. Il cambio di passo arriva dopo l’aumento dell’uso di cripto per trasferimenti internazionali seguito alle sanzioni del 2022, in un contesto in cui sono riconosciute come proprietà ma non come mezzo di pagamento interno.
La nuova architettura normativa intende bilanciare diffusione e vigilanza: da un lato favorisce l’accesso regolato a cittadini e imprese; dall’altro prepara misure per integrare il settore nel sistema finanziario, definendo ruoli e responsabilità degli operatori. In prospettiva, la riforma pone le basi per un mercato più ordinato, con procedure uniformi e un perimetro legale chiaro per la circolazione delle criptovalute su scala domestica e internazionale.
Accesso controllato per i risparmiatori retail
Il disegno di legge introduce un accesso vigilato per i non qualificati, fissando un tetto operativo di 300.000 rubli per i piccoli risparmiatori, misura pensata per contenere i rischi e favorire un’adozione progressiva. Gli operatori professionali, in possesso dei requisiti su reddito e competenze, potranno invece negoziare senza limiti, in linea con un profilo di rischio più elevato e strumenti di tutela mirati.
Anatoly Aksakov ha chiarito che l’impianto normativo punta a un uso più strutturato delle cripto, includendo la possibilità di impiegarle nei pagamenti transfrontalieri e nell’accesso ai mercati esteri, pur mantenendo presidi di tracciabilità. La disciplina separa nettamente l’utenza retail da quella professionale, con meccanismi di soglia e verifica, per ridurre l’esposizione a frodi e volatilità.
Nel quadro attuale le cripto in Russia sono considerate proprietà e non mezzi di pagamento interni; la stretta sulle sanzioni dal 2022 ha però spinto cittadini e imprese verso canali digitali per i trasferimenti oltreconfine. Il nuovo limite per i retail si inserisce in questo contesto, cercando di canalizzare la domanda verso percorsi legali e supervisionati, senza soffocare l’innovazione e preservando la stabilità del sistema.
Regole chiare per exchange e operatori professionali
Il legislatore in Russia prepara un riordino delle piattaforme, puntando su autorizzazioni, requisiti tecnici e tracciabilità per gli exchange che operano sul territorio. La priorità è ridurre l’area grigia che ha favorito migrazioni verso servizi esteri e canali peer‑to‑peer, imponendo standard univoci su custodia, segregazione degli asset e verifica dell’identità.
Anton Gorelkin ha denunciato l’uso di exchange basati in Bielorussia da parte di truffatori, sollecitando un perimetro legale che consenta alle autorità controlli effettivi e interventi rapidi. La regolamentazione mira a riportare gli operatori entro confini nazionali, con procedure di compliance e cooperazione obbligatoria con gli organismi di vigilanza.
La Banca di Russia ha già delineato, a fine 2024, linee guida su ruoli e responsabilità di exchange, broker e trust nella gestione delle valute digitali, aprendo a un mercato più strutturato. Il nuovo disegno di legge consolida tali indicazioni, definendo licenze, obblighi di segnalazione, criteri antiriciclaggio e trasparenza sulle commissioni, per tutelare utenti e stabilità finanziaria.
In prospettiva, gli operatori professionali beneficeranno di un quadro di riferimento stabile, con possibilità di operare senza tetti quantitativi ma all’interno di regole chiare su capitale, governance e risk management. Il risultato atteso è una riduzione delle frodi, una migliore protezione dei risparmiatori e un accesso più sicuro ai mercati esteri.
FAQ
- Qual è l’obiettivo della nuova disciplina per gli exchange? Creare un perimetro legale con licenze, controlli e tracciabilità per ridurre frodi e opacità.
- Chi è coinvolto tra gli operatori? Exchange, broker e trust, con obblighi differenziati su custodia, segnalazioni e compliance.
- Quali standard tecnici sono previsti? Segregazione degli asset, KYC rafforzato, procedure antiriciclaggio e trasparenza sulle fee.
- Cosa cambia per gli operatori professionali? Operatività senza tetti quantitativi, ma con requisiti su capitale, governance e gestione del rischio.
- Come vengono contrastate le truffe transfrontaliere? Coordinamento con le autorità, limiti agli operatori non autorizzati e rientro degli exchange nel perimetro nazionale.
- Qual è il ruolo della Banca di Russia? Ha proposto nel 2024 linee guida su funzioni e responsabilità di exchange, broker e trust, base del nuovo impianto.
- Qual è la fonte giornalistica citata? Le conferme sull’impostazione normativa provengono dalle agenzie TASS e Interfax, come riportato nel contesto della riforma.




